La Serbia sta diventando il nuovo hub strategico della Cina

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Il presidente serbo Vucic (sx) e quello cinese Xi Jinping a Pechino in una foto del 2018. [EPA-EFE/LINTAO ZHANG/POOL]

L’adesione all’Ue rimane l’obiettivo strategico di Belgrado, dato che due terzi del suo scambio commerciale è con l’Unione. Tuttavia, il Paese si è avvicinata sempre più alla Cina negli ultimi anni in un ampio numero di aree, scrive il giornalista serbo Darko Čačić.

Questo articolo è apparso originariamente su Euractiv Bulgaria.

La regione balcanica è diventata un hub strategico cinese che potrebbe finalmente collegare il porto del Pireo in Grecia, che la Cina ha acquisito nel 2016, con i paesi dell’Europa centrale, e quindi i mercati dell’Ue, dice Giorgio Fruscione dell’Istituto Italiano per gli Studi di Politica Internazionale. Pertanto, la Cina sta lottando per l’influenza in Serbia, nel suo sforzo di scavalcare la Russia, la Turchia e i paesi del Golfo, in primo luogo gli Emirati Arabi Uniti.

La Serbia rimane dipendente per l’energia dalla Russia, con la quale collabora anche militarmente. Gli Emirati Arabi Uniti sono diventati il principale partner di Belgrado nel mondo arabo negli ultimi nove anni, con una crescente partnership nei settori dell’aviazione, dell’edilizia urbana, dell’agricoltura e della difesa.

D’altra parte, Pechino ha recentemente ampliato la cooperazione con Belgrado in vari campi. Il commercio totale tra la Serbia e la Cina è cresciuto costantemente negli ultimi dieci anni. Secondo i dati dell’Agenzia di sviluppo della Serbia, la Cina rappresenta l’8,9% del valore totale degli investimenti diretti esteri. Nel 2016, dopo una visita del presidente cinese Xi Jinping in Serbia, la cinese Hesteel ha rilevato un’acciaieria in difficoltà, precedentemente di proprietà di Us Steel.

Nel 2018, la cinese Zijin Mining ha acquisito l’unico complesso minerario di rame del paese, gravato dai debiti. La società cinese Linglong, lo sponsor principale del massimo campionato di calcio della Serbia, sta costruendo una fabbrica di pneumatici da quasi un miliardo di dollari. Nel gennaio 2021, la società cinese Power Construction Corporation, insieme alle ditte francesi Alstom ed Egis, ha firmato un memorandum con il governo serbo per la costruzione delle prime due linee della metropolitana di Belgrado.

Mentre il governo accoglie con favore gli investitori cinesi che rilevano vecchi siti industriali, la gente del posto e gli attivisti dicono che stanno soffrendo per le conseguenze ambientali. In un recente rapporto, il Parlamento europeo ha espresso preoccupazione per la mancanza di trasparenza e di valutazione dell’impatto ambientale e sociale degli investimenti e dei prestiti cinesi in Serbia e in tutti i Balcani occidentali.

Nessuna gara d’appalto pubblica

Molti grandi progetti infrastrutturali in Serbia sono stati finanziati da prestiti cinesi negli ultimi dieci anni e tutti i contratti sono stati assegnati a società cinesi senza gare pubbliche. La Cina non è il principale creditore esterno, ma la sua quota nel debito estero del governo probabilmente aumenterà se i prestiti saranno erogati in linea con i contratti, ha fatto notare Mauro Giorgio Marrano, un economista senior Cee di UniCredit Research, in aprile.

Questi prestiti solitamente sono per 15-20 anni, con un periodo di grazia di cinque anni e tassi di interesse tra il 2% e il 3%. L’importo contrattuale dei prestiti cinesi in Serbia è equivalente al 7% del Pil dell’anno scorso. La modernizzazione e la ricostruzione di due sezioni del collegamento ferroviario ungherese-serbo sono tra questi progetti.

