Polonia, la camera bassa approva la legge sui media che ha attirato le proteste degli Stati Uniti

La seduta della camera bassa del Parlamento polacco che ha approvato la legge si media, Varsavia, 11 agosto 2021. [EPA-EFE/Wojciech Olkusnik POLAND OUT]

I deputati polacchi hanno approvato mercoledì 11 agosto il disegno di legge sui media  e l’emittenza televisiva, che secondo l’opposizione ha l’obiettivo di  mettere a tacere il canale di news TVN24, di proprietà del gruppo statunitense Discovery e da sempre molto critico nei confronti del governo. Il voto ha suscitato la decisa reazione del governo degli Stati Uniti,   uno dei più importanti alleati di Varsavia.

Washington aveva avvertito il governo polacco che il mancato rinnovo della licenza del canale, che scadrà il prossimo 26 settembre, potrebbe mettere a repentaglio i futuri investimenti statunitensi in Polonia, mentre gli esponenti dell’opposizione hanno condannato il disegno di legge come un attacco alla libertà dei media.

La reazione di Washington

Il segretario di Stato statunitense, Antony Blinken, ha detto che Washington è “profondamente turbata” dall’approvazione del disegno di legge da parte della camera bassa del Parlamento, perché il progetto prende di mira la stazione di notizie indipendente più vista in Polonia e uno dei maggiori investimenti statunitensi nel paese.

“Grandi investimenti commerciali statunitensi in Polonia legano insieme la nostra prosperità e migliorano la nostra sicurezza collettiva”, ha aggiunto Blinken: “Questo progetto di legge minaccia la libertà dei media, e potrebbe minare il forte clima di investimenti in Polonia”, ha affermato in una nota.

Il disegno di legge sui media voluto dal governo polacco prevede l’introduzione del divieto per le aziende al di fuori dello Spazio economico europeo di controllare emittenti televisive in Polonia.

Si tratta di un provvedimento simile a quello varato nel 2017 dal governo di Viktor Orbán in Ungheria contro la Central European University (CEU): in quel caso, la legge ha vietato alle istituzioni al di fuori dell’Unione europea di rilasciare diplomi in Ungheria senza un accordo tra i rispettivi governi, e  richiedeva alle università possedute da istituzioni straniere di avere un campus e facoltà nel loro paese d’origine.

Forzature procedurali

Il disegno di legge polacco è stato approvato con 228 voti a favore, 216 contrari e 10 astenuti: la maggioranza di destra è quindi riuscita ad aggirare la crisi che si è aperta nei giorni scorsi con il licenziamento del vicepremier e leader del piccolo partito Accordo, Jaroslaw Gowin, per contrasti proprio sulla legge sui media e sulle riforme economiche proposte dal governo.

Per diventare ufficialmente legge, la proposta dovrà essere ora approvata dal Senato, dove la maggioranza favorevole all’esecutivo è molto più ampia: il voto è previsto entro un mese.

Polonia: il primo ministro Morawiecki licenzia il suo vice, coalizione di governo in bilico

Martedì 10 agosto il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, ha licenziato dal governo il suo vice Jaroslaw Gowin, leader del piccolo partito di orientamento conservatore Accordo (Porozumienie), a causa di alcuni dissidi sulla politica fiscale e su una controversa legge sui media …

Il voto della camera bassa è arrivato al termine di una seduta caotica, che è stata anche interrotta per le proteste dell’opposizione. All’inizio, infatti, quest’ultima era riuscita a far passare una mozione per rinviare la discussione.

La gioia si è però trasformata in indignazione quando la presidente Elzbieta Witek ha affermato che il voto sulla mozione doveva essere ripetuto, perché lei aveva dimenticato di specificare la data fino alla quale la seduta doveva essere rinviata. “Quello che sta facendo è assolutamente illegale”, ha affermato il deputato di Piattaforma Civica Borys Budka.

Jaroslaw Sachajko del partito Kukiz 15, che non fa parte della coalizione di governo ma sostiene alcune delle sue politiche, ha invece affermato che i quattro deputati del suo partito avevano originariamente votato per la mozione dell’opposizione per errore.

Una nuova stretta sui media

Il portavoce del governo polacco, Piotr Muller, ha affermato che la Polonia sta introducendo regole simili a quelle di altri paesi dell’Unione europea, e ha aggiunto: “Abbiamo il diritto di regolamentare le questioni sul capitale nel modo che il Parlamento polacco ritiene appropriato”.

La società madre di TVN24, TVN, è posseduta da Discovery tramite una società registrata nei Paesi Bassi, per aggirare la norma già in vigore che vieta alle società non europee di possedere oltre il 49% delle società di media polacche. La nuova legge vieterebbe anche questo tipo di accordi.

In un tweet, Grzegorz Schetyna, un deputato del più grande partito di opposizione, Piattaforma civica, ha definito il voto di mercoledì “un attacco alla libertà, un attacco ai media indipendenti dal governo”.

Discovery invece lo ha definito “un attacco ai principi democratici fondamentali della libertà di parola, dell’indipendenza dei media” e un progetto “direttamente discriminatorio nei confronti di TVN e Discovery”.

Il disegno di legge viene considerato da critici e osservatori l’ennesimo capitolo della progressiva restrizione della libertà di informazione in Polonia: un processo in atto da quando, nel 2015, è salita al governo la coalizione ‘Destra unita’ guidata dal partito Diritto e Giustizia (PiS), che ha avuto anche diversi scontri con l’Unione Europea in merito alle riforme del settore giudiziario e al rispetto dello stato di diritto.

Polonia, la Corte di Giustizia Ue boccia la riforma della giustizia

La sezione disciplinare per i giudici della Corte suprema polacca, istituita con una controversa riforma varata dal governo guidato dalla destra nazionalista di Diritto e Giustizia (PiS), non è conforme al diritto dell’Unione. Lo ha stabilito giovedì 15 luglio la …

Il disegno di legge sulla restituzione delle proprietà

Oltre che con l’UE, il governo polacco è entrato in collisione anche con quello degli Stati Uniti non solo per la vicenda TVN24, ma anche per un’altra legge, già approvata dai due rami del Parlamento di Varsavia e ora in attesa della firma del presidente Andrzej Duda: una norma che potrebbe rendere più difficile per gli ebrei recuperare le proprietà sequestrate alle loro famiglie dagli occupanti nazisti in Polonia durante l’Olocausto, e poi rimaste sotto il controllo dei governi  comunisti del dopoguerra.

“Siamo profondamente preoccupati per il fatto che il parlamento polacco abbia approvato una legge che restringe severamente per i sopravvissuti all’Olocausto e le loro famiglie, così come per altri proprietari ebrei e non ebrei, il processo per ottenere la restituzione delle proprietà confiscate ingiustamente durante l’era comunista”, ha detto Blinken mercoledì.

“Esortiamo il presidente Duda a non firmare il disegno di legge o che, in linea con l’autorità concessagli in qualità di presidente, deferisca il disegno di legge al tribunale costituzionale polacco”, ha aggiunto il segretario di Stato.

Anche il ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, ha affermato che il disegno di legge “danneggia sia la memoria dell’Olocausto che i diritti delle sue vittime”.

Blinken ha detto che la Polonia è un importante alleato nella NATO, un’alleanza “basata su impegni reciproci per la condivisione di valori democratici e prosperità”, e ha concluso spiegando che “questi atti legislativi sono contrari ai principi e ai valori per i quali si battono le nazioni moderne e democratiche. Esortiamo il governo della Polonia a dimostrare il suo impegno per questi principi condivisi non solo a parole, ma anche con i fatti”.