Stabilità del Mediterraneo, il ministro Di Maio: “Servono cooperazione, integrazione e opportunità”

Il ministro degli Esteri Di Maio mentre interviene in Libia nel maggio 2021. [EPA-EFE/STR]

Per il titolare degli Esteri italiano la “stabilizzazione regionale” è una “priorità strategica” per una macro-regione che ha molte opportunità, ma che è segnata da incertezze e contesti molto diversi tra loro, alcuni dei quali colpiti da guerre.

Il tema dello stato del Mediterraneo è stato affrontato durante la terza edizione della kermesse “Ponza Prima-Med”, dove è intervenuto in collegamento il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Una politica mediterranea rimane la grande incompiuta, con la vasta regione spartita tra sud Europa, Medio Oriente e Nord Africa, che vive una costante instabilità da anni.

Per questo Di Maio ha parlato della “stabilizzazione regionale”, come di una “priorità strategica, poiché la sicurezza è un fattore abilitante per lo sviluppo, il rispetto dei diritti umani e il consolidamento di istituzioni democratiche”.

“Al tempo stesso – ha proseguito –, è necessario andare oltre la gestione delle crisi. L’Italia, con un approccio costruttivo ed inclusivo, promuove con determinazione un”agenda positiva’ per il Mediterraneo” fatta di “cooperazione, integrazione e opportunità”.

“L’Italia, con un approccio costruttivo ed inclusivo, promuove con determinazione un”agenda positiva’ per il Mediterraneo” che si basi su “cooperazione, integrazione e opportunità”, ha detto il titolare della Farnesina.

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“Il Mediterraneo, crocevia di civiltà e culture, è anche una regione segnata da vari fattori di instabilità. Terrorismo, criminalità organizzata e flussi migratori si innestano su conflitti – penso a quelli in Siria o in Yemen – con ramificazioni regionali e ripercussioni dirette sulla stabilità europea. In Libia – teatro di primario interesse per il nostro Paese – si è aperta una fase politica più stabile, ma certamente non priva di incognite”, ha ricordato Di Maio e aggiunto che “c’è la tutela e la gestione condivisa, da parte dei Paesi rivieraschi, dei ‘beni comuni mediterranei’: mi riferisco alla transizione verde, all’economia blu, la ricerca e innovazione digitale, la diplomazia scientifica e culturale, i flussi migratori, la salute”. “Questi ambiti di collaborazione sono la chiave per rendere il Mare nostrum più coeso e interdipendente”.

Di Maio si è poi soffermato sullo stretto legame tra Europa e Mediterraneo. “Nutriamo un senso di appartenenza a una casa euro-mediterranea comune, che supera la logica delle Due rive – ha detto il Ministro –. Il Mare Nostrum è una piattaforma di connettività tra Europa, Africa e Asia, con un potenziale di crescita immenso, frutto del contributo di identità collettive molteplici e della società civile”.

Di Maio si è poi congratulato per la realizzazione del progetto Villa delle Tortore, presentato nell’occasione. “La riabilitazione e trasformazione della Villa in un ‘Centro euro-mediterraneo di alta formazione e science diplomacy’ sullo sviluppo sostenibile, incarna davvero la visione di un futuro di pace, integrazione e sviluppo per il Mediterraneo, visione che contraddistingue questa rassegna”, ha spiegato il titolare degli Esteri.

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“Ponza Prima-Med – ha sottolineato – è un’iniziativa ambiziosa, che si pone prima di tutto nel solco degli sforzi per la valorizzazione del Mare Nostrum, ed è in linea con la strategia di collaborazione regionale che l’Italia promuove nell’ambito di Unione europea e Unione per il Mediterraneo”.

Infine il Ministro, concentrandosi sulle radici dell’Europa unita e sulla stretta sinergia che andrebbe instaurata nella regione mediterranea, ha aggiunto inoltre che Prima-Med è “un’iniziativa che collega due aspirazioni: quella di Altiero Spinelli a una ‘casa comune europea’ e l’aspirazione, delineata nella Dichiarazione di Barcellona, a un partenariato tra le due sponde del Mediterraneo”.