Le elezioni americane e le illusioni europee

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L'eventuale elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti non sposterebbe in Europa il focus che la nazione ha puntato verso il Pacifico. [EPA-EFE/DNCC]

Grande spazio nel dibattito pubblico delle ultime settimane è stato dedicato alle Convention democratica e repubblicana negli Usa, che lanciano la campagna elettorale in vista delle elezioni di novembre (che riguardano il Presidente, parte del Congresso federale, parte dei governatori e dei legislativi degli Stati membri).

Ogni 4 anni il mondo assiste inquieto alle elezioni presidenziali americane, sapendo che le azioni dell’inquilino della Casa Bianca avranno un impatto globale, non limitato solo agli Usa. Questo – insieme alla polarizzazione che caratterizza le campagna elettorali in generale, e in particolare le presidenziali americane – porta spesso a enfatizzare il potenziale impatto di un presidente o di un altro e a sottovalutare gli elementi di continuità della politica americana, specialmente sul piano internazionale.

Gli europei detestavano George W. Bush e adoravano Obama. Ma è stato quest’ultimo a spostare definitivamente il focus strategico americano verso il Pacifico e la sfida egemonica con la Cina e a decidere di non intervenire in Europa e nella sua area di vicinato. Il vuoto di potere lasciato dagli Usa ha aperto la strada alle primavere arabe – finite purtroppo in larga misura in svolte autoritarie e guerre civili – e a conflitti e tensioni destabilizzanti. Gli Usa hanno “guidato da dietro” (lead from behind) come in Libia, o hanno semplicemente lasciato fare, come in Siria, Crimea, Ucraina. Anche di fronte a violazioni di ultimatum o linee rosse poste dagli Usa, come nel caso dell’uso di armi chimiche in Siria.

Ora molti europei si illudono che una vittoria di Biden – che ha condiviso le scelte strategiche di Obama – possa portare una svolta nei rapporti transatlantici e ristabilire l’ombrello americano sulla sicurezza europea. Certo, Biden non punzecchierà continuamente gli alleati, sarà gentile e sorridente. Ma il focus strategico e gli interessi fondamentali degli Usa non cambieranno. E la sicurezza dell’Europa continuerà a non essere la priorità degli Usa. Per l’Unione europea e i suoi Stati membri è tempo di diventare adulti e prendersi le proprie responsabilità, anche sul piano della sicurezza. L’integrazione europea nel campo della politica estera, di sicurezza e difesa – cioè l’unione politica – è indispensabile per poter contribuire alla stabilizzazione dell’area di vicinato. E solo se ci sarà una reale capacità d’azione europea si potrà sperare di avere un sostegno degli Usa.

Sperare che la soluzione alle tensioni geopolitiche intorno a noi – e quindi ai nostri problemi di sicurezza sul piano internazionale e ai conseguenti flussi migratori verso l’Europa – dipenda dell’elezione di Biden, invece di essere il frutto delle scelte e delle azioni degli europei è un’illusione, un’idea tanto fallace quanto pericolosa.