Arresti in Bielorussia: i parlamentari lituani chiedono all’Ue di imporre sanzioni

Una protesta a Berlino contro la repressione in Bielorussia. [EPA-EFE/MICHELE TANTUSSI]

La scorsa settimana un gruppo di parlamentari lituani ha chiesto alla Ue di imporre sanzioni nei confronti del governo bielorusso, responsabile delle repressioni in corso contro l’opposizione e i media in vista delle prossime elezioni presidenziali.

La lettera è stata firmata da Gediminas Kirkilas e Juozas Bernatonis, presidenti delle commissioni parlamentari lituane per gli affari europei e esteri, da parte del leader dell’opposizione Gabrielius Landsbergis Viktorija Cmilyte-Nielsen e da molti altri parlamentari lituani.

“Vi è urgente necessità di dimostrare una chiara posizione europea secondo cui le azioni brutali da parte del regime autoritario di Lukašėnko non possono essere tollerate”, si legge nella lettera, indirizzata ai leader delle istituzioni dell’Ue.

“Pertanto, chiediamo il rinnovo delle sanzioni contro il regime e i responsabili delle repressioni nei confronti del popolo bielorusso; sanzioni dovute anche per le azioni che minano la natura democratica delle elezioni e che interferiscono nel processo politico democratico e competitivo, per la violazione di principi e valori che sono al centro dell’Unione europea”, si legge nella lettera.

Landsbergis, leader conservatore dell’opposizione Homeland Union – lituani cristiano-democratici, afferma che “tacere equivarrebbe a favorire”.

“Non possiamo chiudere gli occhi, questa “politica dello struzzo” porterebbe non solo alla capitolazione morale dell’Europa, ma anche al tradimento di migliaia di bielorussi che scendono in piazza per protestare e chiedere cambiamenti democratici. Pertanto, noi politici lituani chiediamo alla leadership dell’Ue di imporre sanzioni al regime bielorusso per violazioni dei diritti e delle libertà democratiche e umane”, ha detto Landsbergis a BNS.

I rapporti fra i Paesi baltici, in particolare la Lituania, e la Bielorussia del vicino Lukašėnko, pronto per essere rieletto al suo sesto mandato presidenziale (è in carica dal 1994), stanno diventando un pericoloso fronte diplomatico della Ue; del quale prima o poi Bruxelles dovrà occuparsi seriamente.