Portogallo, nel mezzo della crisi politica il governo lancia un piano per far diventare il paese lo ‘startup hub’ d’Europa

il presidente dell Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa (a sinistra) alla cerimonia di chiusura del Web Summit di Lisbona con l'amministratore delegato del festival Paddy Cosgrave, il 4 novembre 2021. [EPA-EFE/ANTONIO COTRIM]

Giovedì 4 novembre in un discorso televisivo il presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, ha annunciato lo scioglimento del parlamento e la convocazione di elezioni anticipate per il 30 gennaio 2022, in seguito alla crisi di governo che si è aperta la scorsa settimana per la mancata approvazione della legge di bilancio. Nel frattempo, al Web summit di Lisbona il governo socialista ha presentato un piano che rilancia l’ambizione del paese di diventare un punto di riferimento europeo per l’innovazione e la tecnologia.

Nel suo discorso, de Sousa ha spiegato di aver scelto la data del 30 gennaio – e non quella del 16, su cui concordavano la maggior parte dei partiti portoghesi – per comunare “l’auspicabile velocità con la dovuta attenzione a un periodo delicato” come quello delle vacanze di Natale e capodanno. Secondo il presidente, la campagna elettorale e i dibattiti in quelle settimane “sono, sotto tutti gli aspetti, indesiderabili e potrebbero essere a metà strada verso un aumento dell’astensione”. Il parlamento, quindi, verrà ufficialmente sciolto non prima del 1° dicembre, visto che la costituzione portoghese prevede che le elezioni si tengano entro 60 giorni da quel termine.

De Sousa ha aggiunto che per la maggior parte dei cittadini la mancata approvazione del bilancio è stata “incomprensibile”, specialmente in una fase importante come quella dell’uscita dalla pandemia di COVID e dell'”inizio di un irripetibile periodo di accesso ai fondi europei”. Tuttavia, dopo la sconfitta del governo in parlamento, non c’erano alternative praticabili al voto anticipato.

Portogallo, il voto contrario del Parlamento alla legge di bilancio apre la strada alle elezioni anticipate

Mercoledì 27 ottobre il Parlamento portoghese ha respinto la proposta di legge di bilancio del governo socialista guidato da António Costa: decisivo il voto contrario degli ex alleati di sinistra del Partito Socialista (PS), il Bloco de Esquerda (BE) e …

La crisi di governo si è aperta lo scorso 27 ottobre, quando il Bloco del Esquerda (BE) e il partito comunista portoghese (PCP) hanno votato contro la legge di bilancio proposta dal governo guidato dal socialista António Costa – che avevano sostenuto dall’esterno negli ultimi sei anni – per divergenze su alcune misure sociali e sulla troppa accondiscendenza, secondo il BE, alle richieste di Bruxelles e della troika BCE-FMI-UE.

Secondo i sondaggi più recenti, la maggior parte dei portoghesi (il 59%) è favorevole alle elezioni anticipate, nonostante quasi la stessa percentuale (Il 54%) ritenga che in questa fase siano un male per il paese. Riguardo al possibile esito del voto – anche se la campagna sarà ancora molto lunga – la maggior parte di cittadini (43%) pensa che a vincere sarà di nuovo il partito socialista di Costa, anche se il 68% ritiene che neanche stavolta riuscirà a raggiungere la maggioranza assoluta dei seggi.

Un hub europeo delle imprese tecnologiche

Mentre de Sousa concludeva le sue consultazioni, al Web Summit di Lisbona, a pochi chilometri di distanza dai palazzi della politica portoghese, il ministro dell’Economia Pedro Siza Vieira ha annunciato la creazione di un nuovo organismo per promuovere l’imprenditoria tecnologica, di un programma di finanziamento potenziato, e di un evento tecnologico di punta: segnali della nuova ambizione del Portogallo di diventare un centro di innovazione a livello europeo.

Mercoledì 3 novembre, Vieira ha reso pubblico il lancio della Europe Startup Nations Alliance (ESNA), una nuova entità che supporterà 26 paesi dell’UE e l’Islanda nella creazione delle  migliori condizioni per far nascere nuove startup. Il giorno precedente, il ministro aveva  annunciato l’espansione con ulteriori 250 milioni di euro di Portugal Tech, il programma di investimenti del governo per finanziare le startup portoghesi.

“Stiamo mettendo i soldi nei progetti di cui abbiamo tanto parlato”, ha detto con entusiasmo Ricardo Mourinho Félix, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, che cofinanzia il programma.

Gli annunci sono avvenuti nel corso del Web Summit, l’annuale quattro giorni dedicato a Internet e alla tecnologia che ha riunito più di 40.000 partecipanti. L’evento si tiene a Lisbona dal 2016, anche grazie al cofinanziamento del governo portoghese: le iniziative rese note al summit fanno parte di una spinta esplicita per rilanciare il settore tecnologico del paese.

