Zelensky: “Chi vuole cessioni territoriali alla Russia fa come con Hitler nel ’38”. E attacca Kissinger

Il presidente Zelensky mentre parla a Davos, in Svizzera, il 23 maggio 2022 [EPA-EFE/GIAN EHRENZELLER]

Il leader ucraino critica l’idea di fare concessioni alla Russia per porre fine alla guerra, evocando l’arrendevolezza verso il führer nazista alla Conferenza di Monaco del 1938, un anno prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale.

Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha criticato pesantemente l’idea che Kiev faccia concessioni e rinunci ad aree territoriali per porre fine alla guerra con la Russia, affermando che coloro che vogliono una cosa del genere ricordano l’atteggiamento arrendevole verso Adolf Hitler alla Conferenza di Monaco nel 1938. Un anno dopo la Germania nazista avrebbe invaso la Polonia e dato il via alla Seconda guerra mondiale.

La rabbia di Zelensky, rincarata poi dalle affermazioni di un suo stretto collaboratore, arriva mentre le truppe ucraine stanno affrontando una nuova offensiva nelle regioni orientali già occupate dalle milizie filo-russe nel 2014.

Il 19 maggio, il comitato editoriale del New York Times ha affermato che una pace negoziata potrebbe richiedere difficili decisioni a Kiev dato che, per quanto le forze ucraine diano del filo da torcere alla Russia, una netta e decisiva vittoria militare non è realistica.

Questa settimana Henry Kissinger, ex Segretario di Stato Usa, ha suggerito al World economic forum di Davos che l’Ucraina dovrebbe fare concessioni alla Russia, posizioni che hanno fatto infuriare Zelensky.

Kissinger, protagonista della politica estera statunitense degli anni ’70 con i presidenti Nixon e Ford, ha detto che “i negoziati di pace devono iniziare” al più presto per evitare un “allargamento del conflitto”, sostenendo che, “idealmente, il punto di caduta dovrebbe essere il ritorno alla status quo precedente” all’inizio del conflitto (ovvero l’annessione formale alla Russia della Crimea e, di fatto, delle filo-russe repubbliche separatiste del Donbass).

“Qualunque cosa faccia lo Stato russo, troverete sempre qualcuno che dice ‘Teniamo conto dei suoi interessi'”, ha detto Zelensky in un discorso video nella nottata. “Si ha l’impressione che il signor Kissinger non abbia il 2022 sul calendario, ma il 1938, e che pensi di parlare non a Davos ma a Monaco di Baviera”.

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La Conferenza di Monaco del ’38 fu alla base di un patto siglato tra Gran Bretagna, Francia, Italia e Germania. Esso concedeva al dittatore nazista Adolf Hitler territori a minoranza tedesca nella regione dei Sudeti, inclusa nell’allora Cecoslovacchia. Una politica, cosiddetta dell’appeasement, che puntava ad una pace duratura. Ma il tentativo di acquietare l’imperialismo aggressivo del III Reich, e convincerlo a rinunciare ad ulteriori espansioni territoriali, fallì esattamente un anno dopo con l’invasione della città polacca di Danzica.

“Forse anche il New York Times ha scritto qualcosa di simile nel 1938 – ha detto Zelensky -. Ma vi ricordo che ora siamo nel 2022”. E a “coloro che consigliano all’Ucraina di cedere qualcosa alla Russia, queste ‘grandi figure geopolitiche’ – ha incalzato il leader di Kiev -, non vedono mai la gente comune, i comuni ucraini, milioni di persone che vivono sul territorio che propongono di scambiare per una pace illusoria”.

Italia ed Ungheria hanno sollecitato l’Unione europea a chiedere esplicitamente un cessate il fuoco e colloqui di pace con la Russia, mettendosi in contrasto con altri Stati membri orientati alla linea dura contro Mosca.

In precedenza, con un durissimo intervento, il consigliere del presidente ucraino Oleksiy Arestovych aveva detto che alcune nazioni europee volevano chiaramente che l’Ucraina facesse concessioni a Putin.

“Nessuno scambierà un grammo della nostra sovranità o un millimetro del nostro territorio”, ha dichiarato in un video pubblicato online. “I nostri figli stanno morendo, i soldati vengono fatti a pezzi dalle granate e loro ci dicono di sacrificare il territorio. Sparite. Non succederà mai”.

Da parte russa, invece, la portavoce del ministero degli Esteri ha detto che il piano di pace italiano per l’Ucraina è una “fantasia”. “Non si possono fornire armi all’Ucraina con una mano e proporre piani per una risoluzione pacifica della situazione con l’altra”, ha affermato Maria Zakharova durante il suo briefing settimanale in riferimento all’iniziativa italiana.

Il Ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio aveva fornito le linee generali del piano la scorsa settimana. Il Cremlino ha dichiarato martedì di non aver visto l’iniziativa ma di sperare di riceverla attraverso i canali diplomatici. “Se sperano che la Federazione Russa si appropri di qualsiasi piano occidentale, allora non hanno capito molto”, ha commentato Zakaharova.