Pechino ha recentemente ampliato la cooperazione con la Serbia nel campo della sicurezza. Più di mille telecamere del gigante cinese Huawei, con software di riconoscimento facciale, sono state installate a Belgrado, anche se tali apparecchiature di sicurezza non sono in linea con gli standard dell’Unione europea adottati dalla Serbia. Fonti di intelligence, funzionari comunali, esperti accademici e dirigenti dell’industria della sicurezza intervistati in Europa, Stati Uniti e Asia, hanno detto al Financial Times che i sistemi cinesi di città “sicure” e “intelligenti” comportano una serie di potenziali minacce alla sicurezza e ai diritti umani.

La Cina sta anche aumentando la cooperazione militare con la Serbia. Nel giugno 2020, la forza aerea di Belgrado ha ricevuto sei droni da combattimento armati con missili a guida laser, il primo dispiegamento di veicoli aerei senza pilota cinesi in Europa.

Il “potere morbido” cinese

La crescente cooperazione tra università e scuole, cinesi e serbe, continua senza sosta. Tre università serbe hanno firmato un accordo di cooperazione con l’Università Jiao Tong di Shanghai. La Serbia ospita anche due Istituti Confucio, gestiti dal governo cinese. Questi esempi di allargamento del soft-power dovrebbero essere visti come parte di un più ampio sforzo cinese per promuovere la sua cultura e i suoi valori. Inoltre, un nuovo centro culturale cinese è in fase di completamento a Belgrado sul sito della ex ambasciata cinese, distrutta dalla Nato nel 1999.

La nuova partnership tra Cina e Serbia include anche stretti legami politici. Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha parlato spesso dell'”amicizia d’acciaio” tra i due paesi. Belgrado non ha sostenuto le risoluzioni dell’Ue fortemente critiche nei confronti di Pechino. La Cina ha rifiutato di riconoscere l’indipendenza del Kosovo. In cambio, Belgrado sostiene la politica cinese nei confronti di Taiwan.

Vučić il mese scorso ha sottolineato i risultati ottenuti dal Partito Comunista Cinese negli ultimi 100 anni, affermando che è un esempio di successo per il mondo.

“Sono molto grato al Partito Comunista Cinese per aver avuto una buona cooperazione con il partito che dirigo. Vediamo come avete fatto questo tipo di connessione e cooperazione tra i cittadini, il partito e le istituzioni statali. Questo è qualcosa che abbiamo davvero imparato molto dal Partito comunista cinese. E crediamo di poterlo costruire in futuro”, ha detto Vučić per Cgtn.

Il rapporto si è approfondito durante la pandemia del coronavirus, con Pechino che ha fornito e medici e altri aiuti in campo medico. Quasi da un giorno all’altro, la Cina è diventata il più grande amico della Serbia nei media del paese. Un video di Vučić che bacia con entusiasmo la bandiera cinese è diventato virale. Il lancio del vaccino Covid-19 in Serbia è stato è particolarmente veloce nei primi due mesi grazie al gigante cinese Sinopharm. La nazione balcanica ha importato 4,2 milioni di vaccini Sinopharm, che rappresentano quasi il 60% delle dosi ottenute finora.

All’inizio di giugno, l’Istituto Torlak di Belgrado è diventato la prima struttura fuori dalla Russia a produrre il vaccino Sputnik V. Un mese dopo, il governo serbo ha firmato un memorandum d’intesa e di cooperazione con i partner della Cina e degli Emirati Arabi per produrre il vaccino cinese Sinopharm Covid-19 in Serbia.

L’ascesa del potere cinese nel Paese si basa principalmente sul sostegno dello Stato. Gli investitori cinesi vedono i vantaggi dell’ex federata jugoslava, che ha accordi commerciali con Bruxelles, ma non è soggetta alle rigide regole del blocco, poiché non è membro dell’Ue. L’influenza della Cina in Serbia sta indubbiamente crescendo ed è destinata a continuare, ma il suo ulteriore rafforzamento dipenderà dai progressi del Paese sul cammino europeo.