Tensioni Russia-Ucraina: l’Ue valuta una missione di addestramento in sostegno di Kiev

Militari di un esercito Ue (Germania) durante lo spostamento di alcune truppe. [EPA-EFE/CLEMENS BILAN]

Su un documento diffuso da un settimanale tedesco si parla per la prima volta di un programma di formazione che prevede il coinvolgimento degli eserciti di alcuni Stati membri.

Secondo un documento di lavoro dell’Unione europea, Bruxelles sta prendendo in considerazione la possibilità di intraprendere una missione di addestramento militare in Ucraina. A dirlo è il settimanale tedesco “Welt am Sonntag” che, venuto in possesso del materiale, menziona per la prima volta un programma di formazione indipendente chiamato “Eu Military Advisory and Training Mission Ukraine” (Euatm). Il programma prevederebbe di inviare alcuni militari dei Paesi dell’Ue a sostegno di Kiev in risposta alle “attività militari in corso” della Russia ai confini orientali ucraini e nella Crimea occupata da Mosca.

I ministri degli Esteri e della Difesa del governo guidato da Volodymyr Zelenskiy a luglio avrebbero chiesto all’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue Josep Borrell un impegno militare Ue a fianco di Kiev.

Il presidente ucraino, assai determinato ad aprirsi ad occidente per contenere la potenza russa nelle regioni interessate, ha tra l’altro chiesto a gran voce negli scorsi mesi l’ingresso dell’Ucraina nella Nato (e nell’Ue). L’Ucraina, la cui richiesta di entrare nell’alleanza nord-atlantica risale al 2008, vorrebbe accelerare il percorso di adesione sostenendo che sia l’unico modo per porre fine ai combattimenti con i separatisti pro-Russia. Tuttavia, La Nato rimane restia ad accogliere Kiev per paura di aumentare le tensioni con Mosca.

Nel documento del servizio diplomatico Ue (Seae), si legge che “una missione militare sottolineerebbe la visibilità e l’impegno nei confronti dei Paesi dell’iniziativa del partenariato orientale” lanciato nel 2009 per sostenere Ucraina, Georgia, Moldavia, Bielorussia, Armenia e Azerbaigian. Esso però non ha alcuna dimensione militare e una tale missione sarebbe “un’espressione di solidarietà con l’Ucraina in vista delle attività militari in corso della Russia ai confini con l’Ucraina e nella Crimea annessa illegalmente”. Secondo Kiev, il conflitto nell’Ucraina orientale ha finora ucciso 14.000 persone dal 2014, anno di inizio delle ostilità (e dell’invasione e annessione della Crimea).

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Altre opzioni per aiutare a migliorare le capacità militari dell’Ucraina includerebbero la missione dell’Unione Europea “Advisory Mission Ukraine” riguardante la riforma del settore della sicurezza civile. La spinta arriva dopo che diversi stati membri hanno ripetutamente espresso preoccupazione per le esercitazioni militari della Russia vicino ai loro confini e a quelli dell’Ue, tra cui Zapad-2021 dello scorso settembre e l’incremento delle truppe russe a ridosso dei confini ucraini lo scorso aprile.

Mosca nega di aver rafforzato le truppe sul proprio confine occidentale in primavera per invadere l’Ucraina. Tuttavia, sempre a settembre, il presidente Zelenskiy aveva detto che il rischio che scoppiasse un nuovo conflitto con la Russia era reale. Sono soprattutto i Paesi dell’Europa dell’est a sostenere la missione di addestramento militare, ma anche Svezia e Finlandia sarebbero favorevoli.

Ma c’è anche chi invita alla prudenza, evitando “inutili provocazioni” verso Mosca, come nel caso di Italia, Grecia e Cipro. La legittimità delle missioni e delle operazioni dell’Ue deriva attualmente dall’unanimità, il che significa che gli Stati membri dovrebbero essere tutti d’accordo per poter inviare un contingente in Ucraina.

“L’Ucraina invita gli stati membri dell’Ue e specialmente la Germania a far partire questa robusta missione di addestramento militare il più rapidamente possibile”, ha detto l’ambasciatore dell’Ucraina in Germania, Andrij Melnyk, al “Welt am Sonntag” lunedì 4 ottobre. “Kiev spera che sia il presente che il futuro governo tedesco sosterranno attivamente questa iniziativa storica e contribuiranno significativamente a costruire il consenso all’interno dell’Ue”, ha affermato il diplomatico.