Turchia, fonti di Bruxelles: “Se l’Ue si mostra unita, Erdogan farà un passo indietro”

Il presidente turco Erdogan parla ai membri del partito di Governo AKP durante la riunione parlamentare del 14 ottobre 2020. EPA-EFE/UFFICIO STAMPA DEL PRESIDENTE TURCO

Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan farà un passo indietro rispetto alla sua posizione aggressiva nei confronti dell’Europa “appena l’Ue darà un segno di unità”, ha dichiarato una fonte a Bruxelles a Euractiv.com.

“L’Europa ora capisce che Erdoğan sta usando la tattica del presidente russo Vladimir Putin. Con le sue mosse, mette alla prova la reazione dell’Europa e, di conseguenza, vede fin dove può arrivare”, ha aggiunto la fonte, precisando che la tattica del presidente turco mira a sondare il terreno o ad arrivare a un confronto serrato con l’Europa.

“Venerdì scorso (20 novembre) si è svolto un incontro con il consigliere di Erdoğan Ibrahim Kalin: sabato Erdoğan ha detto che la Turchia appartiene all’Europa. Allo stesso tempo ha emesso un nuovo Navtex nel Mediterraneo orientale e poi si è verificato l’incidente con l’operazione Irini. Sembra che Erdoğan stia scherzando, che stia sondando il terreno o che voglia un confronto serrato”, ha detto la fonte, aggiungendo che uno scenario non esclude l’altro.

Navtex è un sistema automatizzato utilizzato per trasmettere allarmi di navigazione, avvertimenti meteorologici e informazioni urgenti sulla sicurezza e il soccorso. È ampiamente utilizzato per avvertire delle esercitazioni militari.

I leader dell’Ue si confronteranno il 10-11 dicembre, in  un vertice per decidere i prossimi passi riguardanti le relazioni Ue-Turchia in un contesto di crescente escalation su una serie di questioni, che vanno dalle trivellazioni di gas nel Mediterraneo orientale, a tensioni con la Francia e, più recentemente, con la Germania.

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Germania, Italia, Spagna e Ungheria sono tra i Paesi dell’Unione europea che finora si sono opposti alle sanzioni dell’Ue contro Ankara, affermando che il dialogo dovrebbe essere prioritario. La Bulgaria non ha preso posizione, ma il suo primo ministro Boyko Borissov è visto come l’uomo di Erdoğan nell’Ue.

Ma secondo la fonte, le cose stanno leggermente mutando. “Il clima sta cambiando anche in quei Paesi che sono stati riluttanti a imporre sanzioni, perché la Turchia non ha nulla di positivo da presentare”. “L’ungherese Viktor Orbán sostiene fortemente Erdoğan perché entrambi hanno la stessa logica autoritaria di Putin”, ha affermato.

Parlando al Parlamento europeo il 24 novembre, l’alto rappresentante dell’Unione europea Josep Borrell ha affermato: “Al prossimo vertice dovremo prendere decisioni importanti sulle nostre relazioni con la Turchia”, ha detto l’Alto rappresentante. Borrell, pur precisando che l’Ue è al fianco di Cipro e della Grecia, ha aggiunto che non spetta a lui decidere se ci saranno o meno sanzioni. “I leader dell’Ue dovranno prendere delle decisioni”, ha ribadito.

L’incidente con l’operazione Irini

In comunicato pubblicato il 24 novembre, l’esecutivo di Bruxelles ha fornito dettagli sulla recente ispezione di una nave turca da parte di una fregata tedesca impegnata nell’operazione Irini al largo della Libia. La Turchia ha impedito all’unità militare di effettuare una perquisizione completa della nave che si sospettava portasse armi in Libia.

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La Commissione europea, precisando che sono state rispetto le pratiche marittime internazionali, ha affermato che “l’operazione Irini ha fatto tutto il possibile per ottenere il consenso dello Stato di bandiera, dando al ministero degli Affari esteri turco un preavviso di 4 ore in linea con la prassi marittima internazionale. L’operazione Irini ha persino accettato di prolungare questo preavviso di un’ora in più su richiesta dell’Ambasciata di Turchia a Roma, dove si trova il quartier generale dell’operazione Irini”, ha spiegato l’esecutivo dell’Ue.

La Commissione ha aggiunto di non aver ricevuto risposta dalla Turchia dopo il tempo trascorso e che i militari di Irini sono saliti a bordo della nave e l’hanno ispezionata secondo le procedure concordate a livello internazionale, comprese quelle della Nato.

“L’ispezione è stata sospesa in seguito, quando la Turchia ha formalmente e con ritardo notificato il suo rifiuto di concedere il permesso di ispezionare la nave. Fino ad allora, l’ispezione non aveva trovato alcuna prova di materiale illecito a bordo e la nave era stata autorizzata a proseguire la sua rotta”, ha aggiunto la Commissione.

Secondo le fonti, in base alle leggi internazionale, gli Stati hanno il diritto di negare l’ispezione, come è accaduto in passato. Ma è una prassi “insolita” che un Paese non risponda a una richiesta di ispezione entro 4 ore. Le stesse fonti hanno aggiunto che l’equipaggio è stato molto collaborativo e a Bruxelles molti sospettano che il governo turco volesse solo politicizzare la questione.