Russia, l’Ue pronta a sanzionare il Patriarca di Mosca Kirill

Secondo alcune stime, il patrimonio personale del Patriarca russo sarebbe di oltre 4 miliardi di dollari [EFE/ALEXANDER ZEMLIANICHENKO / POOL]

L’Unione europea ha proposto di introdurre delle sanzioni contro il Patriarca della Chiesa ortodossa russa Kirill, ammonito da Papa Francesco in un’intervista al Corriere a non trasformarsi in un “chierichetto di Putin”.

La Commissione europea ha presentato mercoledì 4 maggio un nuovo pacchetto di sanzioni  – che dovrà ora essere approvato dagli Stati membri – che puntano a colpire 58 personalità russe, tra cui il capo della Chiesa russa, e la moglie, la figlia e il figlio del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Il piano, annunciato dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, contiene anche l’embargo entro sei mesi per il petrolio russo.

Russia, pronto il sesto pacchetto di sanzioni Ue: embargo sul petrolio entro sei mesi

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mercoledì 4 maggio ha presentato al Parlamento europeo il sesto pacchetto di sanzioni Ue contro la Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina.

Per far sì che il pacchetto possa ottenere la necessaria unanimità …

Da sempre fervente sostenitore della politica di Vladimir Putin, che nel 2012 aveva definito un “miracolo di Dio”, Kirill ha sostenuto fin dal primo momento l’invasione dell’Ucraina, benedicendo i missili nucleari russi e definendo l’operazione militare una “guerra santa” contro le nazioni che difendono i diritti delle persone omosessuali.

Le posizioni belliciste del capo della Chiesa moscovita – che anche nella sua omelia del 25 aprile, il lunedì successivo alla Pasqua ortodossa, ha invocato il Signore a “custodire il nostro esercito, le nostre autorità e tutti coloro da cui oggi dipende soprattutto la difesa della nostra Patria” – hanno provocato turbamento e divisone all’interno della stessa chiesa ortodossa russa. Lo testimoniano la lettera di condanna e l’appello alla pace di 233 sacerdoti e diaconi, diffusa a marzo, e l’appello di 400 preti ucraini sotto la giurisdizione del Patriarcato di Mosca, che hanno scritto al Consiglio dei Primati delle Chiese Antiche Orientali denunciando Kirill.

Secondo un report risalente al 2006 pubblicato nel 2020 da Forbes, poi, il Patriarca di Mosca avrebbe un patrimonio personale di 4 miliardi di dollari, mentre il giornale russo Novaya Gazeta (che ha sospeso le pubblicazioni dopo l’entrata in vigore della legge che vieta l’utilizzo del termine ‘guerra’ per definire l’invasione dell’Ucraina) nel 2019 aveva stimato la ricchezza di Kirill tra i 4 e gli 8 miliardi di dollari. Denaro che sarebbe arrivato soprattutto dalle esenzioni fiscali sulla birra e le manifatture del tabacco.

Il primo a chiedere le sanzioni per il Patriarca, lo scorso 24 aprile, era stato il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, suscitando l’immediata replica del Patriarcato che aveva definito “un non senso imporre sanzioni su leader religiosi, [qualcosa che] è contrario al senso comune”.

Intanto, nell’intervista concessa il 3 maggio al Corriere della Sera, Papa Francesco ha detto di aver avuto un incontro di 40 minuti su Zoom con Kirill, in cui per “i primi venti con una carta in mano mi ha letto tutte le giustificazioni alla guerra”.

Il Papa ha aggiunto di aver detto al Patriarca che “noi non siamo chierici di Stato, non possiamo utilizzare il linguaggio della politica, ma quello di Gesù. Siamo pastori dello stesso santo popolo di Dio. Per questo dobbiamo cercare vie di pace, far cessare il fuoco delle armi. Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin”.

Papa Bergoglio ha infine spiegato di aver annullato l’incontro con il Patriarca previsto per il 14 giugno prossimo a Gerusalemme, sulla via del ritorno del viaggio che porterà il pontefice in Libano: “Io avevo un incontro fissato con lui a Gerusalemme il 14 giugno”, ha detto Francesco: “Sarebbe stato il nostro secondo faccia a faccia, niente a che vedere con la guerra. Ma adesso anche lui è d’accordo: fermiamoci, potrebbe essere un segnale ambiguo”.