Stoltenberg: “Non accetteremo il veto russo all’ingresso dell’Ucraina nella Nato”

Il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. [EPA-EFE/ OLIVIER HOSLET]

Il Segretario generale dell’alleanza transatlantica Jens Stoltenberg è intervenuto davanti alla stampa dopo l’incontro tra Nato e Russia tenuto mercoledì 12 gennaio. Ha sottolineato che la Nato è pronta a discutere di controllo delle armi e del dispiegamento dei missili, ma non potrà accettare alcun veto all’ingresso dell’Ucraina.

“C’è davvero il rischio di un nuovo conflitto armato in Europa”, ha detto Jens Stoltenberg al termine dell’incontro di quattro ore che si è tenuto a Bruxelles tra i rappresentanti della Nato e una delegazione russa, guidata dal viceministro degli affari esteri Alexander Grushko.

“C’è una distanza significativa tra gli alleati della Nato e la Russia”, ha aggiunto. “Non sarà facile da coprire, ma è un segno positivo che tutte le parti in causa si siano sedute intorno a un tavolo e abbiano partecipato a una discussione su temi importanti”.

La Russia ha negato la volontà di invadere l’Ucraina, ma ha richiesto una serie di garanzie “per la propria sicurezza”, tra cui lo stop a ogni futura espansione della Nato e il ritiro delle forze alleate dai Paesi dell’Europa centrale e orientale che sono entrati dopo la Guerra fredda.

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Un alto prezzo da pagare

Stoltenberg ha ricordato che qualsiasi uso della forza da parte russa contro l’Ucraina sarebbe un grave errore politico a cui sarebbe conseguito un alto prezzo da pagare. Ha detto anche che la Nato potrebbe disporre truppe addizionali nei Paesi alleati orientali in caso di ulteriori aggressioni.

Il segretario generale ha anche ribadito la posizione secondo cui solo Nato e Ucraina hanno il diritto di decidere se e quando Kiev potrà entrare a far parte dell’alleanza, un prospetto promesso già dal 2008.

Stoltenberg ha però espresso disponibilità a ulteriori colloqui con la Russia su temi come il controllo delle armi, il dispiegamento di missili e misure di aumento della fiducia. La Russia ha chiesto tempo per rispondere su questo, ha detto.

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Le due parti hanno anche discusso della possibilità di riaprire i rispettivi uffici a Mosca e Bruxelles, dopo che la Russia li aveva chiusi alla fine dello scorso anno.

Le parole del segretario generale lasciano intendere che non vi sia stato alcun particolare avanzamento nella situazione, due giorni dopo l’incontro bilaterale di Ginevra tra Russia e Stati Uniti.

Mosca continua a sostenere che l’espansione della Nato da 16 a 30 membri dopo la Guerra fredda pone un significativo rischio alla sua sicurezza e perciò ritiene di dover far valere la sua volontà e fermarne l’aumento di dimensioni.