Sanzioni Ue alla Russia, ancora nessun accordo sul sesto pacchetto. L’Ungheria: esentare il petrolio trasportato via oleodotto

Nella loro forma attuale, le nuove sanzioni distruggerebbero l'economia ungherese, ha detto il ministro degli Esteri di Budapest, Peter Szijjarto. [Peter Szijjarto/Facebook]

Lasciare fuori dalle sanzioni dell’Unione europea alla Russia il petrolio trasportato tramite oleodotti: è la condizione posta dall’Ungheria per approvare il sesto pacchetto di misure contro Mosca, presentato una settimana fa e su cui però gli Stati membri continuano a non trovare un accordo.

A illustrare la posizione di Budapest, mercoledì 11 maggio, è stato il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto, che in un video pubblicato su Facebook ha detto che, nella loro forma attuale, le nuove sanzioni distruggerebbero l’economia ungherese, che importa dalla Russia il 58% del suo fabbisogno di petrolio e derivati – il 65% del quale arriva nel paese attraverso l’oleodotto Druzhba.

Szijjarto ha detto anche che, dopo aver tenuto dei colloqui con i funzionari dell’UE, un accordo tra Budapest e Bruxelles sul nuovo pacchetto proposto sembra ancora improbabile.

Russia, pronto il sesto pacchetto di sanzioni Ue: embargo sul petrolio entro sei mesi

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mercoledì 4 maggio ha presentato al Parlamento europeo il sesto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina.

Per far sì che il pacchetto possa ottenere la necessaria unanimità …

 

“Bruxelles non ha alcuna proposta per una soluzione che possa gestire la bomba atomica [che sarebbe provocata dall’]impatto di questo potenziale embargo petrolifero contro la Russia sull’economia ungherese”, ha affermato Szijjarto, spiegando che l’unico modo per raggiungere un accordo è di applicare il blocco solo alle forniture marittime di greggio.

La maggior parte degli altri paesi dell’Ue sostiene la misura dell’embargo sul petrolio russo nell’ambito del sesto pacchetto di sanzioni progettato per punire Mosca per la guerra scatenata contro l’Ucraina. Tuttavia, per approvare questa decisione è richiesta l’unanimità.

Oltre all’Ungheria, nei giorni scorsi si era registrata anche la contrarietà della Slovacchia, che importa da Mosca il 98% del suo fabbisogno petrolifero. Per questo, nella bozza di accordo trovata la scorsa settimana, Slovacchia e Ungheria erano state esentate dall’applicazione del blocco sul greggio fino alla fine del 2023. Budapest, però, per ora non intende cedere.

Lunedì 9 maggio, Orbán e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen hanno discusso della possibilità di destinare dei fondi dell’Ue al potenziamento e all’ammodernamento delle infrastrutture petrolifere ungheresi, che attualmente (come quelle di Repubblica Ceca, Slovacchia, Croazia e Bulgaria) sono tarate su petrolio russo. All’inizio della settimana, inoltre, anche il presidente francese, Emmanuel Macron, ha telefonato a Orbán, che da giorni ripete di essere disposto a negoziare.

Petrolio russo, impegno del G7 sull'embargo. A livello Ue slitta l'accordo

I leader del G7 domenica 8 maggio si sono impegnati a eliminare gradualmente la dipendenza dei loro Paesi dal petrolio russo e hanno riaffermato la loro unità nel condannare l’aggressione ingiustificata da parte della Federazione Russa nei confronti dell’Ucraina, che …

 

La videoconferenza prevista per tentare di sbloccare lo stallo al massimo livello politico non si è svolta né martedì né mercoledì, con von der Leyen che si trova in Giappone per il summit Ue-Giappone.

“Il lavoro continua per trovare soluzioni a tutte le questioni sollevate”, hanno spiegato fonti della Commissione: “Una volta trovate saranno discusse in una videoconferenza, la cui tempistica resta da confermare”.

Nel frattempo, al termine della riunione dei rappresentanti degli Stati membri a Bruxelles (Coreper) – che vista l’opposizione ungherese non ha affrontato il tema del sesto pacchetto di sanzioni – il Consiglio UE ha reso noto di aver trovato l‘intesa “per dare mandato per i negoziati con il Parlamento europeo sugli stock comuni del gas”.

Al fine “di migliorare la sicurezza dell’approvvigionamento dell’Ue nell’attuale contesto geopolitico”, afferma la nota del Consiglio, “la proposta mira a garantire che le capacità di stoccaggio del gas nell’Ue siano riempite prima della prossima stagione invernale e possano essere condivise tra gli Stati membri in uno spirito di solidarietà”.

La Presidenza francese avvierà ora i negoziati con il Parlamento europeo, al fine di “concordare rapidamente una versione finale del testo”, e poi le due istituzioni adotteranno formalmente il regolamento.

Sanzioni: perché bloccare completamente il petrolio russo non sarà semplice per l'Ue

L’Unione Europea ha proposto un embargo graduale sul petrolio russo, ma potrebbe avere difficoltà ad attuarlo, data la complessa rete di distribuzione dell’Europa e le sfide nel tracciare il greggio una volta che è stato miscelato o raffinato.

Il piano, se …