Xi Jinping a Merkel: “L’Ue raggiunga un’autonomia strategica”. Pechino tenta di riavvicinarsi a Bruxelles

Il presidente Xi Jinping (dx) e la cancelliera Angela Merkel (sx) prima di un incontro bilaterale Cina-Germania nel marzo 2019 a Parigi. [Yoan Valat/EPA/EFE]

Primo colloquio telefonico tra leader di Cina ed Europa dopo la raffica di sanzioni del mese scorso. La preoccupazione di Pechino per il nuovo corso diplomatico di Biden (anche) nei rapporti con l’Unione.

L’Europa “faccia sforzi positivi con la Cina”: questa la speranza manifestata dal presidente cinese Xi Jinping nella conversazione telefonica con la cancelliera tedesca Angela Merkel, la prima con una leader europea dopo il botta e risposta a colpi di sanzioni del mese scorso.

I rapporti tra Pechino e Bruxelles si sono deteriorati dopo i provvedimenti sanzionatori intorno alla questione del rispetto dei diritti umani delle popolazione uigura, la minoranza musulmana che vive nella regione cinese Xinjiang. Dai dati delle associazioni dei diritti umani si stima che un milione di cittadini siano detenuti in campi di internamento.

Nel corso della chiamata, stando a quanto riportato dall’agenzia di Stato Xinhua, il leader comunista ha auspicato una rafforzata cooperazione con la Germania e l’Unione europea, parlando di “nuove possibilità e sfide diverse” nelle relazioni con l’Ue e indicando di seguire una linea di azione decisa, basata su una prospettiva strategica e sul rispetto reciproco “che escluda interferenze”.

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Era nell’aria dalla …

Xi Jinping ha detto che “lo sviluppo della Cina rappresenta un’opportunità per l’Ue”.  “Speriamo che l’Unione adotti una decisione corretta in modo autonomo e raggiunga una propria autonomia strategica”, ha aggiunto facendo un evidente riferimento all’influenza statunitense sulla politica dell’Unione verso Pechino.

Il nuovo corso internazionale del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, infatti, è ben diverso da quello di Trump, essendo incentrato sulla riaffermazione degli Usa come superpotenza intercontinentale democratica e liberale.

La Cina è ovviamente preoccupata dagli sforzi degli Usa per sostenere i suoi alleati in tutto il mondo: dal Pacifico, diventato la principale area dove si esprime la contesa tra le due superpotenze, fino all’Europa, più terreno di conquista che vera protagonista della scena internazionale.

Limiti, quelli dell’Unione europea, che non le permettono di avere una solida autonomia strategica. Il leader cinese, stando alle sue parole, vorrebbe un’Europa più forte a livello politico.

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“È fondamentale afferrare saldamente la direzione generale dello sviluppo delle relazioni Cina-Ue”, ha detto Xi alla Merkel, aggiungendo che andrebbe fatto “da una prospettiva strategica”, con “rispetto reciproco” per “eliminare le interferenze”.

Pechino vuole “mettere in pratica il multilateralismo” con l’Ue, e cooperare con il blocco su questioni come il cambiamento climatico, ha proseguito il presidente della Repubblica popolare, dicendo che “il rafforzamento della cooperazione Cina-Germania e Cina-Ue può realizzare grandi e significative azioni” e con la speranza che “la Germania e l’Ue possano fare sforzi positivi con la Cina per aggiungere ancora più certezza e stabilità a questo mondo in continuo cambiamento”.

Nel dicembre 2020 Bruxelles e Pechino avrebbero completato i negoziati per un accordo commerciale, che però deve ancora essere ratificato dal Parlamento europeo e dopo le sue prime sanzioni imposte dall’Ue alla Cina per lo Xinjiang (non ne emetteva dai tempi dei fatti di piazza Tienanmen) il futuro della stipula è incerto. Inoltre, il trattato pare non essere molto gradito a Washington.