Tensioni Ucraina-Russia: Kiev preme per entrare nella Nato

Il segretario generale Nato Stoltenberg (dx) e il ministro degli Esteri ucraino Kuleba, a margine di una conferenza stampa a Bruxelles, il 13 aprile 2021. [Pool/EPA/EFE]

A seguito degli attriti con Mosca per l’aumento delle truppe russe lungo i confini orientali, le autorità ucraine hanno condannato le resistenze del Patto nord-atlantico ad accelerare l’ingresso dell’ex repubblica Urss.

L’Ucraina spinge da tempo per entrare nel ‘club dei grandi’ occidentali, ma il suo cammino è ostacolato dalla pressione che il vicino russo esercita ormai, in varie modalità, da una ventina d’anni almeno.

Dall’ex federata sovietica passa la linea di quella che possiamo definire la ‘nuova’ guerra fredda tra l’Occidente e la Russia. La collocazione geografica della nazione, con una vasta estensione chilometrica est-ovest e diverse esperienze storiche la dividono, di fatto, in zone con diversa influenza politica e culturale, prevalentemente così identificate: l’area occidentale, legata storicamente all’Impero austroungarico e alla Polonia, con Leopoli come città principale; la zona della capitale Kiev, che guarda politicamente ad occidente; la regione del Donbass, al centro di una guerra che va avanti da sette anni e vede opposte le forze ucraine e quelle separatiste filo-russe.

Ad aprile, dopo che i guerriglieri vicini a Mosca hanno violato il cessate il fuoco in diverse occasioni, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha chiesto alla Nato di accelerare l’adesione dell’Ucraina all’alleanza. Kiev sostiene che sia l’unico modo per porre fine ai combattimenti.

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Il presidente ucraino Zelenskiy vuole definire un percorso di ingresso nel Patto nord-atlantico per porre fine al conflitto con Mosca. Prosegue la trasgressione del cessate il fuoco.

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L’appello del presidente Zelenskiy era arrivato dopo che la Russia aveva ammassato circa 100.000 militari lungo i confini orientali dell’Ucraina.

In una conferenza stampa congiunta tra il segretario generale dell’Osce Helga Schmid e il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, è stata ribadita l’urgenza dell’adesione alla Nato. Kuleba ha detto che Kiev è grata all’alleanza militare occidentale per aver “aperto le porte” all’Ucraina, ma ha anche sottolineato che “non è stato fatto un solo passo per mettere in atto questa decisione”.

Il ministro, inoltre, ha criticato la decisione dell’Ue di non invitare l’Ucraina al vertice del 14 giugno a Bruxelles, a cui parteciperà anche il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. “Non riusciamo a capire come sia possibile non invitare l’Ucraina”, ha detto Kuleba.

Kiev ha ripetuto più volte di aspettarsi un invito della Nato per unirsi al Membership action plan (il Map, apposito programma per i paesi che desiderano aderire all’Alleanza), primo passo formale per diventare membro.

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Il titolare degli Esteri ha detto che il suo Paese e la Georgia dovrebbero ricevere tale invito quest’anno, sostenendo che “è difficile immaginare un momento migliore e più importante” di questo.

Il governo di ucraino collabora strettamente con la Nato, che ha trattato più volte la questione dell’adesione negli ultimi vertici. Nel 2019, il Parlamento dell’Ucraina ha adottato una serie di modifiche costituzionali che formalizzano l’aspirazione della nazione ad aderire all’Alleanza e all’Unione europea e con Georgia e Moldavia sta cercando di fare fronte comune per un percorso di adesione più forte.

Kiev ha chiesto di unirsi all’alleanza nel 2008 e sta facendo pressione sulle potenze occidentali per accelerare l’iter, in modo da scoraggiare qualsiasi nuova aggressione da parte di Mosca. Ma i membri Nato rimangono restii ad accogliere l’ex repubblica Urss per evitare ulteriori tensioni con la Russia.