“La scena tecnologica in Portogallo è migliorata negli ultimi cinque anni grazie al grande sostegno del governo”, ha detto a EURACTIV Marta Felix, CEO e fondatrice di Biocosmos, una startup che produce cosmetici dagli scarti di produzione del vino.

Lisbona, in particolare, ha l’ambizione di diventare una “fabbrica di unicorni”, come ha detto il suo sindaco eletto di recente, Carlos Moedas, ex commissario europeo per l’Innovazione, il cui discorso al vertice ha toccato le corde degli imprenditori tecnologici.

“Ci è piaciuto. Ha davvero colpito ogni pulsante chiave della cultura dell’innovazione: il sostegno degli imprenditori, il basso costo, le tasse basse, la facilità di fare affari”, ha affermato Nicholas Gorman, CEO di SafeScore, un fornitore di informazioni di viaggio online.

La startup di Gorman ha sede in Irlanda ma sta ora valutando l’apertura di una filiale a Lisbona, a seguito di “colloqui di grande successo” con il ministro del Turismo portoghese.

Buona posizione, prezzi bassi

A giocare a favore del Portogallo è una combinazione di fattori, inclusa la sua posizione in Europa, e i suoi prezzi accessibili.

“Ci vorrebbero secoli per andare in Canada, diciamo, e un paese come i Paesi Bassi è super costoso per noi. Quindi, ha molto senso essere qui”, ha detto Gazelle Motia, un’iraniana che lavora con altri connazionali al centro di formazione Adhoc School.

Un altro motivo per cui le startup si trasferiscono in Portogallo è che il clima temperato e il buon tenore di vita sono attraenti per la forza lavoro tecnologica, una risorsa sempre più scarsa.

“Abbiamo chiesto agli sviluppatori dove volevano vivere, hanno detto in Portogallo, quindi siamo venuti qui”, ha spiegato Michel Paolucci, responsabile dello sviluppo del business di 01talent, una startup avviata da cittadini francesi.

Oltre ad attirare aziende e talenti, gli stessi portoghesi sono sempre più attivi nel settore tecnologico, avviando le proprie aziende o imparando i linguaggi di programmazione.

“Siamo grandi tecnici, sappiamo come affrontare la tecnologia. Quello che ci manca è un po’ di organizzazione per portare [i nostri prodotti] sul mercato”, ha affermato Rui Bras Fernandes, CEO di u-find.me, che si occupa di trovare gli spazi migliori dove lavorare per le imprese.

In gioco c’è anche il cosiddetto “effetto ritorno”, poiché gli esperti IT che sono andati a lavorare per grandi aziende tecnologiche all’estero stanno ora tornando per stare vicino alle loro famiglie, portando la loro esperienza alle startup portoghesi.

“Il Portogallo è un mercato fantastico per le startup perché possiamo implementare rapidamente i nostri progetti pilota su una scala piccola ma differenziata”, ha osservato Tomas Costa, CEO di dioscope, startup che si occupa di assistenza online alla diagnostica dei medici.

Costa ha spiegato che le startup possono avere contatti quasi diretti con partner che potrebbero fornire finanziamenti. Tuttavia, il lato negativo di un piccolo mercato arriva quando le aziende cercano di espandersi.

“Il passo più difficile è dimostrare che ciò che stai facendo qui in Portogallo può essere esteso ad altri paesi e replicare il tuo modello di business in un’altra location”, ha affermato Costa.

Per altri, data la lingua comune e la vicinanza geografica, il Portogallo potrebbe essere un luogo interessante per le aziende interessate ad espandersi in Brasile o in Africa, come nel caso di 01talent di Paolucci.

Ancora margini di miglioramento

Tuttavia, tale portata internazionale non è priva di complessità, poiché alcune startup potrebbero preferire affermarsi prima nel mercato europeo.

“Abbiamo provato ad aprire l’azienda in Brasile e il processo di regolamentazione è stato molto più difficile che quello per entrare, ad esempio, nel mercato italiano. Certo, possiamo fare di meglio qui in Europa, ma è molto più facile crescere in Europa che cercare di estendere le nostre soluzioni ai paesi non europei”, ha aggiunto Costa.

Sebbene l’ecosistema per le startup in Portogallo sia migliorato, non è privo di difetti. Per Fernandes di u-find.me, “è molto difficile possedere un’azienda in Portogallo, le tasse sono molto alte. Ci deve essere un ambiente fiscale migliore affinché le startup possano davvero prosperare”.

Hugo Castro, CEO di ushowme.tv, ha sottolineato che il governo portoghese ha ancora molta strada da fare per rendere il suo funzionamento meno burocratico e più agile. Inoltre, ha sottolineato l’atteggiamento conservatore di investitori e consumatori che potrebbe rendere il Portogallo meno propenso all’innovazione.

“C’è questa visione meschina che ciò che è portoghese non è buono se non esce e viene riconosciuto all’estero. Questa mentalità deve cambiare”, ha concluso Castro.