Francia, gli attacchi nazionalistici dei militari di destra a Macron

Il presidente francese Macron con il capo di Stato maggiore gen. Lecointre alle celebrazioni per la fine della II guerra mondiale a Parigi, l'8 maggio 2021. [EPA-EFE/CHRISTIAN HARTMANN/POOL MAXPPP OUT]

Stanno facendo discutere in Francia gli ultimi interventi di alcuni esponenti dell’esercito contro il Presidente della Repubblica, che ipotizzano addirittura lo scenario della guerra civile.

La questione dello scontro tra il presidente francese Emmanuel Macron e alcuni militari (vicini all’estrema destra) sta agitando la Francia. Già alla fine di aprile, una ventina di alti ufficiali non più in servizio avevano lanciato, dalle colonne della rivista di destra Valeurs actuelles, un appello esortativo alla classe politica a lottare per combattere la “disintegrazione” del paese, invitando Macron a difendere “la patria” che ritengono messa in pericolo dall'”islamismo e dalle orde di banlieue”.

Da lì è partita una polemica politica con annunciate “sanzioni”, da parte della ministra della Difesa Florence Parly, contro gli ex generali ed un altro “centinaio di alti gradi” militari che hanno sottoscritto la lettera. Ai militari non è mancata (ovviamente) la vicinanza della leader nazionalista Marine Le Pen, che ha preso le loro difese.

Domenica 9 maggio però, sulla stessa rivista nazionalista, è apparsa una nuova lettera che mette in guardia sul declino della Francia, in preda a violenza, odio per le istituzioni ed islamismo, che finirà “inevitabilmente” in una guerra civile cui si renderà necessario un intervento dell’esercito.

Non è chiaro quanta adesione ci sia negli ambienti militari intorno alle lettere e in particolare per questa ultima uscita, ma da quanto riportano i maggiori quotidiani francesi potrebbero esserci dietro alcune figure ancora in servizio, che hanno operato nei principali scenari di guerra francesi all’estero, come Mali, Repubblica Centrafricana, Afghanistan e hanno svolto i pattugliamenti nelle strade francesi nell’operazione “Sentinelle”, istituita dopo gli attentati terroristici degli ultimi anni.

Difesa europea, Macron: "Ue ha bisogno di sovranità, anche con il nuovo governo Usa"

In una lunga intervista il presidente francese ha tracciato la strada da percorrere sulla sovranità europea riguardo alle politiche di difesa, in una fase di grandi stravolgimenti geopolitici che stanno marginalizzando l’Europa.

L’Europa ha ancora bisogno di una propria strategia di …

Macron, dopo gli attacchi in Francia dell’ottobre 2020, ha annunciato una stretta contro l’islamismo e gruppi estremistici legati al nazionalismo turco, come nel caso della messa al bando dei Lupi grigi e, tra le altre cose, ha proposto di rivedere il trattato di Shengen. Nelle ultime settimane poi si sono ripresentati casi di violenze dovute al radicalismo, come nel caso del poliziotto ucciso ad Avignone.

Tensioni con esponenti dell’esercito non sono nuove per il Presidente della Repubblica. Nel luglio 2017, pochissimi mesi dopo l’elezione all’Eliseo, il capo di Stato maggiore, generale Pierre de Villiers, si dimise (prima volta in assoluto) in aperto contrasto con l’inquilino dell’Eliseo per le proposte sul bilancio della Difesa che aveva annunciato il governo.

Inoltre, Macron è un convinto sostenitore della strategia di Difesa europea, indipendente e sovrana. Un concetto, ribadito in più occasioni, che va in controtendenza con la storia dei rapporti Francia-Europa, con Parigi fortemente arroccata sulle questioni militari a livello comunitario e che, secondo il capo di Stato, ha bisogno di solide basi ideologiche.

Aspetti, questi, che non vanno giù alla destra e a quelle figure dell’esercito più conservatrici, che vedono le politiche della Difesa come pura espressione di una visione nazionalista, in un contesto internazionale dominato da crescente instabilità, tra l’altro accumulata intorno ai confini europei.