Tensioni sul nucleare: USA e Russia riprendono i colloqui, la Cina sta fuori

Il Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump e il Presidente russo Vladimir Putin durante una conferenza stampa congiunta a seguito dei loro colloqui al Palazzo presidenziale di Helsinki, Finlandia, il 16 luglio 2018. EPA-EFE/ANATOLY MALTSEV

Il tema del nucleare torna all’ordine del giorno negli equilibri tra le potenze e i risvolti non sono facili da prevedere. Sul tavolo c’è l’ipotesi di un accordo preliminare tra USA e Russia per la ripresa dei negoziati sulle armi nucleari.

L’unico trattato sul controllo degli armamenti nucleari rimasto in piedi tra le due maggiori potenze nucleari dovrebbe scadere in meno di un anno, e in vista di riprendere il dialogo, gli Stati Uniti e la Russia hanno deciso di avviare i negoziati sugli armamenti nucleari proprio a giugno. 

Buona o cattiva fede negoziale? Le tensioni tra USA e Cina

“Oggi ha concordato con il vice ministro degli Esteri russo Ryabkov il tempo e il luogo per i negoziati sulle armi nucleari a giugno. Anche la Cina è stata invitata. La Cina si mostrerà e negozierà in buona fede?”. Questo il tweet di Marshall Billingslea, Sottosegretario al controllo degli armamenti e alla sicurezza internazionale, pubblicato lunedì (8 giugno).

Bilingslea e Ryabkov si incontreranno a Vienna il 22 giugno per avviare i colloqui sul New START, che limita il numero di testate nucleari strategiche detenute da entrambi i Paesi. L’accordo infatti scadrà nel 2021, a meno che i presidenti Trump e Putin non decidano appunto di prorogarlo.

L’invito alla Cina non è stato però accettato da Pechino. Un portavoce del ministero degli Esteri cinese, Geng Shuang, ha detto a gennaio che la Cina non ha “alcuna intenzione di partecipare” a tali colloqui. Lunedì 8 giugno in conferenza stampa il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, ha ribadito che la Cina esorta gli Stati Uniti a rispettare i suoi obblighi e a onorare gli impegni assunti con il Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, che prevede la sospensione dei test atomici. Il portavoce ha sottolineato che gli Usa si sono ritirati da molti trattati negli ultimi anni, a cominciare dall’Accordo sul nucleare iraniano, proseguendo con il Trattato sulle forze nucleari a medio raggio (Inf) e più recentemente hanno abbandonato il Trattato Cieli Aperti. Indizi inequivocabili secondo Pechino del fatto che siano proprio gli Usa di Trump a non negoziare “in buona fede”. Ciò che sembra però preoccupare la Cina è soprattutto la possibilità di ripresa dei test nucleari d parte americana.

Cieli Aperti, il ritiro degli USA spiazza gli alleati europei

Washington ha annunciato giovedì (21 maggio) che si ritirerà dal trattato sui Cieli Aperti, che coinvolge 35 nazioni e consente voli di sorveglianza non armati sugli Stati firmatari. Si tratta dell’ultima mossa dell’amministrazione Trump per far uscire il Paese dall’ennesimo …

Le crescenti tensioni nel rapporto USA-Cina sono evidenti anche in questo ambito così delicato. 

Mosca ha annunciato che non farà pressioni sulla Cina per unirsi ai colloqui, nonostante l’impulso di Washington e Ryabkov ha suggerito che le potenze nucleari britanniche e francesi si uniscano ai negoziati.

Il Presidente russo Vladimir Putin ha recentemente approvato la politica di deterrenza nucleare della Russia, che gli permette di usare le armi nucleari in risposta a un attacco convenzionale contro il governo e le infrastrutture militari critiche della nazione.

L’Europa esclusa dagli accordi

Alla domanda di EURACTIV se la NATO fosse stata informata di questi colloqui e come contribuirà, considerando che l’Europa è uno dei principali teatri per il controllo degli armamenti, un funzionario della NATO ha risposto che rispetto agli incontri di Vienna “gli Stati Uniti tengono costantemente informati gli Alleati di questi colloqui”.

Con l’avvento della Brexit, la Francia rimane l’unico Paese UE ad avere il nucleare. Solo pochi giorni fa il segretario generale della NATO Stoltenberg aveva detto che “l’Ue non può sostituire la Nato” nel garantire la sicurezza europea. Parole che in questa particolare fase non possono passare inosservate.  

Unione europea e Nato, quale rapporto mentre il mondo cambia?

Il segretario generale Stoltenberg ha avviato una importante riflessione, mentre incuriosiscono alcune sue affermazioni sul rapporto tra Ue e Patto atlantico.

Tra i grandi fermenti di politiche che stanno dando slancio ad un maggiore integrazione europea rientrano anche le politica estera …