La sfida dell’innovazione nelle industrie civili, della difesa e dello spazio

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Replica del rover Perseverance al Cnes di Tolosa durante il primo esperimento di consapevolezza sulla situazione spaziale in Europa, nome in codice 'AsterX 2021', in uno scatto del 12 marzo 2021. [EPA-EFE/STEPHANE MAHE/POOL MAXPPP OUT]

Il piano d’azione dell’Ue sul collegamento tra spazio e difesa è un passo avanti. Ma deve essere fatto molto di più se l’Europa vuole sviluppare la prossima generazione di critical defence capabilities (capacità di difesa cruciali), scrive Simon Hoey.

Simon Hoey è Business development manager di Intelsat.

Con l’accelerazione della corsa globale alla tecnologia, il piano d’azione della Commissione europea sulle sinergie tra le industrie civili, della difesa e dello spazio per guidare l’innovazione è stato un annuncio gradito, poiché la promozione di sinergie nuove ed esistenti tra le industrie della difesa e dello spazio e il miglioramento della fertilizzazione incrociata nei programmi dell’Ue saranno essenziali per il futuro dell’Europa.

Tuttavia, la frammentazione dell’industria della difesa mette in discussione l’abilità dell’Europa di costruire la prossima generazione di capacità di difesa cruciali e la futura leadership industriale e digitale dell’Ue dipenderà da un’industria spaziale ben sviluppata e competitiva.

Stimolare il mercato spaziale e della difesa dell’Ue

Mentre la Commissione ha riconosciuto l’importanza dell’interazione tra spazio e difesa con la creazione della Dg per l’industria della difesa e lo spazio (Defis), occorre fare di più per identificare e creare le sinergie che stimoleranno il mercato dello spazio e della difesa. Alcune esistono già, come i satelliti che forniscono applicazioni sia civili che militari.

Centrale per stimolare il mercato sarà il panorama della ricerca e sviluppo (R&S). Sebbene sia diversificato e ben finanziato, e combinato con un approccio di investimento a basso Trl (Livello di prontezza tecnologica), l’approccio R&S dell’Ue non si traduce facilmente in una più ampia implementazione del sistema di sistemi, né riconosce che la maggior parte delle implementazioni del mondo reale sono iterative e continue, non programmatiche o autonome.

Se guardiamo all’industria spaziale, lo “spazio” per gli operatori satellitari è l’ambiente, con un ecosistema tecnologico globale, per costruire sistemi di sistemi. La comprensione globale dell’ecosistema porta all’innovazione continua nell’hardware, nelle applicazioni degli utenti, nella rete e nei modelli di business.

Mentre gli operatori satellitari coesistono in un quadro normativo e di licenze globale, possono spostare le risorse in orbita se necessario, contrattare tra loro e partecipare ai programmi Nato Niag, Ue e Eda Rfis. Questo approccio flessibile e integrato basato sulla tecnologia a doppio uso permette di rispondere in modo ottimale alle esigenze dei clienti civili e della difesa.

Un’altra priorità strategica dell’Ue è il sostegno alle start-up e alle Pmi nell’industria spaziale e della difesa, compreso l’aggiornamento delle competenze. Gli operatori satellitari competono, ma anche collaborano per fornire servizi resilienti garantiti.

L’attenzione degli operatori in genere non è specificamente su Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) o sull’ingegneria a basso Trl, ma piuttosto sugli investimenti strategici nelle aziende per consentire lo sviluppo di soluzioni chiave.

Tali partnership con l’industria aumenterebbero le capacità europee e permetterebbero progetti come il 5G e gli spazi dati pan-Ue, stimolando l’intero mercato europeo dello spazio e della difesa.

Raccomandazioni

La tabella di marcia della Commissione europea riconosce giustamente che “il denaro non è sufficiente” e che le sfide specifiche affrontate dalle industrie della difesa e dello spazio devono essere superate, compresi i lunghi cicli di sviluppo, i mercati limitati che dipendono fortemente dai clienti governativi e la frammentazione dei mercati lungo linee nazionali, tra le altre considerazioni.

Di seguito in elenco delle raccomandazioni per affrontare questi problemi:

Il futuro della connettività e dei satelliti – Gli sviluppi tecnologici innovativi, come il 5G sicuro e ubiquo, le auto connesse, le città connesse, l’IA e l’IoT faranno grande affidamento sulla connettività satellitare. Le comunicazioni satellitari saranno sempre più caratterizzate da tendenze chiave come un costo inferiore, un lancio più facile, un throughput più elevato e antenne migliori. I progetti dell’Ue dovrebbero trarre maggior vantaggio dai servizi satellitari disponibili e i responsabili politici dovrebbero collaborare con l’industria per garantire la necessaria disponibilità e diversità delle soluzioni di connettività.

Mercato competitivo – Un’industria spaziale europea forte e innovativa con un accesso autonomo, affidabile e conveniente allo spazio, non può essere costruita facendo affidamento su un insieme limitato di risorse e dovrebbe quindi fare pieno uso delle soluzioni competitive e diversificate disponibili. Gli standard di sicurezza e un solido sistema di accreditamento dei fornitori saranno fondamentali per costruire il mercato spaziale europeo.
L’Ue deve garantire che progetti come GovSarCom continuino a permettere la partecipazione dei fornitori esistenti ai governi europei per evitare distorsioni alla concorrenza nel mercato interno.
I politici dovrebbero rivedere le regole sugli appalti pubblici per garantire che richiedano i più alti standard di sicurezza possibili e adottare un approccio più flessibile su ciò che costituisce “sostegno alla R&S europea”, con criteri che includano sia dove il lavoro si svolge e/o dove si genera valore per quel progetto o servizio.

Finanziamenti Ue – Accedere ai finanziamenti dell’Unione europea richiede l’impegno di trovare e tracciare le iniziative che avvengono in più agenzie, portali e siti web diversi, il che può rappresentare una sfida logistica per un’organizzazione la cui modalità primaria di funzionamento non è basata su finanziamenti pubblici, ma su un piano di business esistente.
Per mantenere e ottimizzare l’accesso a un mercato internazionale diversificato, la semplificazione degli avvisi e il monitoraggio delle iniziative aumenterebbero l’impegno.
Anche i contratti quadro per lo spazio dovrebbero essere utilizzati più sistematicamente, piuttosto che dipendere troppo dai finanziamenti per progetto, perché questo aiuta a rendere le fasi di qualificazione più veloci e più semplici.