La sfida dei rapporti con la Russia

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Il presidente russo Vladimir Putin. [EPA-EFE/MIKHAIL KLIMENTYEV / RIA NOVOSTI / KREMLIN POOL / POOL MANDATORY CREDIT]

Una delle sfide fondamentali per l’Unione europea sul piano internazionale è legata ai rapporti con la Russia. Ma gli Stati membri hanno spesso visioni diverse al riguardo, l’Ue non ha ancora una strategia chiara e ciò è deleterio per la stabilità e la sicurezza europea.

Con lo spostamento strutturale del focus strategico americano verso il Pacifico, dovuto all’ascesa della Cina come potenziale egemone a livello globale alternativo agli USA, la Russia ha acquisto uno spazio di manovra sconosciuto in passato. Prima del 1989 ogni azione dell’URSS avrebbe provocato una reazione americana. Oggi no, e Putin sfrutta questa possibilità in modo spregiudicato per ottenere successi internazionali per puntellare il consenso interno a fronte di un’economia andata deteriorandosi e dipendente dalle esportazioni energetiche.

La politica estera che non c'è ancora

L’Unione europea è circondata da tensioni internazionali e da rapporti sempre più difficili con i suoi vicini e con le maggiori potenze mondiali, ma ancora non riesce a dotarsi di una vera politica estera, di sicurezza e di difesa.

L’ultimo caso …

Così abbiamo avuto l’annessione della Crimea, la guerra civile in Ucraina, l’intervento diretto in Siria, inclusi scontri aerei con la Turchia, la violazione dello spazio aereo dei Paesi baltici (membri dell’UE), il sostegno a Lukashenko in Bielorussa – da ultimo con il prestito da 1,5 miliardi ad un regime contestato apertamente dai cittadini bielorussi e non più riconosciuto come governo legittimo dall’Unione – e l’invio di armi in Libia. Cui si aggiunge l’avvelenamento di Navalny – oltre ad altre forme di repressione dell’opposizione – che ha ormai assunto una valenza internazionale e potrebbe portare ad ulteriori sanzioni europee verso la Russia, come emerso anche nel dibattito al Parlamento europeo, e ad una crisi diplomatica evidenziata dalla cancellazione del viaggio in Germania appena annunciata dal ministro degli esteri russo Lavrov.

Caso Navalny, la Francia rinvia i colloqui strategici con la Russia

Marcia indietro del governo francese rispetto alla collaborazione in materia di sicurezza con il Cremlino, a tenere banco la questione dell’avvelenamento del dissidente anti-Putin, ora sotto la protezione tedesca.

La Francia ha rinviato alla prossima settimana la visita a Mosca dei …

Gli Stati membri dell’Europa centro-orientale sono i più preoccupati delle mosse russe e favorevoli ad un’azione di contenimento, a partire da forti sanzioni. Altri sono più restii. In Italia specialmente le forze politiche di centro-destra hanno spesso assunto posizioni filo-russe, ed in alcuni casi i loro rapporti finanziari sono finiti sotto la lente della magistratura. Il gasdotto Nord Stream-2 permetterà l’esportazione di gas dalla Russia alla Germania evitando vari altri Stati ed è stato contrastato da molti Paesi Ue. Ovviamente questa eterogeneità di posizioni non facilità l’elaborazione di una strategia europea unitaria verso la Russia, in assenza di un governo federale responsabile per la politica estera e di difesa.

Nord Stream 2: il gasdotto della discordia

Negli ultimi giorni si è paventata più volte l’ipotesi che la Germania ritiri il suo impegno nella realizzazione del progetto Nord Stream 2. Ma di cosa si tratta e perché è tanto importante da preoccupare la Russia ed equiparare la …

La sicurezza europea dipende dalla risoluzione di una serie di crisi geopolitiche, in cui la Russia è un attore rilevante. Al contempo l’economia russa dipende largamente dal suo commercio con l’Unione, che nel suo insieme è di gran lunga il suo maggior partner commerciale, con un interscambio più che doppio rispetto al secondo partner, la Cina. L’ostacolo perché questa interdipendenza possa divenire la base di un rapporto di collaborazione è il regime di Putin, che ha bisogno di una politica estera aggressiva per consolidare il consenso interno. Perché una trasformazione in senso liberal-democratico della Russia avvenga – guidata da Putin o da altri – deve essere chiaro che andrà accompagnata da un lato dal superamento delle sanzioni e dal rilancio dei rapporti economici con l’Unione per risollevare l’economia russa e consolidare il consenso mediante un miglioramento delle condizioni di vita dei russi, e dall’altro da una politica estera russa volta alla risoluzione delle crisi geopolitiche piuttosto che al loro sfruttamento.