Russia e Cina nel mirino e bacchettate all’India: gli infuocati giorni della diplomazia Usa

Il presidente Usa Biden. [EPA-EFE/KEVIN DIETSCH]

Dopo il pesante scambio di epiteti tra Biden e Putin gli ‘States’ litigano con Pechino, mentre mettono in guardia il potenziale alleato indiano in chiave anti-russa (e anti-cinese).

La vicenda delle pesanti accuse di essere un assassino al presidente russo Vladimir Putin, mosse dall’omologo statunitense Joe Biden, ha visto la reazione del capo di Stato della Russia, che giovedì 18 marzo, in una intervista alla Abc, ha detto di volere un colloquio in ‘live’ (online) per discutere e chiarirsi.

“Voglio offrire al presidente Biden di continuare la nostra discussione, ma a condizione che la facciamo in diretta, online, senza ritardi”, ha detto Putin quando gli è stato chiesto delle pesanti parole a lui rivolte, in un’intervista televisiva e dopo aver richiamato l’ambasciatore negli Usa a Mosca.

Che il nuovo corso a Washington avrebbe tenuto un altro passo rispetto a Trump era sufficientemente chiaro, anche se gli epiteti rivolti a Putin hanno segnato un rapido collasso dei rapporti diplomatici, nonché stupore per la pesantezza delle frasi rivolte che ricordano un po’ lo scontro verbale tra ‘The Donald’ e il nordcoreano Kim Jong Un, oppure quello più recente tra Erdogan e Macron.

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Nato …

Biden non aveva perso tempo, poco dopo l’insediamento, a normalizzare i rapporti con Mosca sul trattato delle armi atomiche, ma era stato assertivo fin da subito sul manifestare una linea più dura con Mosca rispetto a quanto fatto da Washington durante il mandato trumpista, riferendosi alle ingerenze russe sulle competizioni presidenziali (quelle del 2016 e 2020 dove si accusa la Russia di aver in qualche modo aiutato Trump) e i vari spy-hackeraggi. Per queste accuse, gli Usa indiranno nuove sanzioni contro Mosca nei prossimi giorni.

Putin “Lavoreremo con loro nelle aree in cui siamo interessati alle condizioni che consideriamo vantaggiose per noi stessi. Dovranno fare i conti con questo, indipendentemente da tutti i loro tentativi di impedirci di svilupparci, indipendentemente dalle sanzioni, e indipendentemente dagli insulti”.

“Indiani, state attenti ai rapporti che tenete con i Russi”

Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a riprendere il filo della loro influenza mondiale, dopo il caos diplomatico generato dal trumpismo con partner e avversari della competizione globale. Il segretario della Difesa Usa Lloyd Austin è andato in missione per approfondire i legami con l’India e mettere in guardia Nuova Dheli per i suoi rapporti militari con la Russia.

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Esortato da un influente membro del Senato, Bob Menendez, a trasmettere l’opposizione di Washington all’acquisto, proposto dall’India, di sistemi di difesa aerea russi mentre si dirigeva a Nuova Delhi venerdì, il membro del Governo affronterà la questione a margine dei colloqui per approfondire i legami di sicurezza indo-statunitensi.

La situazione non è così diversa da quella con la Turchia: a generare il malessere Usa è l’acquisto pianificato dall’India dei sistemi di difesa aerea russi S-400, motivo sufficiente a scatenare il regime sanzionatorio a stelle e strisce, proprio come successo con Ankara.

Menendez, presidente del comitato per le Relazioni estere del Senato, ha esortato Austin a chiarire ai funzionari indiani l’opposizione dell’amministrazione Biden all’accordo. “Se l’India sceglie di andare avanti con l’acquisto dell’S-400, questo atto costituirà chiaramente una transazione significativa, e quindi sanzionabile, con il settore della difesa russo ai sensi della sezione 231 del Caatsa”, si apprende in una lettera diretta al membro dell’amministrazione Biden, riferendosi alla legge denominata Countering America’s adversaries through sanctions act.

La netta discontinuità dell'amministrazione Biden rispetto a quella Trump

Fin dalle prime mosse l’amministrazione Biden si sta caratterizzando per una netta discontinuità da quella precedente di Donald Trump. Gli Stati Uniti stanno partecipando alle attività delle organizzazioni internazionali e rientrando negli accordi che erano stati precedentemente abbandonati.

