Tensioni con la Russia: i leader Ue incaricano Borrell di preparare un rapporto

Il complesso del Cremlino a Mosca, sede del Governo russo. [EPA-EFE/YURI KOCHETKOV]

I leader dell’Ue incaricheranno l’alto rappresentante Josep Borrell di preparare un rapporto sulla strategia dell’Unione verso la Russia, simile a quello presentato a marzo sulla Turchia.

Il deterioramento dei rapporti tra Unione europea e Russia è arrivato al punto che Bruxelles non può certo passarvi sopra. Le azioni intraprese da Mosca dal punto di vista militare (verso nazioni confinanti sempre più convinte ad abbandonare i legami con Mosca per avvicinarsi all’Ue) e da quello dello spionaggio verso paesi membri dell’Unione, impongono di fare un punto sullo stato dei rapporti con l’ex colosso sovietico.

Nella bozza delle conclusioni del Consiglio europeo di lunedì 24 e martedì 25 maggio, letta da Euractiv.com, i leader dei 27 paesi membri chiedono all’alto rappresentante per la Politica estera e Sicurezza comune Josep Borrell di preparare un rapporto sulla strategia dell’Unione nei confronti della Russia, simile a quello presentato a marzo sulla Turchia.

Nella bozza i leader condannano le “recenti attività illegali e provocatorie della Russia nei paesi dell’Ue e altrove”, e chiedono “unità” e “sostegno ai partner orientali”. Al centro della relazione, che dovrà essere stilata prima del prossimo vertice Ue di giugno, c’è la volontà dei leader di riaffermare i cinque principi della politica dell’Unione nei confronti della Russia: piena attuazione degli accordi di Minsk, legami più stretti con i suoi vicini ex sovietici, rafforzamento della resistenza dell’Ue alle minacce russe, impegno con la Russia su alcune questioni come l’antiterrorismo, e sostegno ai contatti tra le persone.

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La relazione avrebbe anche una funzione strategica. Secondo funzionari Ue, il rapporto sulla Russia servirebbe a guadagnare tempo fino al vertice Ue di giugno, dove potrebbe essere presentato un approccio ‘globale’ verso Mosca. Una cosa più che probabile visto che, generalmente e in particolare quando si tratta dei rapporti con la Russia, è difficile concordare una posizione comune tra i 27 paesi membri.

La controversa visita di Borrell a Mosca di inizio febbraio, durante la quale l’alto rappresentante era stato umiliato dal ministro degli Esteri russo che aveva definito l’Europa “un partner inaffidabile”, sta ancora pesando come un macigno.

La situazione con la Russia sarebbe così tesa che, per paura che Mosca possa ascoltare l’incontro dei leader dell’Ue, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel avrebbe dato indicazione di non ammettere telefoni cellulari o tablet nella sala riunioni.

Gli stati membri avevano stabilito di tenere un “dibattito strategico” sulla Russia a marzo, ma il vertice, in modalità virtuale a causa del Covid-19, aveva impedito loro di discutere apertamente dei legami con Mosca.

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“Come concordato nella nostra videoconferenza di marzo, terremo un dibattito strategico sulla Russia – ha scritto Michel nella sua lettera di invito ai leader dell’Ue venerdì 21 maggio -. Le mosse illegali e provocatorie della Russia continuano sia negli stati membri dell’Ue che oltre. La più recente è stata la cosiddetta lista degli ‘stati ostili’”.

A metà maggio, Mosca ha indicato la Repubblica Ceca e gli Stati Uniti come “stati ostili” e limitato il numero di personale per le strutture diplomatiche di vario livello che i due paesi hanno in territorio russo, suscitando le critiche di Bruxelles. Da allora le tensioni hanno continuato a crescere.

Le sanzioni tit-for-tat fra diversi paesi Ue e Mosca hanno contribuito ad inasprire il clima, così come l’arresto dell’oppositore del Cremlino Alexei Navalny, il presunto coinvolgimento dell’intelligence militare russa nelle esplosioni in un deposito di armi in Repubblica Ceca e le azioni militari russe sul confine ucraino.

Recentemente, i ministri degli Esteri dell’Ue hanno fatto sapere che si aspettano nuove provocazioni da parte di Mosca prima delle elezioni parlamentari russe d’autunno. Rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla possibilità di estendere il regime di sanzioni contro la Russia, un alto diplomatico dell’Ue ha detto che alcuni paesi dell’Unione potrebbero proporre nuove misure contro Mosca.

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E sempre in vista del vertice, la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, sabato 22 marzo, ha replicato alle affermazioni dell’omologo austriaco Alexander Schallenberg, secondo il quale Mosca non è interessata al dialogo con l’Ue.

“Questo non è vero”, ha ribattuto la Zakharova, ricordando che “ci sono stati molti progetti politici, umanitari ed economici a cui la Russia e l’Ue hanno partecipato”. “Ma sono stati bloccati – ha continuato la portavoce – dopo che Bruxelles ha adottato sanzioni anti-russe e ha sostituito il dialogo con una retorica aggressiva, accuse infondate e campagne di disinformazione”.

Una questione geopolitica per l’Ue

La disastrosa visita di Borrell a Mosca, accennata  nelle righe precedenti, avrà avuto certo dei limiti di impostazione. Limiti che, però, non possono essere imputati solo al capo della diplomazia Ue. Il problema è la mancanza di una geopolitica europea, il principale limite dell’Europa quando si tratta di politica estera e di sicurezza.

Nei giorni seguenti all’’incidente’ di Mosca, quando il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha definito l’Ue un “partner non affidabile” alla presenza di Josep Borrell, il professor Guido Montani dell’Università di Pavia, su Euractiv Italia, ha spiegato come questo episodio abbia reso evidente che serve una riflessione sul ruolo dell’Ue in un sistema internazionale ancora dominato dagli interessi nazionalistici delle grandi potenze.

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Montani, in particolare, ha sottolineato che “quando l’Ue tratta con tutti i paesi per accordi commerciali, si vedano America latina, Africa e Asia, non sorgono problemi drammatici, ma quando si entra sul terreno dei rapporti di forza (anche la difesa dei diritti umani lo diventa se incide sulla politica interna di un paese) la reazione di un paese ‘sovrano’ diventa brutale”.

Per l’Unione europea, dunque, è diventato necessario affrontare questo problema, perché i rapporti con Usa, Russia e Cina sono decisivi per il futuro dell’Ue, che deve avere una strategia internazionale; quella che la Commissione europea ha definito “autonomia strategica”.