Ue, stallo sulle sanzioni alla Bielorussia per il no di Cipro

L'alto rappresentante Ue Josep Borrell. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL]

Il governo di Nicosia ha posto come condizione indispensabile al raggiungimento di un’intesa l’approvazione delle sanzioni contro la Turchia. La questione sarà ridiscussa al prossimo vertice dei leader Ue.

La riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione europea si conclude con un nulla di fatto. “Nonostante ci sia una chiara volontà” di dare il via libera alle sanzioni contro la Bielorussia, “non è stato possibile raggiungere l’unanimità necessaria. La questione passerà al vertice dei leader di giovedì e venerdì”, ha spiegato l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell. Ad opporsi alle sanzioni, come preannunciato, è Cipro, che ha posto come condizione per il via libera l’approvazione delle sanzioni anche contro la Turchia.

“Le reazioni dell’Ue alle violazioni di qualsiasi principio o valore dell’Unione non possono essere à la carte: devono essere coerenti”, ha dichiarato il ministro degli Esteri cipriota, Nikos Christodoulides, arrivando al Consiglio Ue. Al Gymnich di Berlino i ministri Ue avevano concordato di approvare delle sanzioni per una lista di persone di alto livello politico in Bielorussia, ma anche di elaborare una serie di proposte su possibili misure restrittive per la Turchia, nel caso di un fallimento del dialogo con Ankara. Data l’impossibilità di ottenere l’unanimità, la decisione sulle sanzioni alla Bielorussia è stata rinviata al Consiglio europeo di giovedì e venerdì.

La situazione in Bielorussia

Domenica la polizia di Minsk ha arrestato altri 442 manifestanti per violazione della legge sui raduni. “Continueremo a protestare per settimane, mesi, anche anni, se necessario. Non saremo più ostaggi di Lukashenko, non vivremo più nelle sue prigioni, non torneremo più nello stato in cui abbiamo versato per ventisei anni”, ha dichiarato la leader dell’opposizione Svetlana Tikhanovskaya.

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Prima del Consiglio Ue Tikhanovskaya ha incontrato Borrell e i ministri degli Esteri a colazione. “Questo invito non può essere considerato un’interferenza negli affari interni. La democrazia e i diritti umani sono al cuore dell’identità dell’Ue”, ha spiegato Borrell, replicando alle critiche di Mosca.

Sulla Libia “dopo mesi vedo ragione per un cauto ottimismo, c’è uno slancio positivo, c’è un cessate il fuoco, e dobbiamo usarlo. Ne parleremo al Consiglio europeo con i ministri degli Esteri”. Così l’Alto rappresentante dell’Ue, Josep Borrell, annunciando “decisioni concrete sulla lista delle sanzioni”. Bisogna vedere se il cessate il fuoco regge. L’Ue intende mobilitare i suoi sforzi per eliminare il blocco sul petrolio che è costato alla Libia 10miliardi di dollari. I ministri hanno deciso di nominare un rappresentante speciale per l’Unione europea.

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Libia

Al centro del confronto tra i ministri c’è stata anche la situazione libica, rispetto alla quale Borrell sì è detto “cautamente ottimista”. “Abbiamo aggiunto due persone e tre entità alla lista di quanti sono colpiti dalle sanzioni”, ha riferito alla stampa l’alto rappresentante dell’Ue. Le due persone “sono state aggiunte per la violazione dei diritti umani”, mentre le tre entità “per la violazione dell’embargo sulle armi”. Tra i nomi cancellati dalla black list c’è invece quello di Aguila Saleh, il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk, a cui i ministri degli Esteri riconoscono di aver collaborato, cercando una soluzione politica alla crisi.