Ucraina, Georgia e Moldavia intensificano la cooperazione per la sicurezza nel Mar Nero

Un F16 Fighting Falcon jet fighter della forza aerea rumena, si avvicina per intercettare un aereo da guerra 'ostile' durante una esercitazione NATO sopra le acque internazionali del Mar Nero, il 2 luglio 2021. . EPA-EFE/ROBERT GHEMENT

Nell’ambito del confronto tra la Russia e l’Occidente, il cosiddetto Trio Associato – composto da Ucraina, Georgia e Moldavia – ha dichiarato di voler intensificare la cooperazione per rafforzare la sicurezza nella regione del Mar Nero.

“Se i paesi del Mar Nero e i membri della Nato più l’Ucraina, la Georgia – oltre alla Moldavia – non fanno squadra, la Russia trasformerà il Mar Nero nel suo lago interno, lo dividerà in due metà e inizierà a dominare completamente la zona”, ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, dopo l’incontro di Batumi tra i leader dei tre paesi del Trio Associato, lunedì (19 luglio).
Kuleba ha aggiunto che la Russia ha seguito un simile schema strategico in tutti e tre i paesi, che è il motivo per cui dovrebbero mirare a lavorare insieme per contrastare le intenzioni di Mosca nella regione.

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Questo commento è arrivata mentre 2.000 uomini e 30 navi di 14 membri della Nato hanno preso parte a un’esercitazione marittima guidata dalla Bulgaria, denominata Sea Breeze 2021, e svoltasi nel Mar Nero lunedì. Si tratta di un’esercitazione che ha fatto seguito a un aumento delle tensioni tra la Nato e la Russia, che nel mese di giugno aveva sparato colpi di avvertimento e lanciato bombe nel percorso del cacciatorpediniere britannico HMS Defender per inseguirlo poi fuori dalle acque del Mar Nero al largo della costa della Crimea.

La Russia rivendica tradizionalmente la sovranità politica e militare nella regione del Mar Nero e considera le acque territoriali della Crimea annessa come proprie. Mosca teme anche che ampie parti della Russia europea siano esposte al pericolo di missili occidentali a medio raggio, se la Nato dovesse aumentare la sua presenza nella regione.

Con l’incidente del mese scorso per la prima volta dalla fine della guerra fredda la Russia ha deliberatamente usato la forza armata contro una forza della Nato.
“Il Mar Nero è di importanza strategica per la Nato. L’Alleanza rimane fortemente impegnata nella sicurezza del Mar Nero”, ha detto il vice portavoce della Nato, Piers Cazalet.
Dall’annessione illegale della Crimea da parte della Russia nel 2014, la Nato ha gradualmente aumentato la sua presenza nel Mar Nero. Le navi della Nato operano regolarmente nel Mar Nero, pattugliando le acque per circa due terzi dell’anno.

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Tuttavia, secondo il trattato di Montreux, che, tra le altre cose, regola la libera circolazione delle navi nelle acque, le navi dei Paesi non confinanti sono autorizzate a rimanere nel Mar Nero per un massimo di 21 giorni. Le manovre marittime della Nato hanno quindi voluto inviare un chiaro segnale a Mosca rispetto alla rivendicazione della Russia sulla Crimea e al suo tentativo di supremazia nella regione del Mar Nero.

“Dobbiamo pensare seriamente a quale sia il ruolo della Nato nel Mar Nero, soprattutto perché abbiamo visto le recenti azioni provocatorie da parte della Russia”, ha detto Philip Breedlove, ex comandante supremo delle forze alleate in Europa (SACEUR). Breedlove ha richiamato l’obiettivo dell’alleanza di aggiornare il suo decennale Concetto Strategico, un documento che delineerà gli obiettivi della Nato al 2030.

“La Nato è stata abbastanza morbida rispetto a ciò che la Russia sta facendo nella regione del Mar Nero, e questa è la cattiva notizia. La buona notizia invece è che si vede che questo atteggiamento sta cambiando”, ha detto, aggiungendo che lo hanno dimostrato soprattutto le esercitazioni di “libertà di navigazione” guidate dagli Stati Uniti.
Gli esperti di sicurezza d’altra parte temono che la portata dei sistemi di difesa aerea russi S-400 di stanza in Crimea possano rendere vulnerabile non solo il sud dell’Ucraina ma anche la costa della Romania.

“Siccome i nostri attuali impegni militari stanno cominciando a chiudersi, abbiamo bisogno di sviluppare una nuova serie di impegni militari duraturi tra gli Stati Uniti e la Georgia, e tra la Nato e la Georgia; così come bisogno di decidere quale sarà il prossimo passo nel nostro impegno militare con l’Ucraina per aiutarla ad essere più capace di difendersi”, ha detto l’ex generale della Nato.
Breedlove ha detto che i membri dell’alleanza come la Turchia e la Romania, che recentemente hanno intensificato gli sforzi nel portare più capacità militari nella regione, potrebbero aprire la strada a questa nuova strategia.

Tuttavia, tra i vicini della Russia nel Mar Nero, solo la Marina turca può contrastare la Russia. La marina ucraina ha perso la maggior parte delle sue navi dopo l’annessione della Crimea, la Georgia ha limitato la sua marina alla guardia costiera per motivi finanziari, e la Romania e soprattutto la Bulgaria hanno finora poco da offrire come deterrente contro la Russia.

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Spiegando l’approccio dell’Ue e della Nato alla regione del Mar Nero, Bruno Lété, senior fellow di sicurezza e difesa al German Marshall Fund degli Stati Uniti (GMFUS) a Bruxelles, ha detto di essere “più preoccupato per l’unità interna degli europei e della Nato”. Secondo lui, “le istituzioni dell’Ue a Bruxelles hanno finalmente capito che il Mar Nero è un’area prioritaria, più che mai”. “Tuttavia, vediamo anche – e dobbiamo essere onesti su questo – che non tutti i paesi dell’Ue la pensano allo stesso modo quando si tratta dell’importanza del Mar Nero come una regione dove dobbiamo aumentare gli sforzi ed essere presenti”, ha detto Lété.

Gli europei dell’est, specialmente nel quadro dell’Iniziativa dei tre mari guidata dagli Stati Uniti, hanno fatto diversi tentativi per evitare che il Mar Nero diventi un “buco nero geopolitico”. Un’idea è quella di estendere la cooperazione con i membri non Ue come la Georgia, l’Ucraina e la Moldavia. Questo, tuttavia, secondo Lété non significa che ci dovrebbe essere una soluzione militare.