Russia-Ucraina: Mosca parla di “vicolo cieco” nei colloqui, la Polonia di “rischio di guerra”

La vicesegretaria di Stato Usa Sherman e il viceministro degli Esteri russo Ryabkov ai colloqui di sicurezza a Ginevra [EPA-EFE/DENIS BALIBOUSE/POOL]

Dal Cremlino fanno sapere che non ci sono margini di confronto nello scontro con Kiev, mentre aumentano le preoccupazioni di Varsavia per il rischio bellico dell’Europa. Intanto aumentano i pattugliamenti svedesi del Baltico.

Nella settimana di incontri a vario livello con la Russia sulla questione ucraina, prosegue la scia di dichiarazioni dell’Occidente. Mosca dice che non sta ancora rinunciando alla diplomazia, ma gli esperti militari si stanno preparando alle varie possibilità nel caso di un mancato disinnesco della miccia delle tensioni.

Sul fronte statunitense, la Casa Bianca sostiene che la minaccia di un’invasione russa dell’Ucraina rimane alta. L’agenzia Reuters parla di un rapporto dell’intelligence statunitense su un potenziale pretesto russo per giustificare un’invasione che a breve potrebbe essere reso pubblico.

Dopo i colloqui con la Russia a Vienna, l’ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), Michael Carpenter, ha detto che “il tamburo della guerra sta suonando forte, e la retorica è diventata piuttosto stridente”. Anche il consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca Jake Sullivan ha parlato alla stampa di una “grave minaccia di invasione militare”.

In merito ai dialoghi sull’Ucraina, il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov ha detto che ci si è trovati in un “vicolo cieco” e, parlando di “differenza di approcci”, ha detto di non vedere alcuna ragione per sedersi di nuovo al tavolo nei prossimi giorni per riavviare le stesse discussioni. L’uomo del Cremlino ha affermato alla televisione Rtvi che gli specialisti militari russi stavano fornendo opzioni al presidente Vladimir Putin nel caso in cui la situazione in Ucraina fosse peggiorata. Ma alla diplomazia deve essere data una possibilità, sostiene il vice di Lavrov.

La Russia non è riuscita a fare cambiare idea all’Occidente sull’ingresso dell’Ucraina nella Nato, dopo gli ultimi decenni di espansione dell’alleanza nell’Europa orientale. Per gli Usa sono richieste ‘non-starters’, ovvero già morte in partenza. Una posizione che l’ambasciatore russo all’Osce Alexander Lukashevich ha definito “davvero deludente”, dopo aver parlato con i giornalisti a seguito di una riunione che ha segnato la terza tappa di una serie di colloqui dell’ultima settimana.

Avvertendo di possibili “conseguenze catastrofiche”, se le due parti non riuscissero ad accordarsi su quelle che la Russia ha definito ‘linee rosse’ di sicurezza, ha anche detto però che Mosca non ha rinunciato alla diplomazia e anzi vorrebbe accelerarne il processo. Tuttavia, la Russia rifiuta le richieste di smettere l’accumulo di truppe al confine con l’Ucraina, mentre avverte di conseguenze non meglio specificate per la sicurezza occidentale se verranno disattese le sue volontà.

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Precedentemente, al forum sulla sicurezza che coinvolge 57 nazioni, il ministro degli Esteri polacco Zbigniew Rau ha detto: “Sembra che il rischio di guerra nell’area Osce sia ora più grande che mai negli ultimi 30 anni”.

A dire il vero nei tre decenni trascorsi fino ad oggi non sono mancate guerre che, seppur molto regionalizzate, hanno creato problemi negli equilibri internazionali, a partire da quelle nella ex Jugoslavia e nell’ex Unione sovietica, con l’invasione russa della Georgia del 2008 che ha segnato uno dei punti più alti delle tensioni con Washington.

Reazioni finanziarie ed estensione della contesa

Il rublo russo ha subito una contrazione di oltre il 2% contro il dollaro statunitense dopo i  commenti di Ryabkov, che ha anche spinto un sell-off dei titoli di Stato. Un trader di una grande banca russa ha detto a Reuters che il mercato aveva in parte reagito al commento di Ryabkov, in risposta a una domanda, che non avrebbe né confermato né escluso la possibilità che la Russia potrebbe schierare “infrastrutture militari” a Cuba e in Venezuela.

Sullivan ha detto che le agenzie di intelligence degli Stati Uniti credono che la Russia possa volere “l’opzione di fabbricare un pretesto per un’invasione, anche attraverso attività di sabotaggio e operazioni di informazione, accusando l’Ucraina di preparare un attacco imminente contro le forze russe in Ucraina orientale”.

Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Lloyd Austin ha parlato alla sua controparte ucraina, Oleksii Reznikov, dell’accumulo russo. Il Pentagono ha stimato che due terzi delle forze russe vicino all’Ucraina erano “fuori guarnigione”, il che significa che sono stati trasferiti da altre parti della Russia.

Sanzioni Usa contro Putin?

Mosca dice di essere minacciata dall’espansione della Nato verso i suoi confini, accogliendo 14 nuovi membri dell’ex Europa orientale comunista dalla fine della guerra fredda. Vuole tracciare “linee rosse” per impedire all’alleanza di ammettere l’Ucraina come membro o di basarvi dei missili. Washington ha respinto tali richieste, ma si è detta disposta a confrontarsi sul controllo degli armamenti, il dispiegamento di missili e misure di costruzione della fiducia.

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Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha criticato un disegno di legge sulle sanzioni presentato dai democratici del Senato degli Stati Uniti, che prenderebbe di mira alti funzionari governativi e militari russi, tra cui Putin, così come le istituzioni bancarie, se la Russia dovesse attaccare l’Ucraina.

Peskov ha detto inoltre che imporre sanzioni a Putin equivarrebbe a troncare le relazioni. “Consideriamo l’apparizione di tali documenti e dichiarazioni estremamente negativa sullo sfondo di una serie di negoziati in corso, anche se senza successo”, ha affermato.

La Svezia aumenta i controlli in chiave anti-russa

Intanto, in reazione all’escalation di tensioni tra Occidente e Russia, l’esercito svedese ha annunciato giovedì l’aumento delle attività militari sull’isola di Gotland, nel Mar Baltico. La più grande isola della Svezia ha un importanza strategica trovandosi a circa 330 chilometri da Kaliningrad, l’exclave russa in mezzo all’Unione europea che ospita il quartier generale della flotta baltica di Mosca. Nel 2019 gli svedesi hanno schierato sull’isola un sistema aggiornato di difesa missilistica terra-aria.

La Svezia non è un membro della Nato, ma ha stretti legami con l’alleanza atlantica e ha rafforzato le sue forze armate dopo decenni di abbandono in relazione a una maggiore preoccupazione per le attività russe nella regione del Mar Baltico.

Il più alto comandante militare della Svezia ha detto la scorsa settimana che la strategia di sicurezza del Paese sarebbe stata completamente minata se la Nato avesse accettato di non espandersi ulteriormente e di limitare alcune delle sue attività in Europa, come avrebbe invece voluto la Russia.