Ue e Usa esprimono preoccupazione per le azioni di Pechino nel mar Cinese

Una corvetta Yichun (556) tipo 056A della Marina EPL cinese [EPA-EFE/WU HONG]

Secondo Washington e Bruxelles minano la pace e la sicurezza nella regione e hanno un impatto diretto sulla sicurezza e la prosperità sia degli Stati Uniti che dell’Unione europea. 

Unione Europea e Stati Uniti, giovedì 2 dicembre, hanno espresso la loro apprensione per le operazioni militari di Pechino nel mar Cinese meridionale e orientale. Una dichiarazione congiunta, che sottolinea la necessità di uno stretto contatto nella gestione della “competizione e la rivalità sistemica” con la Repubblica Popolare Cinese.

La dichiarazione è arrivata a seguito della riunione del Dialogo Usa-Ue sulla Cina, istituito quest’anno e tenutosi a Washington tra il vice segretario di Stato americano Wendy Sherman e il segretario generale del Servizio europeo per l’azione esterna Stefano Sannino. Sherman e Sannino dovrebbero continuare le discussioni con consultazioni di alto livello sull’Indo-Pacifico il 3 dicembre.

Nel testo si sottolinea “l’importanza che gli Stati Uniti e l’Ue mantengano continui e stretti contatti” relativamente ai “rispettivi approcci”, precisando che Bruxelles e Washington  nell’investire e far crescere le loro economie intendono cooperare con la Cina “dove possibile”, ma allo stesso tempo vogliono gestire la competizione e rivalità sistemica con Pechino “in modo responsabile”.

Dalla dichiarazione si apprende che le due parti hanno discusso delle violazioni dei diritti umani in Cina, compresa la repressione delle minoranze religiose nello Xinjiang (popolazioni uigure) e in Tibet, oltre che dell’erosione dell’autonomia di Hong Kong e della disponibilità di Ue e Usa ad approfondire la condivisione di informazioni sulla disinformazione sponsorizzata o sostenuta da Pechino.

Washington e Bruxelles hanno poi espresso “forte preoccupazione per le azioni, problematiche e unilaterali, della Cina nel mar Cinese meridionale e orientale e nello stretto di Taiwan che minano la pace e la sicurezza nella regione e hanno un impatto diretto sulla sicurezza e la prosperità sia degli Stati Uniti che dell’Unione europea”.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha sottolineato l’importanza di lavorare a stretto contatto con gli alleati per contrastare la crescente potenza della Cina e il suo comportamento sempre più assertivo in tutto il mondo. In un briefing ufficiale, prima dei colloqui con Bruxelles, gli Stati Uniti hanno detto che Washington e Bruxelles hanno una visione “sempre più convergente” del “comportamento preoccupante” della Cina.

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Parlando in un think tank a Washington, il vice ammiraglio Herve Blejean, direttore generale dello Stato Maggiore dell’Ue, ha detto che c’è spazio per un maggior coordinamento per “esprimere il nostro forte desiderio di difendere il diritto internazionale in mare contro le politiche de facto che abbiamo visto nel Mar Cinese Meridionale”.

Blejean ha detto al Centro di Studi Strategici e Internazionali che la Francia ha ampi interessi nel Pacifico e c’è un interesse per la regione anche da parte di altri membri dell’Ue, come Germania, Paesi Bassi e Danimarca, così come da parte del Regno Unito. “Dobbiamo guardare al modo in cui comunichiamo questo messaggio insieme, perché quando siamo tutti uniti il potere del messaggio è più forte, e pensare a come interagiamo con le nazioni che la pensano allo stesso modo – Australia, Stati Uniti, Giappone, paesi Asean e così via”.

Sempre Blejean ha aggiunto poi che l’Ue potrebbe guardare alla creazione di una “Area Marittima di Interesse” nel Mar Cinese Meridionale, dopo un progetto pilota volto a coordinare meglio la presenza marittima degli stati membri dell’Ue in corso nel Golfo di Guinea in Africa e un altro in fase di studio nell’Oceano Indiano settentrionale.

La questione Repubblica popolare-Repubblica di Cina

La Repubblica popolare cinese rivendica il suo potere su Taipei dopo la vittoria della Rivoluzione comunista, con il governo nazionalista del Kuomintang che riparò sull’isola taiwanese. Da Pechino, nei giorni scorsi, hanno fatto sapere che “queste azioni (nel Mar Cinese, ndr) sono necessarie per affrontare l’attuale situazione nello Stretto di Taiwan. Taiwan è parte del territorio della Cina e la difesa della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale è la nostra sacra missione”.

Recentemente, il ministero della Difesa di Taipei ha fatto sapere che otto aerei militari dell’Epl, tra cui due bombardieri H-6 con capacità di trasportare armi nucleari, hanno attraversato la Zona di identificazione della difesa aerea (Adiz) taiwanese nei pressi delle isole Pratas.