Trattato armi atomiche, per la Russia sono “inaccettabili” le condizioni Usa sulla proroga

Un missile balistico intercontinentale statunitense Minutemen, non armato, in un tubo di lancio. [EPA/JIM LO SCALZO]

Mosca rispedisce al mittente la proposta statunitense sul New Start che scadrà nel febbraio 2021 annunciando che non ci sarà nessun accordo in concomitanza con le elezioni americane. Intanto anche il fronte europeo si scalda dopo le sanzioni per il caso Navalny.

A meno di quattro mesi dalla scadenza del Nuovo trattato Start, gli Stati Uniti hanno dichiarato martedì 13 ottobre, di aver raggiunto un “accordo di principio” con la Russia sulla proroga dell’ultimo accordo bilaterale di controllo delle armi nucleari rimasto tra Washington e Mosca. La parte russa, tuttavia, ha respinto le condizioni come “inaccettabili”.

“Siamo infatti disposti a prorogare il trattato New Start per un certo periodo di tempo a condizione che, in cambio, accettino una limitazione – un congelamento – del loro arsenale nucleare”, ha detto l’inviato speciale Usa per il controllo degli armamenti, l’ambasciatore Marshall Billingslea.

Il Nuovo trattato sulle armi strategiche del 2010 New Start limita il numero di testate nucleari a lungo raggio dispiegate per ogni Paese e scadrà nel febbraio 2021, a meno che Washington e Mosca non decidano di rinnovarlo.

“Crediamo che ci sia un accordo di principio ai più alti livelli dei nostri due governi”, ha detto Billingslea, aggiungendo che Mosca deve ancora dare l’approvazione finale al “gentlemen’s agreement” e definire ulteriori dettagli.

“Siamo pronti a concludere questo accordo. In effetti, possiamo concluderlo domani. Ma Mosca dovrà dimostrare la volontà politica di farlo”, ha detto in un evento organizzato dalla Heritage Foundation, un think tank con sede a Washington.

Billingslea ha anche detto che la Casa Bianca insiste ancora sulla partecipazione della Cina, il cui programma nucleare sta progredendo rapidamente.

“Tutto ciò cui siamo d’accordo con i russi deve essere inquadrato e formattato in modo da poter estendere l’accordo ai cinesi quando saranno finalmente portati al tavolo delle trattative”, ha detto Billingslea.

La proposta, tuttavia, è già stata precedentemente respinta da Pechino, che ha chiesto di includere anche altre potenze nucleari come Regno Unito e Francia.

Billingslea ha detto che gli Usa stanno ancora cercando misure di verifica da parte della Russia e sono disposti a intraprendere passi reciproci. “Se c’è una cosa che sappiamo sui russi è che sono dei trasgressori seriali dei trattati”, ha detto.

Mosca nega l’accordo

Mentre parlava, però, il viceministro degli Esteri russo Sergey Ryabkov ha negato un accordo, anche in linea di principio, che era stato raggiunto e ha definito “inaccettabili” le proposte su  Start da parte degli Stati Uniti.

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“La posizione statunitense a favore del congelamento ci è nota da tempo, per noi è inaccettabile”, ha affermato Ryabkov, come riportato dall’agenzia di stampa russa Ria Novosti.

“Questo non perché siamo contrari al congelamento, ma perché dobbiamo affrontare i problemi di stabilità strategica in un ambiente complesso: dobbiamo occuparci dei veicoli di lancio, dobbiamo occuparci dello spazio, dobbiamo occuparci della difesa missilistica – un sistema che gli Stati Uniti stanno creando – è necessario occuparsi dei loro nuovi vettori strategici in attrezzature convenzionali”, ha aggiunto Ryabkov.

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Ryabkov ha anche detto che gli Usa non riceveranno dalla Russia alcun accordo sulle armi strategiche offensive “in concomitanza con le loro elezioni” del 3 novembre.