“Limiterà anche la capacità dell’India di lavorare con gli Stati Uniti per lo sviluppo e l’approvvigionamento di tecnologia militare sensibile. Mi aspetto che lei chiarisca tutte queste sfide nelle conversazioni con le sue controparti indiane”, ha proseguito il parlamentare.

L’India si è avvicinata agli Stati Uniti in seguito alle tensioni con la Cina sul conteso confine himalayano, dove l’anno scorso sono scoppiati scontri con morti e feriti. Washington ha aiutato Nuova Delhi, affittando droni di sorveglianza e fornendo attrezzature contro il freddo alle truppe indiane.

E altre importanti commesse sono in attesa: le ditte statunitensi Boeing e Lockheed sono in testa per gli accordi multimiliardari sui jet da combattimento. Un funzionario del governo indiano ha detto che nessun accordo sarà probabilmente annunciato durante la visita e che i colloqui riguarderanno questioni di sicurezza regionale e internazionale. “Gli Stati Uniti e l’India sono stretti partner di sicurezza, ci aspettiamo di avere un’ampia discussione con la parte statunitense su come promuovere la cooperazione nella difesa”, ha detto il funzionario.

Colloqui di alto livello Usa-Cina: volano gli stracci

Scontro tra diplomatici cinesi e statunitensi durante i primi colloqui sotto la presidenza Biden. L’incontro infuocato si è tenuto giovedì, con entrambe le parti che si sono scagliate contro le rispettive politiche che ha sottolineato il livello di tensione nel rapporto bilaterale.

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“Discuteremo … le nostre profonde preoccupazioni per le azioni della Cina, anche in Xinjiang, Hong Kong, Taiwan, gli attacchi informatici contro gli Stati Uniti, la coercizione economica dei nostri alleati”, ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken alle sue controparti cinesi riunite all’hotel di Anchorage in Alaska, in un insolito e prolungato back-and-forth davanti alle telecamere. “Ognuna di queste azioni minaccia l’ordine basato sulle regole che mantiene la stabilità globale”, ha detto l’esponente di Governo.

L’amministrazione Biden ha chiarito che sta cercando un cambiamento nei comportamenti della Cina, che a sua volta ha espresso la speranza di resettare le relazioni che erano peggiorate drasticamente con l’ex presidente Donald Trump.

Il massimo diplomatico cinese Yang Jiechi ha risposto con un discorso di 15 minuti in cinese, mentre la parte statunitense attendeva la traduzione, scagliandosi contro ciò che ha detto essere la democrazia in difficoltà degli Stati Uniti, il cattivo trattamento delle minoranze, e criticando la sua politica estera e commerciale.

“Gli Stati Uniti usano la loro forza militare e l’egemonia finanziaria per portare avanti una lunga giurisdizione e sopprimere altri paesi”, ha detto Yang. “Abusa delle cosiddette nozioni di sicurezza nazionale per ostacolare i normali scambi commerciali, e incita alcuni paesi ad attaccare la Cina”, ha aggiunto.

In seguito, gli Usa hanno accusato la Repubblica popolare di essersi “messa in mostra”, mentre i media statali cinesi hanno puntato il dito contro funzionari statunitensi per aver parlato troppo a lungo ed essere “inospitali”.

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Entrambe le parti hanno accusato l’altra di aver violato il protocollo diplomatico, con un funzionario statunitense che ha detto che i due avevano inizialmente concordato due minuti di dichiarazioni di apertura da parte di ciascuno dei committenti.

Tuttavia, le due parti si sono riconvocate per un altro incontro nella serata di giovedì e un alto funzionario dell’amministrazione Biden ha detto che la prima sessione è stata “sostanziale, seria e diretta”, andando ben oltre le due ore inizialmente assegnate.

Washington ha detto che è disposta a lavorare con la Cina quando è nell’interesse degli Stati Uniti, citando la politica climatica e la pandemia di coronavirus come esempi. Blinken ha detto che Washington spera di vedere la Rpc usare la sua influenza con la Corea del Nord per convincerla a rinunciare alle armi nucleari.

Bonnie Glaser, un’esperta dell’Asia presso il Center for Strategic and International studies, ha detto che le dure dichiarazioni di entrambe le parti, nel periodo precedente all’incontro, hanno creato il rischio che esso si trasformi in uno scambio di accuse e richieste. “Nessuna delle due parti beneficia del fatto che questo incontro sia un fallimento totale”, ha detto Glaser.