Didier Reynders: “la Polonia non è in grado di garantire libere elezioni”

Didier Reynders, Commissario europeo alla Giustizia. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

Secondo il Commissario europeo per la giustizia, non ci sono le condizioni per elezioni “libere” e “legittime” in Polonia, dove l’appuntamento ai seggi è previsto il 10 maggio. Un articolo di Euroefe.

Il Commissario ha partecipato giovedì 23 aprile ad una sessione della Commissione per le libertà civili del Parlamento europeo. Ha ricordato che l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha rilasciato il 7 aprile un comunicato stampa in cui afferma che nella situazione attuale, in cui la libertà di movimento dei cittadini è limitata, “una campagna elettorale è praticamente impossibile”.

Egli ritiene quindi che “le elezioni [presidenziali] previste in Polonia, nelle attuali circostanze, non possano essere conformi agli standard internazionali”.

“Spetta agli Stati membri decidere se mantenere o rinviare le elezioni nel contesto attuale, ma la loro decisione deve rispettare gli obblighi derivanti dal diritto internazionale e dalle loro costituzioni”, ha detto Reynders.

Il Commissario ha inoltre ricordato che la Commissione di Venezia, organo consultivo del Consiglio d’Europa sulle questioni costituzionali, la democrazia e i diritti umani, ha precisato che le caratteristiche essenziali delle leggi elettorali non possono essere modificate a meno di un anno dalle elezioni.

“Questo principio non può essere applicato in Polonia perché ci saranno dei cambiamenti”, ha continuato Didier Reynders. Infatti, se la proposta del partito conservatore nazionalista al potere, Diritto e Giustizia (PiS), sarà adottata, i cittadini polacchi potranno votare solo per posta.

“C’è un urgente bisogno di affrontare il tema dello stato di diritto”.

Secondo il commissario belga, la situazione in Polonia conferma “l’urgenza di affrontare la questione dello stato di diritto nel paese”, in quanto si tratta di un “problema politico che ha minore attenzione di quanta dovrebbe” e che potrebbe avere un “impatto forte” sul sistema giudiziario europeo.

“La Commissione europea vuole mantenere un dialogo con le autorità polacche basato sul rispetto”, ha aggiunto Didier Reynders, che tuttavia ha espresso la sua “determinazione ad agire” su questo tema e ad informare la Commissione per le libertà civili del Parlamento.

Inoltre, l’8 aprile, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) ha chiesto la sospensione della controversa riforma giudiziaria che la Polonia ha approvato nel 2017. Questa riforma sottopone i giudici della Corte suprema e dei tribunali ordinari a un vero e proprio regime disciplinare. Didier Reynders ha avvertito che il parlamento polacco dovrebbe “sospendere immediatamente” l’applicazione di questa riforma.

“La sentenza della CGCE è vincolante, entra in vigore immediatamente e deve essere applicata immediatamente dallo Stato membro interessato”, ha sottolineato il Commissario: “nessuno può contestare le sentenze del sistema giudiziario comunitario sulla base della legislazione nazionale o delle sentenze nazionali”.

Il Commissario ha dunque chiesto al Parlamento europeo di spiegare “perché lo Stato di diritto è così importante”, perché “se il sistema giudiziario in Polonia o nell’Unione viene danneggiato, la via d’uscita dalla crisi sanitaria causata dal coronavirus sarà molto più difficile per la società nel suo complesso”.

“Sono convinto che la crisi del COVID-19 solleverà molte questioni legali da parte dei cittadini e delle imprese, e per affrontare questa sfida abbiamo bisogno di un sistema giudiziario indipendente e ben funzionante”, ha concluso Didier Reynders.