“Se gli americani devono riferire ai loro superiori qualcosa su cui presumibilmente si sono accordati con la Federazione Russa prima delle loro elezioni, non lo otterranno”, ha detto Ryabkov.

Washington e Mosca sono state impegnate in colloqui strategici di stabilità negli ultimi mesi in relazione ai loro arsenali nucleari e all’estensione dell’accordo di riferimento.

La settimana scorsa, le delegazioni guidate da Billingslea e Ryabkov si sono incontrate a Helsinki per l’ennesimo ciclo di colloqui, ma non era chiaro se ci fosse stata una vera svolta.

Il Cremlino ha detto mercoledì scorso (7 ottobre) di non vedere alcun motivo di ottimismo nei colloqui della Russia con gli Stati Uniti sull’estensione del grande patto di controllo degli armamenti nucleari e di volere che i negoziati abbiano più successo.

Gli europei chiedono un accordo

Martedì scorso, un gruppo di oltre 75 parlamentari europei provenienti da più di 20 capitali europee, il Parlamento europeo e l’Assemblea parlamentare della Nato hanno invitato congiuntamente i loro omologhi del Congresso Usa a intraprendere un’azione bipartisan per sollecitare il governo Usa ad accettare l’estensione di New Start.

Nella loro lettera, i diplomatici e i parlamentari europei chiedono al Congresso americano di convincere l’amministrazione statunitense a prorogare il trattato.

“Come funzionari che si sforzano di proteggere la salute e la sicurezza di milioni di cittadini europei, ci sentiamo angosciati dalla possibilità che il New Start possa scadere in meno di sei mesi”, hanno scritto alla Commissione per gli Affari Esteri della Camera e alla Commissione per le Relazioni con l’Estero del Senato.

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I firmatari hanno espresso il loro sostegno all’obiettivo dell’amministrazione Trump di negoziare un nuovo trattato con Mosca che copra più armi e che possa includere anche la Cina, ma hanno sottolineato che potrebbe non esserci abbastanza tempo per rinegoziare un nuovo trattato così complesso con più attori.

“Estendere la durata del New Start non è una fine”, hanno scritto. “È uno strumento reciprocamente vantaggioso per mantenere la stabilità, la trasparenza e la prevedibilità, mentre scriviamo insieme un nuovo capitolo sul controllo delle armi”.

Hanno anche ricordato i commenti fatti dal Segretario Generale della Nato Jens Stoltenberg nell’estate di quest’anno, che ha esortato a non “finire in una situazione in cui non abbiamo alcun accordo che regoli il numero di armi nucleari nel mondo”.

Anche il fronte europeo si scalda

Se le questioni atomiche rappresentano indubbiamente un complesso nodo da sciogliere, anche quelle sulle relazioni con l’Ue rappresentano un problema aperto.

Non più tardi di lunedì 12 ottobre i ministri degli Esteri dell’Unione hanno approvato sanzioni mirate, a persone ed entità maggiormente responsabili, riguardo all’avvelenamento del leader russo dell’opposizione Alexei Navalny.

Nella giornata di ieri, martedì 13 ottobre, Il ministro russo degli Esteri Sergei Lavrov ha avvertito l’Unione europea contro la sospensione del dialogo rispetto alle tensioni sul caso Navalny.

Il diplomatico di Mosca accusa che i responsabili della politica estera Ue non capiscono la necessità di un confronto basato sul rispetto reciproco.

“Forse dovremmo smettere di parlare con loro per un po’, specie quando Ursula von der Leyen dice che la partnership geopolitica non funzionerà con l’attuale apparato russo”, ha detto Lavrov, secondo quanto riferito dall’agenzia stampa Interfax, in un intervento ad un forum di esperti con ospite il Ministro che, comunicano dagli Affari esteri russi, ha parlato nella stessa giornata anche con il capo diplomatico Ue Josep Borrell.

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