Caos frontiere: dai veti all’Italia ai respingimenti tra Francia e Belgio

Belgian police control border [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

Venerdì  29 maggio il governo belga ha annunciato che i suoi cittadini avrebbero potuto recarsi nei Paesi confinanti a partire da sabato. La Francia però non è stata avvertita. Così tutti i belgi che nel weekend hanno tentato di varcare il confine francese sono stati rimandati indietro. Intanto alcuni Paesi come Austria e Svizzera continuano a rifiutare i turisti italiani.

Sulla riapertura delle frontiere i Paesi europei vanno avanti in ordine sparso, tra accordi bilaterali e incomprensioni. Così dopo un lungo dibattito sulle vacanze in Grecia, con Atene che aveva deciso di chiudere ai turisti italiani per poi fare dietrofront, a far discutere adesso sono i respingimenti al confine francese che hanno impedito a molti belgi di riabbracciare i propri cari, mentre le famiglie con legami nei Paesi Bassi, in Germania e in Lussemburgo sono riuscite a farlo.

Vacanze 2020, cosa prevedono le linee guida Ue per il turismo

Nel pacchetto di raccomandazioni per il turismo e i trasporti presentato mercoledì 13 maggio la Commissione propone una graduale riapertura delle frontiere tra Paesi con rischio epidemiologico simile.

“Se una revoca generalizzata delle restrizioni non è giustificata dalla situazione sanitaria, la …

 

Il paradosso è che alcune persone sono state respinte dai poliziotti belgi che non erano stati informati dell’allentamento deciso dal governo Wilmès, spiega Le Figaro. “Ho ricevuto quasi 300 messaggi da persone che non capivano cosa stava succedendo”, ha raccontato al quotidiano francese Pieyre-Alexandre Anglade, deputato dei francesi all’estero per la zona del Benelux.

La decisione unilaterale del governo belga ha colto di sorpresa e infastidito Parigi. Secondo Le Figaro, infatti, durante un recente scambio telefonico tra il ministro dell’Interno francese, Christophe Castaner, e il suo omologo belga, Pieter de Crem non si è parlato della possibile riapertura delle frontiere, che in Francia è prevista per il 15 giugno. Anche nei Paesi Bassi, l’improvviso cambio di passo ha suscitato malumori. I sindaci dei comuni olandesi di confine lamentano di non essere stati informati per tempo. “I belgi sono bravi nelle tattiche a sorpresa”, ha commentato su Twitter il sindaco di Sluis, Marga Vermue.

I Paesi che hanno chiuso le porte ai turisti italiani

Questa situazione dipende dal fatto che la gestione delle frontiere rientra tra le competenze dei singoli Stati. La Commissione europea ha cercato di creare un coordinamento negli accordi  e una strategia comune per non svantaggiare alcuni Paesi rispetto ad altri. I governi nazionali però hanno continuato a privilegiare gli accordi bilaterali, che in alcuni casi hanno escluso l’Italia.

Malgrado la Grecia abbia deciso di fare dietrofront, infatti, altri Stati europei continuano a considerare l’Italia un focolaio, a partire dall’Austria. Dal 15 giugno Vienna riaprirà le frontiere con Germania, Svizzera e Liechtenstein, ma non con l’Italia. E la Svizzera farà lo stesso. Anche la Polonia dal 13 giugno dovrebbe riaprire ai Paesi Ue, ma probabilmente non all’Italia. Per andare in vacanze in Croazia e Slovenia gli italiani dovranno esibire la prenotazione. Cipro invece ha stilato una lista di 19 Paesi dalla quale l’Italia è stata esclusa.