Wang Yi in Europa: la risposta cinese al tour di Pompeo

Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi arriva a Villa Madama a Roma, il 25 agosto 2020. [EPA-EFE/MASSIMO PERCOSSI]

Il tour europeo del ministro degli Esteri cinese Wang Yi è iniziato martedì 25 agosto, con l’incontro a Roma con il suo omologo italiano Luigi Di Maio. Le prossime tappe saranno Amsterdam, Oslo, Parigi e Berlino. È la controffensiva cinese al boicottaggio Usa.

La missione diplomatica della durata di una settimana cade nel 45esimo anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra Ue e Cina ed è il primo viaggio all’estero di Wang dall’inizio della pandemia.

Secondo il Global Times, organo di stampa vicino al governo di Pechino,gli obiettivi della visita sono tre: far progredire l’agenda politica ed economica delle due parti, stabilizzare le catene industriali e di approvvigionamento globali in risposta al coronavirus ed esplorare ulteriormente la cooperazione in settori emergenti come l’economia digitale e l’economia verde, e chiedere il mantenimento del multilateralismo e il miglioramento della governance globale per dare un maggiore contributo alla pace, alla stabilità e allo sviluppo mondiale.

Certo non è un caso che il tour di Wang sia iniziato a poche settimane da quello del segretario di Stato statunitense Mike Pompeo in Europa centrale per convincere Repubblica Ceca, Slovenia, Austria e Polonia a bandire Huawei dal loro sistema 5G. Pechino vuole quindi sondare il terreno con i paesi europei che non hanno ancora preso una decisione a riguardo. A questo proposito è significativo il fatto che la visita del ministro degli esteri cinese in Europa abbia come ultima tappa proprio Berlino, il cui governo ha annunciato che deciderà in autunno. Fare delle previsioni sarebbe rischioso. L’azienda leader nel campo delle telecomunicazioni tedesche, Deutsche Telekom negli anni ha rafforzato la propria collaborazione con il gigante cinese Huawei e non vede di buon occhio una messa al bando. Tuttavia all’interno del governo tedesco c’è chi preme per allinearsi alla posizione statunitense, come l’Spd e una parte della stessa Cdu.

Il ministro cinese Wang, nello spiegare le ragioni del suo tour europeo, è partito dalla pandemia: “La Cina e l’Unione europea si aiutano e si sostengono a vicenda, creando anche un buon esempio di cooperazione internazionale. I cinesi dicono che se mi dai una pesca, in cambio ti do una prugna. Quindi abbiamo una tradizione di aiutare gli altri nella difficoltà. Non abbiamo mai dimenticato gli aiuti che l’Ue ci ha dato nel momento difficile e non vogliamo restare fermi a guardare davanti alle difficoltà che l’Ue sta affrontando”.

Durante la conferenza stampa a Roma Wang ha sottolineato la necessità di rinsaldare i rapporti tra la Cina e l’Unione europea, a fronte di “forze esterne” che promuovono “provocazioni e danneggiamenti” nei confronti di queste relazioni. Il riferimento è chiaramente agli Stati Uniti con i quali i fronti di scontro si sono moltiplicati, malgrado un’imminente ripresa dei colloqui commerciali. Si va dalla vendita di armi a Taiwan da parte Usa alla legge sulla sicurezza a Hong Kong e ancora dalle accuse di Washington sul coronavirus alla guerra contro Huawei e TikTok.