Tensioni Ucraina-Russia: Mosca annuncia la fine delle esercitazioni militari, ma la Nato continuerà a vigilare

Un momento delle esercitazioni in Crimea nella foto diffusa dalla Difesa russa il 22 aprile 2021. [EPA-EFE/VADIM SAVITSKY/MINISTERO DELLA DIFESA RUSSO]

Le vaste manovre dell’esercito russo, a ridosso dei confini con l’ex federata ai tempi dell’Urss, avevano generato le preoccupazioni occidentali. L’esperto Ash: “Putin sta cercando di far capire che in Ucraina si tratta di una guerra civile”. Le reazioni in Occidente.

Dal Cremlino è arrivato l’annuncio della conclusione delle esercitazioni militari al confine con l’Ucraina, giovedì 22 aprile, dopo che il ministro della Difesa russo Serghei Shoigu ha ordinato alle truppe di tornare alle loro basi, dopo le grandi esercitazioni che hanno visto coinvolte decine di navi della Marina, centinaia di aerei da guerra e migliaia di truppe.

Parallelamente all’annuncio, il presidente Vladimir Putin ha invitato il leader ucraino Volodymyr Zelenskiy per colloqui a Mosca, dopo settimane di combattimenti nell’est dell’Ucraina tra truppe governative e separatisti filo-mosca.

All’inizio della giornata di giovedì il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu ha supervisionato le esercitazioni nella Crimea annessa a Mosca e ha detto che i soldati avrebbero iniziato a tornare alle loro basi permanenti venerdì.

“Le truppe hanno dimostrato la loro capacità di garantire la protezione del nostro paese”, ha detto dopo aver sorvolato il poligono di tiro di Opuk in elicottero, aggiungendo che il ritiro delle truppe dovrebbe essere completato entro il 1 ° maggio.

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Il presidente ucraino ha invitato l’omologo russo a trovarsi nelle aree orientali devastate dalla guerra, sottolineando che con la recrudescenza dei combattimenti milioni di vite sono in gioco, ma per ora non è arrivata nessuna risposta dal Cremlino. Il ministro …

I livelli di tensione dei giorni scorsi hanno fatto crescere le preoccupazioni occidentali, in particolare quelle di Unione europea e Stati Uniti, che hanno più volte invitato Mosca a ritirare le truppe.

Le prime reazioni occidentali

In casa Nato e a Kiev la notizia del ritiro è stata salutata con favore, ma l’attenzione rimane comunque alta. Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyj ha affermato su Twitter che “la riduzione delle truppe al nostro confine riduce proporzionalmente la tensione”, mentre un funzionario dell’Alleanza nord-atlantica ha sottolineato che “qualsiasi passo verso la riduzione dell’escalation da parte della Russia sarebbe importante e molto atteso”, evidenziando che “la Nato rimane vigile” e che continuerà “a monitorare da vicino la formazione militare ingiustificata della Russia in Ucraina e dintorni”.

Contemporaneamente, il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un messaggio distensivo dicendo all’omologo ucraino di essere il benvenuto a Mosca “in qualsiasi momento”. “Se il presidente Zelenskiy vuole iniziare a riparare i rapporti, allora ovviamente lo accogliamo con favore”, ha detto il capo del Cremlino.

Ma il leader russo ha anche sottolineato che che se Kiev sperava di risolvere i problemi nell’Ucraina orientale, avrebbe dovuto prima incontrare i leader delle regioni separatiste a Donetsk e Lugansk. Zelenskyj, proprio questa settimana, aveva invitato Putin a tenere colloqui sulla linea del fronte, dicendo che erano in gioco milioni di vite minacciate da una nuova guerra della quale c’erano tutti i segnali.

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Visita tedesca, poi a Bruxelles, per il segretario alla Difesa di Washington che ha espresso la ‘linea Biden’, invertendo la rotta trumpista ostile a Berlino. Condivise con Stoltenberg le preoccupazioni sulla contesa russo-ucraina.

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“Abbiamo sentito le parole” di Putin, ha detto ai giornalisti il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price, aggiungendo “che quello che cercheremo è l’azione”, lasciando intendere che Washington si aspetta che Mosca dia seguito alle promesse.

Il ruolo di Putin come ‘playing games’

Timothy Ash, stratega senior dei mercati emergenti presso Bluebay asset management con sede a Londra, ha affermato su Euractiv.com che Putin si è comportato sostanzialmente da ‘playing games’ ed era difficile per il leader ucraino accettare colloqui diretti con i separatisti.

“Tutti sanno che questo è un conflitto tra stato e stato, ma Putin sta cercando di far capire che si tratta di una guerra civile in Ucraina”, ha detto l’esperto. Intanto, si apprende da Euractiv.com che Kiev ha comunicato di “un altro soldato morto per ferite da schegge” quando le “forze armate russe hanno bombardato le posizioni dell’Ucraina” nella giornata di giovedì.

La missione di monitoraggio dell’Osce in Ucraina orientale ha lanciato l’allarme per “restrizioni e impedimenti quasi senza precedenti” alla propria capacità di operare e per l’aumento del numero di vittime civili, che si aggiungono ai 30 soldati ucraini uccisi dall’inizio dell’anno, rispetto ai 50 complessivi del 2020.

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In tutto sono 13.000 le vittime dall’inizio del conflitto nelle regioni interessate nel 2014, anno in cui la Russia ha invaso la Crimea e dato un massiccio supporto ai separatisti filo-russi nelle regioni orientali amministrate da Kiev.

I numeri della tensione

L’Occidente e l’Ucraina accusano da mesi la Russia di trasgredire il cessate il fuoco ed inviare truppe e armi oltre il confine, ma Mosca ha negato ogni operazione ostile. L’Ue ha stimato questa settimana che il numero di truppe russe lungo il confine ucraino ammonti ben oltre le 100.000 unità.

Il ministro Shoigu ha descritto però il movimento delle truppe russe come esercitazioni di addestramento in risposta ad azioni “minacciose” della Nato, giustificandole, in sostanza, come una reazione alle massicce esercitazioni Nato ‘Defender Europe 2021’ che vanno dal Baltico al Mar Nero.

Mosca ha detto che circa 10.000 soldati russi e oltre 40 navi da guerra e altre navi stavano partecipando alle esercitazioni in Crimea e ha annunciato che intende chiudere aree del Mar Nero ai militari stranieri e ad altre navi ‘ostili’ per sei mesi a partire da sabato. Adesso le acque potrebbero calmarsi, ma rimangono ovviamente aperti alcuni problemi e soprattutto limiti che interessano in pieno anche e soprattutto l’Unione europea, l’entità politica più vicina all’Ucraina.