Clima, la Finlandia voterà contro l’atto delegato dell’UE

La Finlandia teme che "l'ambiguità dei criteri" possa portare a una situazione in cui la silvicoltura è esclusa dalla tassonomia degli investimenti green dell'UE. [Shutterstock / Michaelspb]

La Finlandia voterà contro l’atto delegato sul clima dell’UE che sarà presentato entro la fine dell’anno, perché alcuni aspetti del sistema di classificazione per le attività sostenibili (la cosiddetta tassonomia) riguardanti la gestione delle foreste sono “difficili da comprendere e aperti all’interpretazione”, ha affermato il governo in un comunicato stampa diffuso mercoledì 17 novembre.

Il governo di Helsinki teme che “l’ambiguità dei criteri” possa portare a una situazione in cui la silvicoltura è esclusa dalla tassonomia. Questo, a sua volta, potrebbe mettere a rischio gli investimenti sulla filiera delle foreste.

La Finlandia “si rammarica” ​​anche che i criteri di vaglio tecnico trattino l’energia idroelettrica e la bioenergia in modo diverso dalle altre forme di energia a basse emissioni.

Lo scorso 10 novembre, la ministra finlandese delle Finanze, Annika Saariko, aveva spiegato che “la questione riguarda così fortemente gli interessi nazionali che non possiamo non prendere posizione a livello UE”.

Secondo la proposta di Bruxelles, “la silvicoltura sarebbe esclusa dalla tassonomia, il che renderebbe più difficile l’accesso ai finanziamenti per gli investimenti forestali”, si legge nella dichiarazione del governo finlandese.

Per la Finlandia, dove la silvicoltura rappresenta circa il 20% delle esportazioni, la proposta rafforzerebbe gli obblighi di monitoraggio della sostenibilità climatica dell’uso delle foreste in un modo che secondo Saariko “aumenterebbe solo la burocrazia, e non possiamo essere certi che aiuterebbe a combattere il cambiamento climatico”.

Il punto di vista del governo di Helsinki è stato esposto alla commissione ministeriale per gli affari dell’UE e diventerà ufficiale dopo essere passato nella Grande commissione del Parlamento finlandese.

Anche la Svezia, un altro paese con un’importante industria forestale, sembra decisa a votare contro l’atto dell’UE. Il governo svedese si allineerà con la posizione finlandese poiché la sua industria forestale nazionale è altrettanto importante e i due paesi hanno esercitato pressioni congiunte per influenzare il primo atto delegato dell’UE.

La Finlandia potrebbe anche cercare rimettere insieme l’alleanza di nove paesi sorta nel marzo del 2021 per esortare l’UE a riconoscere “il ruolo cruciale della bioenergia nel mix energetico degli Stati membri”.

“Tutte le forme di combustibili bioenergetici solidi, gassosi e liquidi che sono sostenibili ai sensi della direttiva sulle energie rinnovabili devono essere dichiarate fonti di energia sostenibili a lungo termine”, affermava una lettera firmata da Cechia, Estonia, Finlandia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia , Svezia e Polonia.

Secondo l’associazione svedese dell’industria forestale, “i criteri suggeriti nella bozza [della tassonomia] offrono vantaggi agli Stati membri con meno risorse naturali e una popolazione più numerosa, e di conseguenza svantaggi agli Stati membri come la Svezia, che hanno abbondanti risorse naturali e meno popolazione”, come ha spiegato Kai-Yee Thim, direttore dei prodotti e sicurezza dell’organizzazione.

Per bloccare la proposta di atto delegato, Finlandia e Svezia dovrebbero raccogliere il sostegno di altri 13 Stati membri, che rappresentino il 65% della popolazione totale dell’UE.