Sostenere la Bielorussia: è una questione di principio

DISCLAIMER: Le opinioni espresse in questo articolo riflettono unicamente la posizione personale dell'autore/autrice.

I manifestanti protestano contro il regime di Lukashenko a Minsk, Bielorussia, 13 settembre 2020. [EPA-EFE/STRINGER]

L’autore di questa opinione, Roger Casale, è segretario generale di New Europeans.

“Non lasciamo sola la Bielorussia!” Questo è stato il messaggio di una conferenza organizzata da New Europeans a cui hanno partecipato attivisti per i diritti umani ed esperti provenienti da Bielorussia, Ucraina e Russia in occasione della Giornata internazionale della democrazia, il 15 settembre. Segui la conferenza qui

In un commovente discorso dalla sua abitazione in Bielorussia, Olga Zubrilova  ha spiegato come è stata coinvolta nel movimento democratico in Bielorussia. “Fino a questa primavera non mi occupavo di politica. Ma poi mi sono accorta che le cose potevano cambiare. C’erano nuovi candidati, persone che parlavano con dignità del nostro Paese e che ci hanno fatto sperare “.

All’incontro ha preso parte anche Ekaterina Ziuziuk esponente della diaspora bielorussa in Italia, che ha dichiarato: “Siamo in contatto con politici italiani e aiutiamo il popolo bielorusso a far sentire la sua voce in Europa. Le nostre iniziative di solidarietà vengono percepite da Olga e da coloro che fanno parte del movimento democratico in Bielorussia che ci chiedono di non lasciarli soli “.

La rivolta in Bielorussia è molto diversa da quanto accaduto in Ucraina nel 2012/13, ma il tentato omicidio di Alexei Navalny ha chiarito che la crisi deve essere vista nell’ambito di un clima di tensione nella regione. Come ha sottolineato l’ex diplomatico delle Nazioni Unite ed esperto ucraino Bohdan Nahaylo, le proteste non riguardano l’UE, né sono dirette contro la Russia: “Euromaidan era centrato su Kiev. In Bielorussia assistiamo a un’ondata di manifestazioni a livello nazionale. La mentalità è cambiata: la situazione non sarà più la stessa”.

Gli scioperi e le mobilitazioni seguite dalla repressione di stato appoggiata dal Cremlino ricordano “Solidarnosc” in Polonia, che questa settimana ha celebrato il suo 40° anniversario. Commentando le intenzioni del Cremlino, Olivier Védrine, direttore di New Europeans e caporedattore del “Russian Monitor”, ha dichiarato: “La Russia ha lasciato andare Polonia e Ucraina. Ma Putin non può permettersi di perdere la Bielorussia “.

Le elezioni regionali in Russia il 13 settembre hanno visto battute d’arresto per il partito al governo “Russia Unita”. Un aumento significativo dei consensi è andato ai candidati locali dei partiti di opposizione, il risultato di un voto tattico o “intelligente” sostenuto da Navalny. Nel frattempo, le proteste a Khabarovsk, innescate dall’arresto del presidente regionale, si rafforzano sulla scia degli eventi in Bielorussia.

Parlando da Washington, Illya Pomomarev, ex parlamentare russo e unico parlamentare ad aver votato contro l’annessione della Crimea nel 2014, ha dichiarato: “Il Cremlino è a un bivio. Dovrebbe intensificare la crisi annettendosi la Bielorussia? O cercare un compromesso in vista delle elezioni parlamentari in Russia del prossimo anno? Penso che la decisione venga presa letteralmente mentre parliamo”.

Bill Bowring, professore di diritto al Birkbeck College di Londra e presidente degli avvocati europei per la democrazia e i diritti umani ha dichiarato all’incontro: “Putin non è sicuro del futuro e sente le placche tettoniche tremare sotto i suoi piedi. Sa che quello che accade in Bielorussia sta arrivando anche in Russia “.

Il ruolo dell’UE rimane esitante, nonostante una dichiarazione di Joseph Borrell, Alto rappresentante, che denuncia le elezioni in Bielorussia come “fraudolente” e afferma che l’UE non riconosce Lukashenko come legittimo presidente della Bielorussia.

Maria Laura Franciosi, giornalista indipendente e presidente fondatore del Brussels Press Club ha dichiarato: “Il coraggio e la determinazione del popolo bielorusso è indiscutibile e l’UE deve sostenerlo. Ma ciò che l’UE intende fare è ancora in fase di elaborazione “.

Tra coloro che auspicherebbero una presa di posizione più incisiva da parte dell’UE figura il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda. Commentando le proteste in Bielorussia ha detto: “Appoggiare l’opposizione bielorussa è una questione di principio e non un’analisi costi-benefici sulle conseguenze di un contrasto con la Russia”.

In assenza di una presa di posizione più chiara da parte dell’Unione europea, la società civile all’interno e all’esterno della Bielorussia si sta mobilitando per sostenere il processo di cambiamento.

Wolfgang Ressmann gestisce il progetto Media-Dialogue per il Ministero degli Esteri tedesco, che crea collegamenti con l’Europa orientale, inclusa la Bielorussia. Commentando la necessità della solidarietà europea e della costruzione di ponti, ha affermato: “Parlate gli uni con gli altri, scoprite cosa abbiamo in comune, dimostrate quanto sia potente la democrazia, come sta dimostrando l’eroico popolo della Bielorussia”.

Una caratteristica importante della rivoluzione bielorussa è stato il ruolo delle donne sia nel movimento all’interno del paese che nella diaspora, come ha ricordato Kate Willoughby, scrittrice, attrice e attivista.

Rivolgendosi direttamente a Olga e Ekaterina , Kate Willoughby ha detto: “Siete stimolanti e formidabili. Vedo lo stesso coraggio, dignità e senso di solidarietà irradiarsi da voi verso di noi che cerchiamo di far rivivere le suffragette “.

Citando la suffragetta Emily Davison, morta nel 1913, Kate Willoughby ha aggiunto: “Il coraggio chiama il coraggio ovunque e la sua voce non può essere negata”.

La scrittrice e sacerdotessa Rev. Marie-Elsa Bragg, amica dell’Ucraina e della Bielorussia, ha segnalato il ruolo del teatro e delle arti in Bielorussia. “Le arti possono essere molto rumorose quando il giornalismo politico viene bloccato.”

A chiusura dell’evento Olga, Ekaterina e Maria Laura Franciosi hanno invitato i cittadini e la società civile a continuare a costruire reti per sostenere il movimento democratico bielorusso sia all’interno che all’esterno del paese.

Olivier Védrine ha dichiarato: “I nuovi europei continueranno a lavorare con i movimenti per la democrazia in Bielorussia e Ucraina e con l’opposizione russa per promuovere il dialogo”.

È tempo che tutti i democratici difendano i valori condivisi di uguaglianza, libertà e diritti umani, alla base della nostra casa comune europea. Appoggiamo la Bielorussia. Non lasciamo solo il popolo bielorusso.

Tradotto da Maria Laura Franciosi