Frontex non ha garantito il rispetto dei diritti umani: l’accusa del Parlamento europeo

Il direttore esecutivo di Frontex, Fabrice Leggeri [ EPA-EFE/A.Carrasco Ragel]

Frontex, l’agenzia europea incaricata i controllare i confini esterni dell’UE, non è stata in grado o non ha voluto garantire il rispetto dei diritti umani dei richiedenti asilo nelle operazioni a cui ha partecipato: lo afferma un report della commissione speciale del Parlamento europeo incaricata di indagare sulle attività dell’organizzazione, pubblicato giovedì 15 luglio.

Secondo l’indagine, durata quattro mesi, l’agenzia non ha gestito adeguatamente le denunce di rimpatri immediati, e non ha fatto nulla per prevenire le violazioni dei diritti fondamentali e il rischio che si ripetessero tali episodi. “Diversi attori affidabili come organismi e organizzazioni nazionali e internazionali per i diritti umani – si legge nel documento – hanno costantemente segnalato tali violazioni alla frontiera, ma Frontex ha generalmente ignorato tali rapporti”.

I deputati della commissione – presieduta dalla deputata maltese del PPE Roberta Metsola – scrivono poi di non aver “trovato prove conclusive sull’esecuzione diretta di respingimenti e/o espulsioni collettive” da parte di Frontex “nei casi di incidenti gravi” presi in esame, riguardanti respingimenti o espulsioni collettive. Tuttavia, ciò non significa che l’agenzia non abbia la responsabilità di avere ignorato o di non avere affrontato episodi di rimpatrio immediato e violazioni dei diritti dei migranti di cui era a conoscenza.

Frontex, continua infatti il rapporto, “ha trovato prove a sostegno delle accuse di violazioni dei diritti fondamentali negli Stati membri con cui svolgeva operazioni congiunte, ma non ha affrontato e seguito queste violazioni in modo tempestivo, vigile ed efficace” e “non ha impedito queste violazioni, né ha ridotto il rischio di future violazioni dei diritti fondamentali” a danno dei migranti.

Il documento denuncia poi la mancanza di meccanismi per “monitorare e assistere situazioni ed eventi relativi ai diritti fondamentali”, rilevando “lacune nel quadro della cooperazione con gli Stati membri”, che potrebbero ostacolare “l’adempimento degli obblighi di Frontex” in materia di diritti umani. Critiche riprese nel dibattito seguito alla presentazione del report da diversi parlamentari, che hanno messo in luce l‘assenza di meccanismi interni all’agenzia per garantire il rispetto dei diritti umani, e stigmatizzato il fatto che Frontex non ha ancora completato il team di monitoraggio dei diritti umani: dei 40 funzionari che dovrebbero comporre il gruppo, solo 20 sono stati assunti e solo 5 possono effettuare visite sul campo, secondo l’eurodeputata dei Verdi e autrice del rapporto, Tineke Strik.

La commissione ha scritto anche di essere preoccupata per “la mancanza di cooperazione del direttore esecutivo” di Frontex, il francese Fabrice Leggeri, viste le sue mancate risposte, il ritardo nelle nomine e “il suo rifiuto di attuare le raccomandazioni della commissione per garantire il rispetto del regolamento dell’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera e nel ritardare il reclutamento di osservatori internazionale per dei diritti fondamentali”. L’indagine ha accertato anche che Leggeri ha nominato uno staff di 63 persone, oltre il doppio di quelle che compongono il gabinetto della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

Il rapporto non chiede esplicitamente le sue dimissioni, ma Strik è convinta che Leggeri dovrebbe lasciare l’incarico o essere licenziato, tanto più che l’indagine ha dimostrato come in almeno un’occasione abbia richiesto la cancellazione di tutte le informazioni raccolte su un presunto caso di violazione dei diritti umani da parte della guardia costiera greca.

“Prendo atto della conclusione dell’indagine conoscitiva del Parlamento e delle sue raccomandazioni”, ha scritto Leggeri in una nota: “Frontex è un’organizzazione più grande e complessa rispetto a un paio di anni fa, quindi un sistema che è stato progettato in passato deve subire ulteriori trasformazioni. Siamo determinati a sostenere i più alti standard di controllo delle frontiere all’interno delle nostre operazioni. Esamineremo le raccomandazioni e vedremo come possiamo implementarle per rafforzare ulteriormente il rispetto dei diritti fondamentali in tutte le nostre attività”.

La commissaria agli Affari Interni Ylva Johansson, che in altre occasioni non aveva risparmiato critiche all’agenzia, stavolta ha rinnovato la sua fiducia a Leggeri: “Quando ho parlato” col direttore di Frontex, ha detto, “mi ha garantito che prenderà tutte le raccomandazioni in modo molto serio. Spero lo faccia”.

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La commissione di inchiesta era stata istituita lo scorso febbraio, dopo che nei mesi precedenti molte inchieste giornalistiche hanno messo in luce il coinvolgimento di Frontex in respingimenti illegali e violenze sui migranti. L’agenzia, inoltre, è stata accusata di cattiva gestione finanziaria – accusa per la quale l’ufficio antifrode dell’UE (Olaf) sta conducendo da mesi un’indagine – e recentemente il suo operato è stato censurato dalla Corte dei conti dell’Unione perla sua inefficienza e i suoi sprechi.

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Nata nel 2006 e per anni rimasta in condizione di semi-anonimato, a partire dal 2015, anno in cui 1,2 milioni di persone hanno chiesto asilo nei paesi dell’UE, Frontex ha accresciuto in maniera esponenziale il suo ruolo – e il suo budget, che nel 2020 ammontava a 460 milioni di euro contro i 19 del 2006. Entro il 2027, inoltre, la dotazione finanziaria dovrebbe arrivare a 900 milioni, e il personale operativo (guardie costiere e di frontiera) a 10 mila unità.

Frontex, ha detto Strik al Guardian, è stata concepita come un’organizzazione per la sicurezza piuttosto che per i diritti, e che all’interno e all’esterno dell’agenzia c’è la percezione che la difesa dei diritti umani sia in conflitto con il controllo delle frontiere: “Alcuni degli attori percepiscono ancora che quando si inizia ad agire sui diritti fondamentali, allora si diventa meno efficace sul controllo delle frontiere… [Frontex] deve fare entrambe le cose ed è possibile fare entrambe le cose allo stesso tempo”.