Germania, la svolta ‘post-pacifista’ dei Verdi

La leader dei Verdi tedeschi, Annalena Baerbock, in una conferenza stampa a Berlino il 26 aprile 2021. [EPA-EFE/HENNING SCHACHT]

La candidata dei Verdi tedeschi alla cancelleria Annalena Baerbock ha detto giovedì 6 maggio che il suo paese deve essere più attivo in politica estera, e assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza: un segnale, secondo gli osservatori, che il partito sta modificando la sua storica posizione pacifista in una direzione più pragmatica e ‘centrista’.

“Penso che sia molto non solo appropriato, ma anche necessario che gli europei, e quindi i tedeschi, debbano assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza”, ha detto Baerbock in un discorso tenuto nel corso di un forum transatlantico del Consiglio Atlantico, in cui ha chiesto una politica estera e di difesa europea più attiva.

Tuttavia, Baerbock ha aggiunto che non si impegnerebbe a spendere il 2% del PIL per le forze armate, e ha espresso dei dubbi sul fatto che l’obiettivo di spesa militare fissato dalla NATO sia “lo stato dell’arte”. Ciò significa – ha detto la leader dei Verdi – “che in una crisi come quella attuale, dove tutto è insicuro, dovremmo razionalmente investire meno, perché il 2% di un PIL che diminuisce non è lo stesso di quando l’economia cresce”.

“La questione è: di che tipo di capacità [di difesa] abbiamo bisogno? Che tipo di capacità può portare l’Europa?”, si è chiesta Baerbock, spiegando che non è un buona idea collegare le spese in questo ambito al PIL, “che è così [dipendente] dalla crescita economica”. Inoltre, per la candidata dei Grünen oggi ci sono da affrontare “nuove minacce e sfide” come la sicurezza informatica.

Germania, Annalena Baerbock è la candidata dei Verdi alla cancelleria

Sarà Annalena Baerbock la candidata dei Verdi tedeschi alla carica di Cancelliera alle prossime elezioni politiche che si terranno il 26 settembre. La decisione dal presidio del partito è stata resa nota online lunedì 19 aprile. Baerbock, co-presidente del partito, è stata preferita …

I membri della NATO hanno compiuto dei progressi verso l’obiettivo della condivisione degli oneri, concordato per la prima volta nel 2014, ma la Germania continua a non essere all’altezza. Secondo Baerbock, le truppe statunitensi dovrebbero rimanere nel paese fintanto che esiste una cooperazione “efficiente” con le forze militari in Europa, anche se le truppe Usa continuano ad attirare le proteste dei pacifisti tedeschi. La leader dei Verdi ha detto che vorrebbe assicurarsi che le forze americane siano schierate “in un modo molto efficiente, in cui non duplichiamo la nostra struttura, e gli europei nei prossimi mesi si assumano maggiori responsabilità” per la loro difesa.

In passato, ha spiegato Baerbock, la Germania è stata troppo “passiva” in politica estera: “Credo che uno dei problemi dell’UE degli ultimi anni sia che non aveva una politica estera attiva… e ciò è dovuto alla mancanza di una politica estera tedesca attiva. Non si tratta della Germania che dice agli altri cosa fare, ma se noi ci comportiamo in modo molto passivo, è difficile per gli altri” agire.

La svolta geopolitica dei Verdi

“Noi come europei, e noi come Verdi tedeschi, non siamo molto lontani dall’attuale amministrazione statunitense”, ha detto poi Baerbock, aggiungendo che Germania e Stati Uniti potrebbero avvicinarsi ancora di più rispetto a quanto avvenuto negli ultimi anni ed evidenziando l’opportunità di creare un “Green deal transatlantico”.

Sia l’amministrazione Biden che i Verdi tedeschi, secondo la loro leader, lottano infatti per gli stessi obiettivi, come un’economia a emissioni zero e una maggiore giustizia sociale. Inoltre, qualora venisse eletta, Baerbock ha promesso di prendere una posizione forte contro le violazioni dei diritti umani in Cina, senza però escludere la nazione più popolosa del mondo dalle trattative sul commercio o dalle discussioni sul clima.

