Regno Unito: nuovo accordo con la Turchia per contenere i contraccolpi della Brexit

Il presidente turco Erdogan e il primo ministro Uk Johnson. EPA/Matt Dunham/PISCINA

Prosegue l’affannato percorso di Londra, dopo l’uscita dall’Ue, per limitare al massimo potenziali danni commerciali.

Regno Unito e Turchia hanno chiuso un accordo commerciale da 18,6 miliardi di sterline (pari a 20,5 miliardi di euro) che interessa i settori automotive, siderurgico, agricolo e manifatturiero. La firma, avvenuta martedì 29 dicembre, è stata salutata come “una giornata storica”, anche se già si parla di un impegno futuro per un accordo di libero scambio più ambizioso.

Il trattato, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2021, era molto atteso e visto lo status della nazione euroasiatica nell’unione doganale dell’Ue, la Gran Bretagna ha dovuto attendere la chiusura dell’accordo commerciale con Bruxelles del 24 dicembre prima di poter finalizzare i termini della stipula con Ankara.

La ministra del Commercio turca Ruhsar Pekcan ha spiegato che senza l’intesa la Turchia avrebbe subito perdite per circa 2,4 miliardi di dollari nelle esportazioni verso il Regno Unito, secondo partner commerciale turco (dopo la Germania), che sta costruendo diverse decine di trattati con altri Paesi a causa dell’uscita dall’Ue.

Da quando Londra ha deciso di lasciare l’Unione nel 2016 con la Brexit, ha firmato accordi commerciali con 62 nazioni.

Brexit, gli ambasciatori Ue approvano l'accordo con il Regno Unito: quali sono i punti più importanti

Lunedì 28 dicembre gli ambasciatori dei 27 Paesi Ue hanno approvato all’unanimità l’accordo commerciale e di cooperazione tra Unione europea e Regno Unito.

L’accordo entrerà in vigore provvisoriamente il 1 gennaio 2021, in attesa del via libera del Parlamento Ue. A …

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha definito la firma come la “più importante dall’accordo di unione doganale” siglato tra Turchia ed Ue nel 1995, mentre dal governo Uk parlano di “grande vittoria per l’industria britannica”, anche se vengono replicate in larga parte le misure dell’attuale rapporto commerciale.

In ogni caso, per 7.600 aziende britanniche che esportano merci nel Paese del Bosforo saranno mantenute le tariffe preferenziali a protezione delle catene di fornitura per i produttori automobilistici di oltre manica.

Secondo la britannica Liz Truss, ministro del Commercio, l’accordo “apre la strada ad uno nuovo e più ambizioso nel prossimo futuro” mettendo Londra al centro di “una rete di accordi moderni con economie dinamiche”, un piano al quale l’ex aderente Ue tiene moltissimo.

Entusiasmo, quello inglese, condiviso anche da industria e lobby. A partire da Ford, che per mezzo del presidente europeo Stuart Rowley ha definito “estremamente significativo” il passaggio commerciale tra i due Paesi.

Brexit Deal: l'accordo di Natale

L’accordo, raggiunto in extremis, ha scongiurato il temuto No Deal, ha chiarito molti aspetti dei futuri rapporti UE-UK e ne ha lasciati molti altri ancora aperti. Può sembrare paradossale, ma il risultato più evidente di quest’accordo è che c’è ancora …

La fabbrica del colosso statunitense, situata nel quartiere Dagenham di Londra, esporta gran parte della sua produzione di motori diesel alla joint venture Ford Otosan in Turchia, per montarli sui modelli ‘Transit’.

“Dato che l’attività di Ford e Ford Otosan rappresenta più del 10% del volume totale degli scambi commerciali tra Regno Unito e Turchia, questo accordo è estremamente significativo per noi e contribuirà a garantire posti di lavoro in entrambi i paesi”, ha detto Rowley.

Soddisfazione anche da parte del direttore del business lobby group Cbi, Andy Burwell, ma non senza nascondere le complessità di dover chiudere stipule con uno Stato con profonde relazioni commerciali con l’Ue, come nel caso di Ankara, che secondo il dirigente hanno reso “complicato” l’accordo. E il percorso post Brexit di Londra non è ancora finito.