Catalogna, gli indipendentisti hanno trovato l’accordo per formare il nuovo governo regionale

L'accordo annunciato è stato siglato nel fine settimana dai partiti indipendentisti della Sinistra Repubblicana della Catalogna (ERC) e Insieme per la Catalogna (JxCat). [EFE / Quique García]

Dopo cinque mesi di difficili negoziati, lunedì 17 maggio i partiti indipendentisti della Catalogna hanno annunciato di aver formato un nuovo governo di coalizione, scongiurando il rischio di nuove elezioni regionali.

L’accordo è stato siglato lo scorso fine settimana dai partiti indipendentisti della Sinistra Repubblicana della Catalogna (Esquerra Republicana – ERC) e di Insieme per la Catalogna (Junts per Catalunya – JxCat) di centrodestra, che hanno deciso di appoggiare come prossimo presidente della comunità autonoma l’attuale presidente ad interim Pere Aragonès di ERC.

Le profonde divergenze tra ERC, JxCat e l’altro partito indipendentista di estrema sinistra, Candidatura popolare unita (Candidatura d’Unitat Popular – CUP), avevano portato a pochi progressi fino alla scorsa settimana. Il termine per formare un nuovo governo sarebbe scaduto il 26 maggio.

Alle elezioni del 14 febbraio, la lista più votata con il 23% era stata quella del Partito socialista catalano (PSC), guidato dall’ex ministro della sanità spagnolo Salvador Illa, ma per la prima volta le formazioni indipendentiste, messe insieme, avevano ottenuto più del 50 per cento dei suffragi (ERC il 21,3%, JuntsxCat il 20%, CUP il 6,6%) e 74 seggi sui 135 del palamento catalano, ben oltre la maggioranza di 68.

Elezioni in Catalogna: verso una nuova maggioranza indipendentista?

I partiti separatisti hanno vinto la maggioranza dei seggi domenica (14 febbraio) nel parlamento regionale della Catalogna, anche se il risultato ottenuto dai socialisti, primo partito per voti (23 %), sembra voler suggerire la possibilità di altri scenari.

Con oltre …

Proprio per questo, il percorso di Illa verso la presidenza del governo regionale è stato bloccato dai partiti indipendentisti, che già prima delle elezioni avevano deciso di porre il veto a qualsiasi patto con il PSC.

Aragonès e il membro di JxCat Jordi Sánchez, che ha negoziato l’accordo, hanno dichiarato lunedì pomeriggio in una conferenza stampa che la nuova legislatura della Catalogna sarà pronta a partire giovedì 20 maggio. Entrambi i leader hanno promesso di intensificare gli sforzi per garantire l’indipendenza della Catalogna.

Una ‘Repubblica catalana’ indipendente

Le trattative sono andate avanti senza risultati per settimane a causa delle tensioni di lunga data tra i due partiti: negli ultimi anni, JuntsxCat ha spesso accusato ERC di avere abbandonato la lotta per l’indipendenza in favore di un approccio più pragmatico, mentre secondo quest’ultimo, JuntsxCat non godrebbe di un vero appoggio popolare e sarebbe troppo radicale.

Lunedì ERC e JxCat si sono scusati per aver “prolungato così a lungo” i negoziati, e hanno espresso il loro impegno a “formare un governo che cerchi di ricostruire la fiducia con i cittadini della Catalogna”.

“L’obiettivo non è altro che servire il ‘paese’ [la regione autonoma della Catalogna] e il popolo nel miglior modo possibile, governare per tutti e allo stesso tempo essere in grado di muoversi verso l’obiettivo comune dell’indipendenza sotto forma di una Repubblica catalana”, hanno scritto i due partiti in un comunicato stampa congiunto.

Il governo spagnolo, una coalizione di sinistra tra il Partito socialista (PSOE) e Unidos Podemos, ha espresso preoccupazione per l’accordo ERC-JxCat, ma ha sottolineato il suo impegno a negoziare con il nuovo esecutivo catalano. La situazione politica in Catalogna avrà una grande influenza sulla stabilità politica nel resto della Spagna, dato che quello nazionale è un esecutivo di minoranza che si affida al sostegno o all’astensione dei rappresentanti di ERC nel parlamento di Madrid.

Il ruolo di Puidgemont

Nonostante le loro differenze, i partiti indipendentisti catalani condividono obiettivi simili, tra cui il diritto all’autodeterminazione per la Catalogna e l’amnistia per i 12 politici separatisti che sono stati condannati a pene fino a 13 anni di carcere per il loro ruolo nel referendum sull’indipendenza del 2017. Tra i cosiddetti “prigionieri politici” c’è il leader di ERC Oriol Junqueras, accusato di sedizione, mentre l’ex presidente che pronunciò la dichiarazione d’indipendenza della Catalogna, Carlos Puidgemont (JxCat), continua a risiedere a Waterloo, in Belgio, per evitare di essere processato dai tribunali spagnoli.

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Oggi, Martedì (9 marzo), il Parlamento europeo, riunitosi in plenaria a Bruxelles, ha votato con una netta maggioranza a favore della rimozione dell’immunità di Carles Puigdemont e di due ex membri del suo esecutivo, Toni Comin e Clara Ponsati.

Puigdemont e …

Nell’accordo raggiunto lunedì, è previsto che nel nuovo esecutivo regionale abbia un ruolo di rilievo anche il Consell de la República, l’organo (che formalmente è un’associazione privata) guidato proprio da Puigdemont, e che dovrà contribuire al coordinamento delle iniziative delle organizzazioni indipendentiste più rappresentative. Proprio l’influenza del Consell de la República sul nuovo governo è stato uno dei principali motivi di attrito durante i negoziati, con ERC che voleva limitarne al massimo i poteri.