Vertice Nato: Cina, Russia e clima tra i punti all’ordine del giorno a Bruxelles

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg parla alla stampa prima del vertice di Bruxelles, 14 giugno 2021. [EPA-EFE/KENZO TRIBOUILLARD / POOL]

Lunedì 14 giugno prende il via un vertice della Nato a Bruxelles, con lo scopo di direzionare l’alleanza transatlantica dopo i problemi di identità sorti negli ultimi anni. L’incontro si svolge a cavallo tra il G7 in Cornovaglia e un summit bilaterale tra Ue e Stati Uniti.

Le questioni all’ordine del giorno per la Nato sono molteplici: come rispondere all’assertività di Russia e Cina? Cosa fare con la Turchia, membro dell’alleanza difficile da controllare? Come migliorare le relazioni con l’Ue? Cosa fare per il cambiamento climatico? EURACTIV ha visionato una bozza di comunicato del vertice. Ecco quello che sappiamo.

Nella giornata di lunedì saranno adottati una serie di documenti: un comunicato congiunto tradizionale di circa 40 pagine e un’agenda per la riforma entro il 2030. In un altro documento, i leader della Nato si accorderanno su come affrontare meglio le minacce emergenti e su un nuovo Piano d’azione per il cambiamento climatico e la sicurezza. Sarà rivelata anche la politica di cybersicurezza.

Russia e Cina

La principale priorità politica del presidente americano Joe Biden, la Cina, sarà trattata con un linguaggio molto più forte di quello usato finora: i leader evidenzieranno le “divergenze crescenti tra le politiche coercitive di Pechino e i nostri valori”.

Fonti diplomatiche hanno riferito a EURACTIV che, mentre gli Stati Uniti spingevano per una formulazione severa, l’Europa era più riluttante, definendo la Russia “una minaccia” e la Cina “una sfida”, evitando così di mettere sullo stesso piano Mosca e Pechino.

Tuttavia, 14 membri, principalmente dell’area ex sovietica e balcanica, si sono schierati con Washington nella posizione sulla Cina, sostenendo che solo gli Stati Uniti potessero garantire sicurezza nei confronti dell’aggressività russa, riferiscono le fonti diplomatiche.

Sulla Russia, i leader della Nato dovrebbero riconoscere che Mosca “oltre alle attività militari, ha svolto una serie di azioni ibride contro l’alleanza e i suoi partner, anche attraverso i proxy”.

Turchia

La dichiarazione dei leader dovrebbe contenere un riferimento a ulteriori consultazioni tra gli alleati e a un lavoro verso maggiori responsabilità quando si tratta di conflitti interni. “Ci impegniamo a rafforzare le consultazioni quando la sicurezza o stabilità di un alleato è minacciata o quando i nostri principi e valori fondamentali sono a rischio”, si leggerà probabilmente, senza riferimento a minacce esterne o interne, il che significa che vale per entrambe.

Un paragrafo ulteriore chiederà a tutte le forze straniere di ritirarsi dalla Libia, un punto su cui Ankara ha obiettato perché vorrebbe mantenere delle truppe nel Paese, riferiscono le fonti diplomatiche. Mentre la Francia si è opposta a questo scenario, gli Stati Uniti hanno tenuto una posizione ambigua, cercando di non scontentare l’alleato turco.

Relazioni più profonde tra Nato e Ue

I leader della Nato sottolineeranno la volontà espandere il dialogo e la cooperazione pratica con i partner, compresa l’Ue e quelli nell’Indo-pacifico (Australia, Nuova Zelanda, Giappone, Corea del Sud).

Secondo fonti diplomatiche, la Turchia ha cercato di minimizzare il più possibile il paragrafo che chiede l’approfondimento delle relazioni Ue-Nato sulle relazioni con Cipro, che è membro dell’Ue, ma non dell’alleanza transatlantica.

I leader riaffermeranno il loro impegno per la politica ‘Open Doors’ della Nato, un percorso di adesione che “rimane aperto a tutte le democrazie europee che condividono i nostri valori e soddisfano i necessari obblighi e responsabilità”.

Armi nucleari

I membri della Nato dovrebbero confermare l’intenzione di non dispiegare missili balistici in Europa. Se questo passaggio dovesse rimanere nel documento finale, la mossa potrebbe essere un modo per allentare la tensione con la Russia prima di un dialogo sulla ‘stabilità strategica’ al vertice Usa-Russia di mercoledì 16 giugno a Ginevra. La bozza sottolinea però che “finché esisteranno le armi nucleari, la Nato resterà un’alleanza nucleare”.

Afghanistan

“Il ritiro delle truppe non implica la fine della nostra relazione con l’Afghanistan”, dichiarano i leader della Nato, ma aprirà un nuovo capitolo che prevedrà ancora supporto finanziario e addestramento. La questione è nata dopo l’annuncio del ritiro delle truppe americane dal Paese, fatto senza prima consultare sufficientemente gli alleati.

Cambiamenti climatici

I leader della Nato delineeranno le ambizioni dell’alleanza di adattamento all’impatto del cambiamento climatico sulla sicurezza e si accorderanno per la riduzione delle emissioni di gas serra causate dalle attività e installazioni militari in linea con gli accordi sul clima di Parigi.

Tuttavia, i diplomatici della Nato restano scettici. “Non riusciamo a immaginare gli F-35 a idrogeno”, ha detto una fonte a EURACTIV, aggiungendo che l’ambizione potrebbe essere più legata alla modernizzazione degli eserciti di alcuni alleati principali, che possiedono ancora equipaggiamento altamente inquinante dell’era sovietica. Questi membri, come Polonia e Turchia, chiederanno probabilmente fondi supplementari per attuare una “lieve riforma green”, perché sosterranno di non poterselo permettere da soli, riferiscono le fonti diplomatiche.