Viaggi, l’ambasciatore Ue chiede agli Stati Uniti di allentare le restrizioni

L'ambasciatore Ue negli Usa Stavros Lambrinidis durante un evento virtuale. [Twitter/@EUintheUS]

Con la diminuzione dei contagi da Covid-19, l’Unione europea ha riaperto i confini ai cittadini americani. Il contrario, tuttavia, non è avvenuto e gli Stati Uniti per ora mantengono attive le restrizioni all’accesso. L’inviato Ue a Washington Stavros Lambrinidis ha chiesto reciprocità nei rapporti.

Mentre l’Europa ha aperto le porte ai cittadini americani, il contrario ancora non è avvenuto. I cittadini europei che abitano negli Stati Uniti e viaggiano in Europa non possono tornare indietro, nemmeno se vaccinati o dopo una quarantena.

“Dobbiamo far ripartire le nostre economie, insieme”, ha detto Lambrinidis, sottolineando che il 60% degli investimenti stranieri negli Stati Uniti provengono dall’Europa. “I manager di queste compagnie devono poter viaggiare oltreoceano per osservare i propri investimenti, cosa che ora non è concessa”.

L’Unione europea ha inserito gli Stati Uniti nella lista dei Paesi per cui dovrebbero essere eliminate le restrizioni di viaggio. Di conseguenza, i cittadini statunitensi, vaccinati o no, potrebbero entrare in Ue per qualsiasi motivo, anche per turismo. I singoli stati membri possono decidere se e quando seguire la raccomandazione.

In Italia, in particolare, varrà la regola dell’esibizione del Green pass, che consiste nella stessa certificazione per cittadini italiani, europei ed extraeuropei: un documento che attesti l’avvenuta vaccinazione, la guarigione dal Covid-19 oppure un test negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

Tuttavia, non vige al momento la reciprocità dell’atto: infatti, i residenti nei 26 Paesi dell’area Schengen e i cittadini non americani che vi abbiano soggiornati nei 14 giorni precedenti, non possono entrare negli Stati Uniti. Questa disposizione è valida anche per Cina, Iran, Regno Unito, Irlanda e Brasile.

Fine dei dazi

Stavros Lambrinidis ha parlato anche dei dazi, spiegando che i progressi ottenuti al vertice Ue-Usa della scorsa settimana sono stati soddisfacenti, soprattutto per l’accordo di sospensione per cinque anni dei dazi causati dalla disputa tra Boeing e Airbus sugli aiuti di stato.

La questione dei sovrapprezzi imposti dagli Stati Uniti su alluminio e acciaio è stata definita “più complessa”, ma Lambrinidis ha espresso fiducia sul fatto che le parti possano risolvere il problema prima che le contromisure europee, attualmente sospese, entrino in vigore a dicembre. “Abbiamo oltre cinque mesi di tempo. Risolvere questa questione significa affrontare la questione della Cina come alleati”, ha concluso.