Ucraina, la NATO: il rischio di un conflitto è “reale”, ma una soluzione diplomatica è ancora possibile

Il Segretari generale della NATO, Jens Stoltenberg, durante la conferenza stampa al termine del summit dei ministri degli Esteri dell'Alleanza, a Bruxelles, il 7 gennaio 2022. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL]

Il rafforzamento militare della Russia ai confini con l’Ucraina preoccupa la NATO, che vede il rischio “reale” di un conflitto e deve prepararsi a un possibile fallimento della diplomazia. Lo ha detto il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, al termine di una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri dei paesi NATO che si è svolta in videoconferenza nel pomeriggio di venerdì 7 gennaio.

“Il rafforzamento militare della Russia intorno all’Ucraina continua ed è accompagnato dalle parole minacciose di Mosca se le sue richieste non saranno accettate”, ha detto Stoltenberg. Tuttavia, ha aggiunto, le condizioni poste dal Cremlino “sono inaccettabili e il rischio di un nuovo conflitto è reale”.

Il governo russo, alla fine dello scorso anno, aveva reso pubbliche due proposte di trattato che impegnerebbero la NATO a escludere qualsiasi futura adesione dell’Ucraina, e a ridurre le sue forze vicino ai confini con la Russia. Per Stoltenberg, però, “è fuori questione per la NATO scendere a compromessi sul principio del diritto di ogni nazione di scegliere la propria strada, compreso il tipo di accordo sulla sicurezza di cui vuole far parte”. Un esplicito riferimento alla possibile adesione alla NATO di Svezia e Finlandia, ipotesi tornata d’attualità negli ultimi mesi.

Il meeting dei ministri degli Esteri ha anticipato di pochi giorni i colloqui tra Stati Uniti e Russia che dovrebbero aprirsi lunedì 10 a Ginevra proprio per disinnescare il rischio di un intervento russo in Ucraina. Mosca, inoltre, ha accettato di partecipare, mercoledì 12, a una riunione del Consiglio NATO-Russia, la prima dall’estate del 2019.

Nuove tensioni fra Nato e Russia sull'Ucraina: Mosca minaccia di schierare missili in Europa ma poi ritratta

Lunedì Mosca aveva detto sarebbe stata costretta a schierare missili nucleari a medio raggio in Europa come risposta alle recenti dichiarazioni di Biden su una ripresa del riarmo Usa nel continente europeo. Ma poi ha abbassato i toni.

Il viceministro degli …

“Questo è un segnale positivo perché le tensioni sono alte”, ha detto il segretario NATO. Il dialogo, però, potrà proseguire solo in base alle condizioni dettate dall’Alleanza: “Il governo russo deve procedere con una de-escalation, continuare a usare i canali diplomatici e rispettare i suoi impegni in termini di trasparenza delle attività militari”, ha chiesto infatti la ministra degli Esteri britannica Liz Truss, mentre il polacco Zbigniew Rau ha aggiunto che “i colloqui con la Russia non possono svolgersi in una situazione di escalation verso l’Ucraina e la Nato”.

“Noi siamo in buona fede, Mosca dimostri che vuole seriamente il dialogo”, è stato l’invito di Stoltenberg. Durante il summit, tuttavia, il segretario generale ha dovuto anche far fronte al pressing dei Paesi UE, tra i quali crescono i timori di una marginalizzazione, da parte degli Usa e dei vertici NATO, rispetto al dossier ucraino. “Nessuna discussione sulla sicurezza dell’Europa avrà luogo senza gli europei al tavolo dei negoziati”, ha garantito Stoltenberg, replicando alle parole di Ursula von der Leyen ed Emmanuel Macron, che si sono incontrati a Parigi in occasione dell’inizio del semestre francese di presidenza dell’UE.

“La soluzione deve passare dall’UE”, ha avvertito Von der Leyen, ribadendo un concetto anticipato già dall’Alto Rappresentante Josep Borrell, secondo il quale  “il periodo di Yalta”, quando le intese le siglavano Usa, Urss e Regno Unito, “è finito”. Parole a cui hanno fatto eco quelle di Macron: “L’intera situazione geopolitica nella regione richiede che l’Europa, l’Unione europea, sia in grado di offrire la sua visione delle cose, di agire e di sedersi attorno al tavolo con tutte le parti interessate”, ha affermato il presidente francese.

Per Stoltenberg, la NATO deve prepararsi “alla prospettiva che la consultazione [con la Russia] fallirà”. Se Mosca deciderà “di usare mezzi militari contro un vicino, sarà colpita da severe sanzioni economiche e politiche”, ha aggiunto, spiegando che tuttavia la NATO non interverrà militarmente, perché Kiev non fa parte dell’Alleanza. “L’Ucraina è un partner, ma non è coperta dalla clausola di difesa collettiva tra i 30 alleati”, ha detto. L’Alleanza, tuttavia, si prepara a rafforzare la sua presenza militare sul fianco orientale: “Abbiamo capacità significative”, ha sottolineato il segretario generale riferendosi alla forza di reazione rapida NATO di 40.000 uomini.

Stoltenberg (NATO): "Ci saranno conseguenze se la Russia attacca di nuovo l'Ucraina"

Mentre ci sono buone ragioni per essere preoccupati per le truppe russe vicino all’Ucraina, non ci dovrebbero essere dubbi sulla determinazione della NATO a “difendere tutti gli alleati nella regione”, ha affermato il segretario generale dell’alleanza Jens Stoltenberg a EURACTIV …

Da parte sua, il segretario di Stato statunitense, Anthony Blinken, ha promesso a Kiev che “non ci sarà nessuna  discussione sull’Ucraina senza l’Ucraina” e in una conversazione telefonica con il suo omologo ucraino, Dmytro Kouleba, ha ribadito “il sostegno incrollabile degli Stati Uniti per l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina di fronte all’aggressione in corso da parte della Russia”, secondo il Dipartimento di Stato americano.

Per Blinken, una “soluzione diplomatica” con la Russia per disinnescare la crisi ai confini dell’Ucraina “è ancora possibile”, se Mosca sarà disponibile al dialogo: “Siamo pronti a rispondere con forza a una nuova aggressione russa. Ma una soluzione diplomatica è ancora possibile, e preferibile, se la Russia sceglie questa strada”.

Mosca, ha detto ancora Blinken, “chiede che gli Stati Uniti e la NATO firmino trattati per ritirare le forze NATO di stanza sul suolo degli alleati nell’Europa centrale e orientale, e per vietare all’Ucraina di aderire alla NATO, e vuole coinvolgerci in un dibattito sulla NATO piuttosto che concentrarci sul tema caldo, cioè la sua aggressione contro l’Ucraina. Non ci lasceremo distrarre da questo”.

“Penso che faccia sicuramente parte della loro strategia presentare un elenco di richieste assolutamente inammissibili e poi affermare che l’altra parte non sta dialogando, e usare questo come giustificazione per un’aggressione”, ha concluso il segretario di Stato: “Ma la realtà è che la Russia sa benissimo cosa non possiamo accettare. E ci sono anche dossier sui quali possiamo invece dialogare”.