Guerra in Ucraina, il potere della deterrenza al servizio della politica

La guerra in Ucraina prosegue con il suo carico di morte e distruzione e non si vedono all’orizzonte spiragli di miglioramento, quella che doveva essere una guerra lampo si è trasformata in una guerra di logoramento in cui la Russia sembra essere disposta a gettare tutto il peso delle sue forze armate. E nessuno è ancora riuscito a portare Vladimir Putin al tavolo delle trattative perché il leader russo è ancora fiducioso di poter conseguire i suoi obiettivi manu militari e fino a quando questa fiducia non sarà confutata non è ragionevole sperare che la guerra possa finire. Ecco perché, per quanto paradossale possa sembrare, lo strumento migliore che abbiamo per porre fine al conflitto è quello militare, da un lato sostenendo lo sforzo bellico dell’Ucraina e dall’altro opponendo al leader russo un fronte europeo compatto e determinato, forte del peso economico, politico e militare dei 27 paesi membri ma espressione di un unico soggetto politico, l’Unione Europea.