Ucraina, aumento militari russi al confine: Kiev chiede di entrare nella Nato

Il presidente ucraino Zelensky (dx) e il capo della Nato Stoltenberg (sx) durante una visita a Kiev nell'ottobre 2019. [EPA-EFE/STEPAN FRANKO]

Il presidente ucraino Zelenskiy vuole definire un percorso di ingresso nel Patto nord-atlantico per porre fine al conflitto con Mosca. Prosegue la trasgressione del cessate il fuoco.

L’ammasso di truppe russe a ridosso della regione ucraine del Donbass e del Donetsk ha portato il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskiy ad invitare la Nato a delineare un percorso per l’Ucraina per unirsi all’alleanza nord-atlantica.

Nelle regioni amministrate da Kiev, ma occupate dalle milizie filo-russe, avvengono continue trasgressioni del cessate il fuoco (che persistono anche in queste ore) da parte delle forze sostenute da Mosca che, tra l’altro, non ha mancato di rimproverare il presidente ucraino per aver tirato in ballo il Patto militare occidentale, dicendo che una mossa del genere non può fare altro che andare verso un rischio di recrudescenza delle violenze.

Il Cremlino non nega i recenti movimenti di truppe, ma ha insiste nel dire che non sta “minacciando nessuno” e ha avvertito che prenderà le “misure” necessarie in caso di qualsiasi dispiegamento militare occidentale in Ucraina. I separatisti sostenuti dalla Russia combattono dal 2014 contro le forze ucraine nel Donbass. Secondo le fonti di Kiev il conflitto avrebbe ucciso 14.000 persone.

Zelenskiy, rivolgendosi al segretario generale dell’alleanza Jens Stoltenberg, ha detto che “la Nato è l’unico modo per porre fine alla guerra nel Donbass”, hanno fatto sapere dall’ufficio presidenziale. Per Kiev, un piano d’azione per l’adesione che stabilisca il percorso di ingresso dell’Ucraina nell’alleanza, “sarà un vero segnale per la Russia”, hanno fatto sapere, manifestando la necessità di rafforzare la presenza militare Nato nella regione del Mar Nero.

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Stoltenberg ha detto di aver preso contatto con Zelensky “per esprimere serie preoccupazioni sulle attività militari della Russia in Ucraina e nei dintorni e sulle violazioni del cessate il fuoco in corso”, ribadendo che “la Nato sostiene fermamente la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”, rinnovando l’impegno di “stretta collaborazione”. Solidarietà per l’Ucraina è arrivata anche dalle principali potenze dell’alleanza, tra cui Stati Uniti e Gran Bretagna, e dall’Unione europea, che conta il maggior numero di stati aderenti.

Già a febbraio 2021, Usa e Ue hanno accusato la Russia di bloccare tutte le possibili soluzioni al conflitto dell’Ucraina orientale e la settimana scorsa avevano manifestato ulteriori preoccupazioni dopo che il capo delle forze armate ucraine ha relazionato in Parlamento sui vari movimenti militari russi.

La questione del rapporto con la Russia è stato inoltre uno dei temi principali del meeting dei ministri degli Esteri Nato di fine marzo, dove erano presente il segretario di Stato Usa Anthony Blinken e l’alto rappresentante Ue Josep Borrell. In quel contesto Stoltenbrg ha affermato alla stampa come “la relazione tra Nato e Russia è stata difficile ed è il risultato del comportamento di Mosca” citando le “azioni aggressive” perseguite sia nei confronti degli alleati Nato che verso altri Paesi.