Ucraina, la vicepremier: “Abbiamo già pagato con il sangue la nostra appartenenza all’Ue”

zelensky [Olha Stefanishyna/Twitter]

Mentre la guerra provocata dalla Russia infuria nell’est del paese, i funzionari ucraini stanno facendo forti pressioni affinché i leader dell’Ue concedano al più presto a Kiev lo status di candidato.

Lunedì 10 maggio l’Ucraina ha completato la seconda parte del questionario per ottenere lo status di paese candidato all’adesione all’Ue. Il presidente Volodymyr Zelensky ha presentato il documento completo in 9 volumi alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante una video chiamata.

Kiev aveva completato la prima parte del questionario Ue sull’adesione il 18 aprile in soli 10 giorni. Secondo i funzionari dell’Ue la speranza è che la raccomandazione della Commissione europea sull’opportunità che i leader del blocco discutano le prossime fasi del processo di adesione possa essere redatta entro la fine di maggio ed essere pronta per la fine di giugno.

Adottare formalmente il paese come candidato sarebbe una decisione che spetta al Consiglio europeo su consiglio degli esperti della Commissione europea, che supervisionerebbe il processo di adesione.

Kiev dovrà soddisfare rigorosi standard di governance, combattere la corruzione e applicare lo stato di diritto prima di poter essere ammessa come membro. L’adesione all’Ue è un processo complesso che, come hanno ammesso entrambe le parti, può richiedere anni.

Ricevere lo status di candidato è comunque una pietra miliare importante, dato che per molti anni Bruxelles si è girata dall’altra parte quando Ucraina, Moldavia e Georgia hanno chiesto di essere trattate come futuri membri dell’Ue e non solo come paesi associati.

Convincere gli scettici

I funzionari del governo ucraino si rendono conto che dovranno convincere molte delle loro controparti in alcune capitali europee.

La vicepremier ucraina con delega all’integrazione europea ed euro-atlantica, Olha Stefanishyna, dice che i governi europei più scettici sulle aspirazioni di adesione dell’Ucraina all’Ue finora hanno presentato argomenti piuttosto “deboli”.

La grande maggioranza degli stati membri dell’Ue sostiene le aspirazioni dell’Ucraina, ha dichiarato Stefanishyna, parlando con i giornalisti a Kiev, ma ci sono circa sei o sette paesi che hanno ancora dei dubbi sul concedere all’Ucraina di procedere rapidamente.

La vicepremier ha citato la Germania, il Portogallo, la Spagna, l’Austria e la Svezia tra i paesi in cui ci sarebbe bisogno di una “discussione”. Malgrado l’Ungheria abbia sostenuto le richieste dei paesi dell’Europa orientale all’inizio di quest’anno affinché l’Ucraina diventi un membro dell’Ue nel lungo periodo, la recente posizione di Budapest che ha deciso di porre il veto sulle nuove sanzioni Ue alla Russia ha suscitato irritazione a Kiev.

Alla domanda se si aspetta che anche Budapest possa rientrare tra gli scettici, Stefanishyna ha ricordato che l’Ungheria finora non si è espressa negativamente sule aspirazioni ucraine di adesione. La vicepremier non ha lasciato dubbi sul fatto che Kiev è determinata a fare un ulteriore passo diplomatico per ottenere una risposta positiva da parte degli stati membri dell’Ue a giugno.

“Abbiamo la consapevolezza che per costruire l’unanimità tra tutti gli stati membri c’è ancora molta strada da fare, il nostro impegno è di non lasciare nulla di intentato”, ha spiegato. “Faremo tutto ciò che è necessario per costruire questo consenso, per mobilitare questa unità”, ha assicurato la vicepremier, aggiungendo: “Abbiamo già pagato con il sangue la nostra appartenenza” all’Ue.

Alcuni diplomatici dell’Ue parlando con EURACTIV hanno evidenziato che l’Ucraina ha fatto “pressioni sugli stati membri dell’Ue come se fosse già seduta al tavolo del Consiglio europeo”.

“Realisticamente, non dovremmo chiederci se paese, che si sta impegnando a completare l’iter per l’adesione all’Ue mentre combatte una guerra su larga scala, debba far parte dell’Ue o essere solo un candidato – dovremmo assicurarci che lo sia il più presto possibile”, ha sottolineato un diplomatico dell’Ue.

I leader, i funzionari e i diplomatici dell’Ue sottolineano che la cosa importante è il messaggio politico che la concessione dello status di candidato invierebbe, non solo alla Russia ma anche ai 44 milioni di cittadini ucraini.

Ihor Zhovkva, consigliere del presidente Volodymyr Zelenskyy, ha detto a una delegazione di parlamentari europei in visita che, anche se Kiev capisce che i negoziati di adesione sarebbero difficili, “non comprenderebbe se a giugno non le venisse concesso lo status di candidato per mere ragioni burocratiche”.

Lo status di candidato ha “un enorme significato simbolico per l’Ucraina”, ha sottolineato Zhovkva. Un funzionario ucraino, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha detto che potrebbe significare “uccidere l’ultimo pezzo di speranza” delle giovani generazioni di ucraini che stanno combattendo contro l’invasione russa.

“Cosa succederà se glielo togliamo? Continueranno a combattere perché si tratta di sopravvivenza, ma si ricorderanno che l’Europa li ha delusi”, ha aggiunto il funzionario.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato che il percorso dell’Ucraina verso la futura adesione sarà strettamente legato agli aiuti per la ripresa post-bellica forniti dall’Occidente ed è parte di una più ampia ambizione di comprendere l’Ucraina nel blocco.

In Ucraina si “potrebbe stabilire un sistema di pietre miliari e obiettivi per assicurarsi che il denaro europeo aiuti veramente il popolo ucraino e venga speso secondo le regole dell’Ue”, ha detto Von der Leyen, parlando della proposta di un Recovery per garantire la ripresa del Paese dopo la guerra.

Questo “potrebbe contribuire a combattere la corruzione. Potrebbe far allineare il contesto giuridico agli standard europei e migliorare radicalmente la capacità produttiva dell’Ucraina”, ha aggiunto. “Alla fine, aprirà la strada per il futuro dell’Ucraina all’interno dell’Ue”, ha spiegato Von der Leyen al Parlamento europeo la scorsa settimana.

Le città europee, intanto, si stanno mobilitando per sostenere le autorità locali e regionali ucraine. “Abbiamo fatto così tanto in termini di standard di integrazione europea, soprattutto a livello locale”, ha spiegato a EURACTIV Maria Mezentseva, vice presidente della commissione sull’integrazione dell’Ucraina con l’Ue della Verkhovna Rada, il Parlamento ucraino.

In piedi tra le macerie della periferia di Kiev, Mezentseva ha sottolineato che soprattutto a livello locale e regionale sono state sviluppate infrastrutture e comunità secondo gli standard europei. “Questa è integrazione europea, tutto quello che vedete in giro è integrazione europea – e dobbiamo andare avanti così”, ha detto.