Venezuela, Maduro caccia l’ambasciatore Ue dopo le nuove sanzioni

Una foto del presidente Maduro mentre fa il saluto militare. [Miguel GutierresEPAEFE]

Al capo delegazione dell’Unione europea a Caracas sono state date 72 ore di tempo, dalla giornata di mercoledì, per lasciare il Paese. Pomo della discordia i nuovi provvedimenti di Bruxelles. L’Ue risponde a sua volta dichiarando ‘persona non grata’ l’ambasciatrice venezuelana.

La comunicazione, come riporta l’agenzia Reuters, è arrivata dal ministro degli Affari esteri venezuelano Jorge Arreaza mercoledì 24 febbraio: il capo della delegazione dell’Unione europea a Caracas “dovrà lasciare il paese in quanto persona non grata”, dopo che l’Unione ha imposto nuove sanzioni a funzionari venezuelani questa settimana, descritte dal titolare degli Esteri come “veramente inaccettabili”.

I provvedimenti sono stati una risposta alle elezioni legislative, vinte dagli alleati del presidente Nicolás Maduro, che l’opposizione venezuelana e molte democrazie occidentali hanno contestato per presunte irregolarità. Rispetto a questo, il Parlamento europeo ha inoltre chiesto ai governi dell’Ue di riconoscere Juan Guaidó come presidente ad interim del Venezuela, con una risoluzione dello scorso 21 gennaio.

La risposta dell’Ue non ha tardato ad arrivare, con la decisione di dichiarare l’ambasciatrice venezuelana in Europa Claudia Salerno ‘persona non grata’. “Si tratta di una diretta risposta alla decisione del Venezuela rispetto all’ambasciatore Ue”, si legge in una dichiarazione.

“L’Ue considera questa decisione totalmente ingiustificata e contraria all’obiettivo europeo di sviluppare le relazioni e costruire legami con i Paesi terzi”, prosegue il comunicato.

L’ambasciatrice Salerno ha risposto su Twitter dicendo che “l’indipendenza e la sovranità del Venezuela non sono negoziabili”.

Nel novembre 2020, la nazione guidata da Maduro è stata colpita, per il quarto anno consecutivo, dalle sanzioni del Consiglio europeo, che scadranno nello stesso mese di quest’anno.

L’ambasciatrice Ue nel paese sudamericano, la portoghese Isabel Brilhante, sarebbe stata presa di mira perché, dice Arreaza, “lo richiedono le circostanze”. Bruxelles non ha gradito la mossa, ma non cambierà la politica dell’Unione verso il Venezuela di Maduro: proseguiranno le sanzioni e non verranno deviati gli sforzi per mediare una via verso nuove elezioni presidenziali “libere e giuste” nella nazione bolivarista.

Venezuela, controllo totale a Maduro dopo la vittoria alle elezioni

Domenica 6 dicembre, il presidente Nicolás Maduro ha ottenuto il controllo totale delle istituzioni politiche venezuelane, con una vittoria schiacciante alle elezioni legislative boicottate dai principali partiti dell’opposizione.

Maduro e i suoi alleati di sinistra hanno ottenuto il 67,7% dei voti …

“L’Ue si rammarica profondamente di questo provvedimento, che porterà solo ad un ulteriore isolamento internazionale del Venezuela. Chiediamo che la decisione sia revocata”, ha detto Nabila Massrali, portavoce dell’alto rappresentante Ue Josep Borrell, nelle parole riportate da Euractiv.com.

Poco dopo aver annunciato l’espulsione, il ministro Arreaza ha detto in un’altra dichiarazione di aver “consegnato note di protesta ai diplomatici di Germania, Francia, Paesi Bassi e Spagna”, i quattro governi che secondo il Ministro, riferendosi alle ultime sanzioni emesse, hanno “agito con il più grande, diciamo, intento malevolo, per promuovere nuovi attacchi”.

Sempre Arreaza, alla tv di Stato, ha aggiunto che Maduro è stato “generoso” a permettere alle missioni europee di rimanere in Venezuela dopo che “hanno rifiutato di riconoscerlo come capo di stato nel 2019” e dopo che una rielezione presidenziale nel 2018 è stata ritenuta irregolare dalla maggior parte delle nazioni occidentali.

“Stavamo cercando il dialogo, e passi importanti erano già stati fatti con un paese europeo, ma non così”, ha detto Maduro in un’apparizione televisiva in diretta mercoledì sera, senza fornire ulteriori dettagli, se non che “o si rettifica o non ci sarà mai un accordo, di qualsiasi tipo, nessun tipo di dialogo, signori dell’Unione europea”.