Dai provvedimenti contro i giudici alla censura alla radio: la deriva autoritaria della Polonia

La polizia trascina via una manifestante durante lo sciopero degli imprenditori a Varsavia. [EPA-EFE/Marcin Obara POLAND OUT]

La pandemia cattura l’attenzione di tutti e nasconde venti e fatti importanti, come quelli che mostrano l’erosione dello stato di diritto in Polonia nell’ultimo periodo.

Il governo polacco non ha dichiarato lo stato di emergenza, per cercare di tenere le elezioni presidenziali, attraverso un voto postale, il tutto mentre erano vietati gli eventi pubblici e l’opposizione in sostanza non poteva fare campagna elettorale. Alla fine giusto pochi giorni prima è stato deciso di rinviare le elezioni, che le opposizioni ormai boicottavano apertamente.
Sabato 16 maggio una manifestazione di imprenditori contro l’inadeguatezza delle misure anti-crisi del governo voleva marciare dalla Piazza del castello di Varsavia fino al Palazzo presidenziale e al Parlamento. La polizia ha considerato illegale la manifestazione, l’ha circondata e minacciato i manifestanti di usare la forza se non si fossero dispersi. Ha poi usato gas lacrimogeni e alcuni manifestanti sono stati feriti in circostanze poco chiare, mentre giornalisti e polizia si accusavano reciprocamente di ostacolare gli uni il lavoro degli altri.

La censura sembra arrivata anche alla radio e alla musica, dopo che una canzone critica del leader del partito al governo PiS, Jarosław Kaczyński, ha vinto la Classifica dei singoli di una popolarissima trasmissione sulla radio polacca. La canzone “Il tuo dolore vale più del mio”, del rocker Kazik, criticava il fatto che mentre i polacchi non possono recarsi nei cimiteri, e anche ai funerali non possono partecipare più di 5 persone, Kaczyński con molti altri politici e guardie del corpo hanno visitato in massa la tomba del suo gemello, l’ex Presidente morto nell’incidente aereo di Smolensk 10 anni prima. Il direttore del programma radiofonico ha dichiarato che il voto era stato viziato da irregolarità, e ha poi chiesto al conduttore e ai giornalisti del programma di firmare una dichiarazione in tal senso. Questi si sono rifiutati e si sono dimessi, seguiti da vari altri, mentre alcune compagnie hanno ritirato le loro sponsorizzazioni al programma, e lo stesso rocker ha ritirato la sua canzone dalla competizione.

Polonia, continua lo scontro tra governo e magistratura

Dopo la fine del mandato della Prima presidente della Corte suprema Małgorzata Gersdorf, prosegue il braccio di ferro tra l’esecutivo nazionalista e l’associazione Iustitia.

L’associazione Iustitia, la più grande dei giudici della Polonia (oltre 3.500 membri, circa 1/3 del numero totale), …

Il tutto mentre il PiS continua nel tentativo di mettere completamente sotto controllo l’ordine giudiziario, nonostante varie sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea abbiano giudicato una serie di leggi polacche di riforma del giudiziario contrarie ai principi e valori fondamentali dell’Unione e alla stessa Costituzione polacca, come indicato anche dalla Corte suprema polacca. Attualmente i giudici polacchi che ricorrono – come è loro dovere in alcuni casi, secondo il diritto europeo – alla Corte di Giustizia dell’Unione, o alla Corte europea dei diritti umani, o a simili strumenti dell’OCSE vengono sottoposti a provvedimenti disciplinari. Kaczyński, che guida la politica del governo, ma ufficialmente è solo un parlamentare, ha annunciato una trasformazione nel personale della Corte Suprema, che oggi è nel caos.

Il valore aggiunto del diritto costituzionale europeo: il caso di Ungheria e Polonia

In Ungheria e Polonia si attenta evidentemente alla permanenza piena dei valori primari dell’Unione: il rispetto della dignità e dei diritti umani, della democrazia, dello Stato di diritto, scrivono Giuseppe Martinico e Leonardo Pierdominici.

Misure che attentano all’indipendenza della magistratura, che …

Il presidente ad interim Zaradkiewicz si è dimesso dopo solo 2 settimane, e il Presidente della Repubblica Duda ha nominato il giudice Stępkowski, un cattolico ultraconservatore. Entrambi però erano stati nominati alla Corte suprema dal Consiglio Giudiziario nazionale, dopo la riforma del Governo che la stessa Corte Suprema aveva considerato incostituzionale e la Corte di Giustizia dell’UE contrario al diritto europeo. Il Consiglio non è considerato un organo legittimo, e lo stesso vale per le sue nomine nella Corte suprema, che non vengono riconosciute dai giudici che già ne facevano parte. Nominando come Presidenti ad interim dei giudici nominati nella Corte da un organo illegittimo il Presidente Duda lancia una sfida tanto all’ordinamento costituzionale polacco quanto a quello europeo.

Varie organizzazioni di organi giudiziari europei hanno sospeso la partecipazione degli organi polacchi, perché non più indipendenti. Alcuni Stati, come la Norvegia, hanno sospeso la collaborazione giudiziaria con la Polonia. La Germania si è rifiutata di estradare in Polonia un cittadini polacco arrestato sulla base di un mandato d’arresto europeo perché il venir meno dell’indipendenza della magistratura in Polonia non permette di garantire un processo equo al quale ha diritto come cittadino europeo. È tempo che i governi degli Stati membri trovino il coraggio politico di dar seguito alle iniziative del Parlamento europeo e della Commissione e alle sentenze della Corte di Giustizia e attivino le sanzioni possibili a norma dei Trattati a tutela dello stato di diritto.