Rischio attacco russo ai cavi sottomarini: la Nato lavora ad una protezione

Il sottomarino nucleare russo classe Thyphoon "Donskoj", solca le acque sotto il ponte della Grande cintura tra Jyutland e Fun (Danimarca), in una foto del 2017. EPA/MICHAEL BAGER DENMARK OUT

I vertici del Patto nord-atlantico avvertono che la marina russa sta sondando in modo aggressivo le reti via cavo sottomarine, dalle quali passa il 97% della comunicazione tra Europa e Usa. Preoccupazione per una potenziale guerra. 

I ministri della difesa della Nato, giovedì 22 ottobre, hanno discusso sulla protezione delle infrastrutture critiche, come i cavi sottomarini sotto l’Atlantico, in mezzo a crescenti apprensioni sulla possibilità che possano essere tagliati o intercettati.

Negli ultimi anni gli ufficiali militari dell’organizzazione che unisce gli eserciti nord occidentali hanno notato un aumento dell’attività sottomarina russa, sollevando possibili azioni di Mosca per danneggiare le reti di cavi durante un potenziale conflitto.

Attacchi di questo tipo potrebbero essere parte di una guerra ibrida, un misto di atti di guerra aperta e segreta.

La leadership militare del Patto ha avvertito che la marina russa sta sondando in modo aggressivo le reti via cavo di comunicazione sottomarine. Uno degli scenari che circolano nell’organizzazione è che i sommergibili russi potrebbero tentare di tagliare i cavi sottomarini atlantici.

Dal momento che il 97% delle comunicazioni tra gli Stati Uniti e l’Europa passa attraverso questi cavi, le conseguenze sarebbero significative se fossero distrutti o intercettati.

A tal fine il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, dopo la riunione di giovedì, ha detto che gli Stati membri dell’organizzazione hanno ricevuto una nuova valutazione delle minacce russe alla sicurezza dei cavi sottomarini e delle infrastrutture critiche.

Sempre dalla Nato un funzionario ha confermato che il documento di discussione su una migliore protezione dei cavi sottomarini nell’Atlantico è confidenziale e non può fornire maggiori dettagli sul suo contenuto.

Stoltenberg non si è rivolto specificamente alla Russia, ma ha detto che gli alleati stanno esaminando più da vicino la sicurezza delle reti sottomarine.

La maggior parte di questi sistemi sono responsabili della trasmissione di dati e delle comunicazioni sia per uso civile che militare. Stoltenberg ha evidenziato come i cavi trasmettano la stragrande maggioranza dei dati di comunicazione globale, qualcosa su cui i mercati internazionali contano molto.

“Penso che sia importante affrontare questo problema per capire che la maggior parte di questi cavi sono di proprietà privata ed è pubblicamente noto dove si trovano”, ha detto Stoltenberg, aggiungendo che questo li rende anche “potenzialmente vulnerabili”. Inoltre possono essere intercettati in mare, anche se secondo gli esperti questo è ancora relativamente difficile da fare.

Negli ultimi anni, tuttavia, Russia e Cina hanno sviluppato capacità nell’ambito del sabotaggio sottomarino.

La Nato sostiene però di aver reagito a questi sviluppi da molto tempo, aumentando esercitazioni navali e pattugliamenti in mare. I Paesi aderenti stanno anche investendo in capacità moderne per combattere i sottomarini dal cielo.

Per minimizzare questi rischi, ha ricordato il Segretario generale, sono stati messi in atto nuovi strumenti per proteggere le infrastrutture sottomarine e monitorare le potenziali minacce.

“Abbiamo anche istituito un nuovo Comando Atlantico della Nato a Norfolk, e uno dei nuovi compiti di questo nuovo comando del Nord Atlantico è anche quello di esaminare come proteggere, come monitorare le minacce contro le infrastrutture sottomarine”, ha detto Stoltenberg.

Il comando di Norfolk (Jfcnf) guidato dal vice ammiraglio Andrew Lewis si trova nella posizione della seconda flotta statunitense e completa un comando appena creato a Ulm (Jsec) nel Baden-Württemberg.

Quest’ultimo aveva già raggiunto la prima fase di prontezza operativa un anno fa ed è responsabile del trasporto di truppe e materiali in Europa. Entrambi i comandi dovrebbero essere pienamente operativi entro settembre 2021.

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