Russia, Borrell preannuncia nuove sanzioni. Gli eurodeputati chiedono più fermezza contro Mosca

L'Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri Josep Borrell in audizione al Parlamento europeo. [EPA-EFE/OLIVIER HOSLET / POOL]

La visita in Russia dell’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri Josep Borrell ha diviso il Parlamento europeo, tra chi lo definisce ‘coraggioso’ per essere andato a sfidare Mosca a casa sua chiedendo la liberazione di Navalny, e chi lo accusa di aver indebolito la posizione diplomatica dell’Ue cadendo nella trappola mediatica di Putin e Lavrov.

Josep Borrell è finito nel mirino del Parlamento europeo dopo la sua visita diplomatica in Russia dello scorso weekend. Il capo diplomatico dell’Ue a Mosca si è trovato in un ambiente ostile, diffidente e disinteressato a perseguire migliori relazioni, dovendo anche assistere a una conferenza stampa in cui il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov definiva pubblicamente l’Ue “un partner inaffidabile”.

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Le conclusioni di Borrell

Il diplomatico spagnolo ha aperto la sessione pomeridiana della plenaria con un discorso in cui ha esposto le conclusioni tratte dal viaggio in Russia: che non c’è l’interesse di Mosca a intavolare un rapporto più costruttivo con l’Ue.

Borrell si è detto preoccupato delle future scelte di politica internazionale che la Russia potrà operare, perché sta dimostrando costantemente di non rispettare i diritti umani, ma anzi di considerare chi ne richiede il rispetto come una minaccia.

Borrell ha ribadito che sarà importante mantenere i rapporti con la società civile russa, che ha dimostrato di credere nei valori democratici e che non deve essere lasciata sola a combattere contro il regime autoritario di Vladimir Putin.

Messo sotto pressione dagli europarlamentari, Borrell ha confermato che saranno gli Stati membri decidere i prossimi passi, ma lui porterà “proposte concrete” di sanzioni contro la Russia sfruttando il potere di inizativa che l’Alto Rappresentante detiene.

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Coraggioso o inadeguato?

L’umiliazione subita da Borrell e, di riflesso, da tutta l’Ue non è piaciuta agli eurodeputati, che però si sono divisi nel giudizio: da un lato c’è chi vede la visita a Mosca come necessaria e l’Alto Rappresentante come “coraggioso”, per aver chiesto ufficialmente alla Russia di rilasciare il dissidente Alexey Navalny; dall’altro, però, c’è chi chiede le dimissioni immediate dello spagnolo dal suo incarico, perché con il suo silenzio di fronte all’umiliazione di Lavrov si sarebbe mostrato inadeguato a rappresentare l’Ue.

Il Partito popolare europeo (Ppe), preso atto della non volontà del regime di Putin di avere un dialogo con l’Ue, ha chiesto che l’Europa non cada nella trappola divisiva orchestrata dalla Russia, ma che resti unita e applichi le sanzioni disponibili contro Mosca e quelle previste dal Magnitsky Act europeo.

I socialdemocratici di S&D chiedono maggiore durezza nei confronti di Mosca, che ha organizzato ad arte questa visita per umiliare l’Alto Rappresentante Borrell e l’Unione europea con lui. Serve più decisione da parte del Consiglio europeo e degli Stati membri più influenti come Francia e Germania.

Molto severo è stato Dacian Cioloș, presidente del gruppo parlamentare Renew Europe, che ha giudicato la visita totalmente inopportuna e, anzi dannosa. “Da tempo cerchiamo di costruire una diplomazia europea credibile, ora dovremo cercare di riparare ai datti fatti”, ha dichiarato.

Diversa la posizione del gruppo Identità e democrazia, rappresentato da Thierry Mariani, che ha visto la visita come necessaria e la scelta di Josep Borrell come coraggiosa. Questo perché l’Europa deve essere libera di provare a riallacciare i rapporti con la Russia.

Ferme condanne sono arrivate invece dal gruppo dei Verdi e dai Conservatori e riformisti europei (Ecr). Mentre i primi hanno chiesto di bloccare la costruzione di Nord Stream 2, i secondi hanno denunciato il comportamento della Russia e l’errore di Borrell nel prestare il fianco agli attacchi di Lavrov, che ha potuto “dire le sue bugie di fronte a milioni di persone”.

La sinistra di Gue-Ngl ha condannato la ‘russofobia’ del Parlamento europeo, puntando il dito sulle detenzioni di cittadini operate nei Paesi dell’Ue e sostenendo che prima di interferire nella politica di Paesi terzi bisogna guardare a se stessi e rispettare per primi le leggi che si predicano ad altri.

Simile, ma ancora più dura è stata la linea del portavoce dei Non iscritti, Carles Puigdemont, che ha chiesto le dimissioni dell’Alto Rappresentante Borrell.

In generale, è arrivata una condanna trasversale da parte degli eurodeputati dell’Est Europa, che avevano messo in guardia dall’intraprendere un viaggio diplomatico a Mosca ma non sono stati ascoltati.

Poco prima del vertice, l’ex ministro della difesa estone Riho Terras, ora eurodeputato per il Ppe, aveva dichiarato di avere il supporto di 81 parlamentari su 705 per chiedere le dimissioni di Borrell. La maggior parte di questi proviene proprio dal Ppe e dall’Ecr, più alcuni membri di Renew Europe.