“Possiamo dire come europei che nel nostro mercato comune non vogliamo prodotti derivanti dal lavoro forzato”, ha detto la candidata dei Verdi riferendosi al trattamento riservato dalla Cina alla minoranza musulmana degli Uiguri nella provincia dello Xinjiang. “Quindi – ha aggiunto difendiamo i nostri diritti umani, i nostri valori molto forti. Ma d’altra parte, ciò non significa dire che non ci sarà più import/export tra Europa e Cina”.

Con ciò, Baerbock mira ad assumere un tono diverso rispetto a quello della cancelliera Angela Merkel, che è stata una delle principali promotrici del controverso accordo globale sugli investimenti (CAI) siglato dall’UE e dalla Cina nel dicembre dello scorso anno, al termine del semestre tedesco di presidenza dell’Unione: una mossa a sorpresa che ha messo termine a sette anni di meticolosi negoziati, resa possibile grazie alle forti pressioni della Germania. Nel frattempo, però, l’accordo ha incontrato resistenze nel Parlamento europeo proprio per le notizie sui campi di lavoro forzato in Cina, e per ora la sua ratifica è stata congelata.

Per quanto riguarda la Russia, Baerbock ha affermato che il comportamento aggressivo del presidente russo Vladimir Putin, come il recente ammasso di truppe ai confini dell’Ucraina, deriverebbe in parte dalla mancanza di una “politica estera attiva” da parte della Germania e dell’UE nel difendere i suoi alleati nell’Europa orientale.

A una domanda sulla prosecuzione del controverso gasdotto Nord Stream 2 dalla Russia alla Germania, Baerbock ha risposto un deciso “no”: una posizione in netto contrasto con quella di Merkel e di Armin Laschet, il nuovo leader della CDU e principale rivale dei Verdi nella corsa alla cancelleria, che – come la maggioranza dei dirigenti del partito socialdemocratico (SPD) – sono favorevoli a continuare con il progetto.

Secondo Baerbock, il gasdotto viola lo spirito delle sanzioni economiche dell’UE contro l’aggressione russa all’Ucraina. “Questo gasdotto contraddice le nostre sanzioni, quindi il progetto non può essere messo in opera. Non può iniziare”.

Annalena Baerbock, appassionatamente europea

Appassionatamente europea. È così che Annalena Baerbock definisce se stessa. La candidata al cancellierato tedesco nominata dei Verdi è un buon segnale per l’Europa e per la Germania in Europa.

Baerbock è espressione di una generazione (classe 1980) che “non è …

La leader dei Verdi ha suggerito invece che la Germania dovrebbe collaborare con l’Ucraina per creare un gasdotto per l’idrogeno. “Abbiamo bisogno di idrogeno in Europa per raggiungere le emissioni zero in futuro”, ha detto Baerbock: “C’è un alto potenziale in Ucraina per le energie rinnovabili, per l’eolico e il solare. Esiste già un gasdotto per trasferire il gas fossile. Possiamo configurarlo per [farne un] gasdotto verde dell’idrogeno in futuro”.

Speranze elettorali

Per la prima volta in assoluto, i Verdi hanno la possibilità di eleggere il prossimo cancelliere della Germania, e quasi certamente faranno parte di qualsiasi governo che sarà formato dopo le elezioni legislative di settembre.

Anche prima di essere proposta dal suo partito per il posto più alto, Baerbock è stata una delle principali voci del partito sulla politica estera: fermamente filoeuropea, dura con le grandi potenze autoritarie e concentrata sui diritti umani e sulle questioni climatiche, ma anche propensa ad assumere un tono pragmatico su questioni come la NATO e le spese militari.

Il nuovo orientamento della politica estera verde segna anche un cambio generazionale all’interno del partito rispetto a quando aveva fatto parte per la prima volta del governo federale, alla fine degli anni ’90. Allora i Verdi erano una formazione in cui le voci della protesta pacifista erano molto forti, con continui mal di pancia sui dilemmi della politica di sicurezza: oggi la loro posizione, come dimostra il fatto che siedono nei governi regionali di 11 laender su 16 – è diventata invece molto più pragmatica.

Alla domanda sulle sue prospettive di vincere le elezioni tedesche a settembre, Baerbock ha detto: “Attualmente siamo in testa” ai sondaggi, “ma mancano ancora cinque mesi alle elezioni, quindi tutto è ancora possibile”.