Ue-Turchia: com’è andato davvero l’incontro, al di là del sofagate

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il presidente del Consiglio UE Charles Michel e la presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen (con sole due sedie a disposizione) EPA-EFE/PRESIDENTAL PRESS OFFICE

Dopo mesi di tensioni altissime, è arrivata la fase di distensione nei rapporti diplomatici tra UE e Turchia. Ieri, martedì 6 aprile, Ursula von der Leyen e Charles Michel si sono recati in visita in Turchia, per riaprire il dialogo diplomatico con il presidente Recep Tayyip Erdoğan anche se sui social si è parlato dell’incontro pressoché solo per il #sofagate. 

Poche altre volte una visita diplomatica dei rappresentanti delle istituzioni europee aveva ottenuto una tale popolarità sui social e sui media. In genere, solo Euractiv e pochi altri vi raccontano di un incontro del genere; e invece dell’incontro di ieri trovate notizia su tutti i giornali. Il perché è semplice: sui social è rimbalzato il video in cui la presidente della Commissione europea Ursula Von Der Leyen si è ritrovata senza sedia e ha abbozzato un “Ehm..” molto eloquente. I commentatori e gli editorialisti si sono affrettati a commentare che non si sia trattato solo di una gaffe del protocollo ma di una vera e propria affermazione della  scarsissima considerazione per le donne da parte del presidente turco.
In effetti, al di là delle questioni del protocollo, non si può certo negare che tra Von Der Leyen e Michel l’opinione pubblica riconosca come rappresentante delle istituzioni Ue la prima e non abbia invece pressoché idea di chi sia il secondo.
In ogni caso, che si sia trattato di una gaffe o di uno sgarbo deliberato, Erdoğan non ne è uscito bene.

Ma concentrarsi solo sul fatto che a Ursula Von Der Leyen sia toccato sedersi sul divano, è un errore.
Il colloquio innanzitutto è durato quasi tre ore, segnale evidente del fatto che le cose da chiarire fossero parecchie.
Erdoğan, infatti, aveva dichiarato di voler migliorare le relazioni con l’Unione dopo mesi di controversie che sembravano aprire scenari irreversibili. Il punto più teso delle relazioni diplomatiche si era raggiunto con le aggressive esplorazioni turche nelle acque del Mediterraneo orientale ma certamente anche la aggressiva politica estera turca in Nord Africa e in Medio Oriente ha giocato un ruolo decisivo nell’inasprimento dei rapporti. Il leader turco ha ammorbidito la propria politica non tanto per la minaccia di sanzioni da parte dell’Ue ma per via del fatto che le presidenziali americane hanno portato un nuovo inquilino alla Casa Bianca.

Turchia, von der Leyen e Michel in visita per migliorare le relazioni

I leader europei Ursula von der Leyen e Charles Michel hanno effettuato una visita in Turchia martedì 6 aprile, per discutere con il presidente Recep Tayyip Erdoğan nel tentativo di migliorare i rapporti tra Bruxelles e Ankara, spesso tesi negli …

Per capire che tutti i problemi non si possono cancellare in un baleno, e che l’Ue si aspetta dei segnali concreti da parte turca, dobbiamo ascoltare le parole conclusive della dichiarazione di Von Der Leyen: “Insomma, vogliamo proseguire sulla strada di relazioni molto migliori in futuro. Ma siamo solo all’inizio. E le settimane e i mesi a venire mostreranno quanto lontano possiamo andare su questa strada insieme”. Che significa più o meno “Dipende tutto da come si comporterà la Turchia”.
Del resto, è quello che ha detto anche Michel, quando dopo aver sottolineato l’importanza di questa fase di de-escalation e di ritorno al dialogo, ha sottolineato che “Il nostro impegno sarà progressivo, proporzionale e reversibile. Noi tendiamo la mano con un’agenda di impegni progressivi. Sta alla Turchia cogliere questa opportunità”.

Quali sono in concreto questi passi avanti progressivi?
Intensificare i rapporti economici, innanzitutto. Ma l’Ue ha anche ventilato la possibilità di una liberalizzazione dei visti e di un miglioramento dell’unione doganale che esiste già tra le due parti, oltre all’accordo sull’immigrazione.
Per Erdoğan in realtà “L’obiettivo finale del processo Ue della Turchia è la piena adesione” all’UE, in riferimento ai colloqui di adesione che sono stati congelati negli ultimi dieci anni. Ma l’obiettivo è lontanissimo. e lo è ancora di più dopo la decisione della Turchia di abbandonare la Convenzione di Istanbul. “Oggi Charles Michel ed io abbiamo chiaramente sottolineato che il rispetto dei diritti fondamentali e dello stato di diritto sono cruciali per l’Unione europea. Questo deve essere parte integrante delle nostre relazioni. La Turchia deve rispettare le regole e gli standard internazionali sui diritti umani, a cui tra l’altro il paese si è impegnato – come membro fondatore del Consiglio d’Europa”, ha detto la presidente Von Der Leyen.