Tensioni Ue-Russia: a Mosca prove di dialogo, ma Lavrov lancia accuse all’Occidente

I ministri degli Esteri portoghese Santos Silva (sx) e il russo Lavrov durante il loro incontro a Mosca, il 31 maggio 2021. [EPA-EFE/PAVEL GOLOVKIN / POOL]

Il ministro degli Esteri russo è tornato sulle questioni in sospeso, tra cui quelle più recenti riguardanti la Bielorussia, nell’incontro con il collega del Portogallo organizzato dal Riac e dalla presidenza portoghese dell’Unione.

I rapporti tra Unione europea e Russia sono ai minimi storici, ma la diplomazia è impegnata a fare rientrare, o almeno a contenere, gli attriti tra Mosca e Bruxelles. Relazioni che, per vari motivi, non possono permettersi di deteriorare ulteriormente.

Così nella giornata di ieri, lunedì 31 maggio, si è tenuto l’incontro Ue-Russia organizzato a Mosca dal Consiglio russo degli affari internazionali (Riac) e dalla presidenza portoghese di turno dell’Unione, dove sono intervenuti il ministro veterano della politica estera russa Sergei Lavrov e l’omologo portoghese Augusto Santos Silva. Al centro degli argomenti le prospettive per l’organizzazione di un “anno della cultura” tra i due paesi, con iniziative comuni culturali e sull’istruzione, accompagnati da scambi tra giovani cittadini.

Ma a tenere banco è stata la condizione delle peggiorate relazioni, con il ministro degli Esteri russo che non ha nascosto le preoccupazioni del Cremlino. Sebbene speranzoso che “alla fine prevalga il buon senso e che saremo in grado di iniziare a mettere a punto un nuovo modello equilibrato di relazioni che si basi sui principi del diritto internazionale”, Lavrov ha detto anche che Mosca non rimarrà passiva di fronte alle azioni dell’Ue contro la madrepatria russa.

“La Russia resta pronta per una cooperazione equa e leale – ha affermato il Ministro -. Ma questo non significa che lasceremo senza una risposta i nuovi passi ostili, i tentativi di parlarci da una posizione di forza e l’ingerenza nei nostri affari interni”. “Tali passi sono in preparazione – ha minacciato -. Seguirà sicuramente una risposta”.

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Come riporta Euractiv.com, Lavrov non si è astenuto dall’attribuire tutte le colpe di questa situazione all’Occidente, ripetendo la narrazione del Cremlino secondo la quale la rivoluzione filo-occidentale in Ucraina era un colpo di stato fomentato da Ovest, senza però fare riferimento al fatto che la Russia ha invaso e annesso la Crimea e all’installazione di regimi fantoccio filorussi nelle province ucraine di Donetsk e Lugansk, dove le milizie separatiste vicine a Mosca hanno trasgredito ripetutamente il cessate il fuoco causando vittime.

L’esponente della diplomazia del Paese euroasiatico, ha fatto ricorso all’argomento della “negazione plausibile” quando le autorità occidentali di polizia hanno puntato il dito contro il coinvolgimento di Mosca in una serie di incidenti diplomatici.

Questi includono una serie di tentativi di assassinio sul suolo europeo utilizzando il Novichok (un veleno in uso nell’ambito militare), causando un’esplosione in un deposito di armi nella Repubblica Ceca nel 2014 e, più recentemente, la questione dell’atterraggio forzato a Minsk di un volo Ryanair per Vilnius che trasportava il giornalista dissidente bielorusso Roman Protasevich, oppositore del dittatore Lukashenko, il 23 maggio scorso.

Poi, senza citare casi concreti, Lavrov ha detto che “la presunzione di innocenza è stata sostituita dalla presunzione di colpevolezza per difetto”. “Proprio di recente, l’Ue ha annunciato che l’incidente in Bielorussia non avrebbe potuto avere luogo senza la conoscenza di Mosca”, ha affermato il titolare degli Esteri russo, accusando l’Occidente di “allontanarsi ulteriormente dalle norme universali del diritto internazionale” e lamentando “le narrazioni create artificialmente sulle azioni malevole di Mosca, che non hanno nulla a che fare con la politica reale, le intenzioni dello stato russo o le aspirazioni dei russi”.

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Ha aggiunto che la situazione è stata ulteriormente esacerbata da “questa narrazione che diventa il fondamento ideologico per le politiche militari dirette contro il nostro paese e verso un avvicinamento militare tra l’Ue e la Nato su basi anti-Russia”, prima di menzionare il prossimo vertice della Nato previsto per il 14 giugno.

Lavrov ha sostenuto che queste tendenze sarebbero reversibili, se l’Ue abbandonasse le sue linee di “propaganda”, abolendo i “cinque principi guida” per le relazioni dell’Unione con la Russia. “I ‘principi guida’ inventati dal predecessore di Josep Borrell, Federica Mogherini, sono ovviamente incapaci di svolgere questo ruolo”, ha dichiarato, dicendo poi che “un approccio master-slave non funziona più nei modelli di cooperazione”.

“Politicamente, non esiste né il mondo della Nato né quello dell’Ue” in quanto “i paesi stanno acquisendo libertà di scelta per quanto riguarda i modelli di sviluppo e la partecipazione ai progetti di integrazione”, ha affermato Lavrov sostenendo che “questa è la realtà”.

L’uomo del Cremlino, ribadendo che non mancheranno risposte della Russia a “nuovi passi ostili”, né “tentativi di parlare con noi da posizioni di forza e di interferenza nei nostri affari interni”, ha detto che “i preparativi per tali passi sono in corso”. “Tuttavia, essi scateneranno una risposta”, ha detto.

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“Vorrei sottolineare che coloro che iniziano questa politica viziosa (qualcosa che noi non faremo mai) dovrebbero pensare due volte se questo risponde agli interessi dell’Europa”, ha avvertito.

Il massimo diplomatico russo ha consigliato poi agli europei di lasciare “la vecchia zona di comfort” e di determinare le proprie relazioni strategiche, “compresa la realizzazione dei loro naturali vantaggi competitivi di essere parte di un’Eurasia in rapido sviluppo”.

“Se l’Europa fa questo, saremo in grado di passare dall’attuale coesistenza conflittuale a una coesistenza senza conflitti, anche se competitiva – ha detto -. Forse saremo in grado di fare anche meglio di così”.

E riferendosi al prossimo vertice di Ginevra con gli Usa, del 16 giugno, il Ministro ha detto che Mosca è disponibile a “parlare di tutto”, compresi i diritti umani: “Non abbiamo argomenti tabù”, ha detto.