Ucraina, Biden partecipa al Consiglio europeo: sul tavolo nuove sanzioni contro la Russia

Il presidente americano Joe Biden e il presidente francese Emmanuel Macron arrivano al vertice della Nato. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET]

I leader dell’Ue e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden sono a Bruxelles per una due giorni di vertici incentrati sulla crisi in Ucraina, da quello della Nato alle riunioni del G7 e del Consiglio europeo. È la prima volta che il presidente americano partecipa in presenza alla riunione dei capi di Stato e di governo dei 27 Paesi membri.

Sul tavolo c’è il tema delle nuove sanzioni contro la Russia, sulle quali al momento non c’è unità all’interno dell’Ue. “Biden annuncerà nuove sanzioni su figure politiche, oligarchi e entità russe”, ha detto il capo della sicurezza nazionale americana Jake Sullivan. Le differenze di vedute tra Washington e gli alleati europei non mancano. L’obiettivo dunque è trovare una sintesi.

Il tema dell’energia, che verrà discusso nella giornata di venerdì 25 marzo, continua ad essere il più spinoso. I Paesi dell’Est concordano sulla necessità di colpire le esportazioni energetiche russe, altri come Germania e Italia invitano alla prudenza. La Polonia chiederà un embargo delle importazioni di petrolio e carbone. Una richiesta condivisa anche da Irlanda, Paesi Baltici e altri Stati membri. Ma Berlino su questo sembra irremovibile.

“Il governo tedesco non ha cambiato posizione”, ha risposto il cancelliere tedesco Olaf Scholz a chi gli chiedeva se immagina possibile un compromesso per un embargo parziale (di carbone e petrolio) dalla Russia in Europa. “L’Europa con i suoi amici ha deciso le maggiori sanzioni che siano mai state disposte contro un paese così grande e si vedono gli effetti, e ogni giorno diventerà più drammatico. È importante però che le misure siano sostenibili. Perché su una cosa dobbiamo essere chiari: può darsi che non si tratti di una situazione di breve durata, ma di un lungo conflitto. E dobbiamo reggere tutti insieme. Perciò la posizione del governo tedesco non è cambiata”, ha spiegato. “Questo vale inoltre anche per tanti tanti paesi, dipendenti anche più della Germania dall’energia russa, e a nessuno si deve voltare le spalle”, ha aggiunto il cancelliere. Il punto su cui tutti i leader sono d’accordo è che bisogna ridurre il più rapidamente possibile la dipendenza dal gas e dal petrolio della Russia, ma senza pericolose corse in avanti.

G7

“Il G7 è pronto ad adottare nuove sanzioni e continuerà a lavorare per evitare che quelle già decise vengano aggirate anche con la vendita di oro da parte della banca centrale russa”, si legge nelle conclusioni del vertice di Bruxelles.

I leader del G7 sottolineano di essere determinati a imporre “severe conseguenze” alla Russia per la sua aggressione all’Ucraina, “compresa la piena applicazione delle misure economiche e finanziarie già decise”. Per questo i Paesi del G7 continueranno a portare avanti una stretta cooperazione e cercheranno di coinvolgere anche altri governi in queste azioni.

“Sollecitiamo tutti i Paesi a non dare alla Russia assistenza militare o di qualsiasi altro genere” che possa aiutare Mosca a portare avanti la sua aggressione contro l’Ucraina, fanno sapere. “Vigileremo su qualsiasi tipo di assistenza di questo genere”, continua il comunicato. Malgrado non vi sia alcun riferimento esplicito Cina, secondo gli esperti è chiaro che il messaggio è rivolto in particolare a Pechino.

La posizione dell’Italia

“Si è discusso di sicurezza energetica e agroalimentare”. “L’Ue vuole diventare indipendente dal gas russo”, ha spiegato il presidente del Consiglio Mario Draghi in un punto stampa a Bruxelles, dopo il vertice Nato e quello del G7 . “Non è possibile coinvolgere né Nato né Ue nella garanzia di una no fly zone”, ha aggiunto. Riguardo alle spese militari dell’Italia il presidente del consiglio ha ribadito “l’impegno nei confronti della Nato, abbiamo questo impegno storico e continueremo a osservarlo”.