Yellen: gli Usa aiuteranno l’Europa a fare a meno del gas russo. L’Ue aumenti il sostegno finanziario all’Ucraina

"Se Putin continua la sua atroce guerra, l'amministrazione Biden lavorerà" con l'Unione europea e gli altri partner "per spingere ulteriormente la Russia verso l'isolamento economico, finanziario e strategico" ha detto la segretaria al Tesoro Usa al Brussels Economic Forum. [EPA-EFE/STEPHANIE LECOCQ]

“Gli Stati Uniti si impegnano a collaborare con l’Europa” per soddisfare le sue esigenze energetiche “rompendo la dipendenza” dalla Russia, ha detto martedì 17 maggio la segretaria al Tesoro Usa, Janet Yellen in un intervento al Brussels Economic Forum.

“So che l’Europa sta affrontando una situazione particolarmente difficile” sul fronte dell’energia, ha affermato Yellan, e “lodo i leader europei per la loro proposta di eliminare gradualmente tutte le forniture energetiche russe entro sei mesi”.

“La Russia”, ha spiegato, “sta usando l’energia come arma contro coloro che si oppongono alla sua aggressione” all’Ucraina, e per questo l’amministrazione di Joe Biden intende sostenere l’Europa a ridurre la sua dipendenza energetica da Mosca, soprattutto attraverso “l’aumento dell’export di Gas naturale liquefatto in Europa”.

Yellen ha affermato che con l’energia russa meno disponibile a causa di embarghi o tagli alle forniture, ci sarà probabilmente un aumento a breve termine nell’uso di carbone e altri combustibili fossili: “Se questo smussa alcuni dei nostri obiettivi climatici immediati per un breve periodo, ci deve spingere anche a raddoppiare i nostri sforzi per l’energia pulita e rinnovabile”.

“Se Putin continua la sua atroce guerra, l’amministrazione Biden lavorerà” con l’Unione europea e gli altri partner “per spingere ulteriormente la Russia verso l’isolamento economico, finanziario e strategico”, ha continuato la segretaria al Tesoro, secondo cui “il Cremlino sarà sempre più costretto a scegliere tra sostenere la propria economia e finanziare la brutale guerra di Putin”.

“Gli Stati Uniti, l’Europa e i nostri partner, che rappresentano oltre la metà dell’economia mondiale”, ha detto ancora Yellen, “hanno imposto alla Russia una serie senza precedenti di sanzioni finanziarie e controlli sulle esportazioni. Questo approccio multilaterale ci ha permesso di imporre costi e limiti significativi alla Russia, che credo stiano degradando la sua capacità di portare avanti questa guerra”.

Secondo la segretaria al Tesoro, “gli Stati Uniti e l’Europa hanno mostrato cosa possiamo quando siamo uniti. La nostra risposta immediata alla crisi di oggi per mettere fine alla brutale guerra di Vladimir Putin ne è una chiara dimostrazione. Possiamo fare molto di più espandendo la cooperazione transatlantica per affrontare le altre sfide che abbiamo di fronte”.

Yellen si è soffermata in particolare sulla questtione della vulnerabilità di Usa e UE “nei confronti dei Paesi che utilizzano le loro posizioni di mercato in materie prime, tecnologie o prodotti per esercitare una leva geopolitica o sconvolgere i mercati a proprio vantaggio”.

L’energia, ha detto, “non è l’unico esempio di scambio tra costi e sicurezza. La Russia è anche un grande fornitore di minerali chiave. E abbiamo da tempo accettato una significativa dipendenza dalla Cina per la fornitura di terre rare. Questi minerali e materiali comprendono input vitali nell’aviazione, nella produzione di veicoli, nella produzione di batterie, nei sistemi di energia rinnovabile e nella produzione tecnologica. La Cina è responsabile del 60% delle miniere di terre rare e di quasi il 40% delle riserve, dando al Paese una leva geostrategica. Sebbene molti di questi materiali siano abbondanti nella terra, sono costosi e, in alcuni casi, inquinanti da estrarre”.

Yellen infine ha chiesto ai partner europei di unirsi agli Stati Uniti “per aumentare il loro sostegno finanziario all’Ucraina. I nostri sforzi congiunti sono fondamentali per garantire che la democrazia ucraina prevalga sull’aggressione di Putin”.

La segretaria ha avverttito che “il fabbisogno di finanziamento immediato dell’Ucraina è significativo”, e spiegato che alla fine della guerra il paese “avrà bisogno di un sostegno massiccio e di investimenti privati per la ricostruzione e il recupero” come è stato per l’Europa dopo il 1945.