Turismo, l’Ue riapre alla Cina ma potrebbe lasciar fuori americani e russi

Un gruppo di turisti si fa un selfie davanti all'Arc de Triomphe a Parigi, 15 marzo 2020. [Ian Langsdon/EPA/EFE]

Le nazioni dell’UE potrebbero lasciare chiuse le loro frontiere ai viaggiatori statunitensi a causa di come Washington ha gestito la pandemia. Lo ha riferito martedì (23 giugno) il New York Times, citando funzionari europei rimasti anonimi.

Un funzionario coinvolto nei colloqui tra i membri dell’Unione Europea su chi dovrebbe essere autorizzato a entrare in Europa ha condiviso le bozze delle liste delle nazioni consentite – gli americani non ne facevano parte.

Un secondo funzionario coinvolto nei colloqui ha confermato le liste, che non sono state rese pubbliche, e altri due hanno confermato il loro contenuto.

Non era chiaro se i funzionari statunitensi fossero stati informati in anticipo del fatto che gli americani sarebbero stati esclusi dalla progressiva riapertura delle frontiere esterne all’Ue del 1° luglio.

Entrambe le bozze di liste consentirebbero l’accesso ai viaggiatori provenienti dalla Cina, dove il virus è emerso alla fine dell’anno scorso, ma escludono gli americani, così come i brasiliani e i russi.

I funzionari intervistati dal Times hanno detto che gli Stati Uniti potrebbero essere aggiunti alla lista dei viaggiatori accettabili se il numero di casi di coronavirus del Paese dovesse diminuire. Ma quei funzionari hanno definito “altamente improbabile” un’eccezione iniziale per gli Stati Uniti, ha riferito il Times.

Il rapporto chiarisce anche che la composizione delle liste è ancora in corso e potrebbe essere modificata prima della scadenza.

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Gli Stati Uniti sono di gran lunga la nazione più colpita dal nuovo coronavirus, con oltre 2,3 milioni di casi e più di 120.000 decessi confermati.

I Paesi dell’Unione Europea sono stati in gran parte chiusi a tutti i cittadini extracomunitari, tranne che nei casi di “viaggi essenziali”, da metà marzo.

Allo stesso modo, gli Stati Uniti hanno chiuso le frontiere alla maggior parte dei cittadini europei più o meno nello stesso periodo.

I picchi nei tassi di infezione in diversi Stati USA fanno temere all’Europa la possibilità che i viaggiatori possano scatenare una seconda ondata di infezioni nel continente.

Ma l’esclusione dei turisti statunitensi, per i Paesi che cercano di rimettersi in piedi economicamente dopo mesi di isolamento, potrebbe significare una perdita di milioni di dollari di entrate turistiche.

Alcuni Paesi dell’Unione Europea hanno già aperto le loro frontiere ai visitatori extracomunitari.